sabato 26 maggio 2012

Direzione Sanitaria: un gol e un autogol




La Direzione Sanitaria della nostra Azienda Ospedaliero-Universitaria ha recentemente affrontato due problematiche "sensibili" nell'ambito dell'organizzazione assistenziale del Policlinico.

Con lettera dell' 8 maggio, il Direttore Sanitario, dott. Mario Cavalli, ha indetto una ricognizione del piano ferie estive dei dirigenti medici al fine di assegnare medici, in servizio durante la temporanea chiusura della loro U.O., allo svolgimento di attivita' assistenziale presso altra U.O., rimasta aperta ed operante in quel periodo. Ovviamente, precisa la lettera, "tenuta in debita considerazione la peculiarita' dei professionisti".

Sebbene la soluzione appaia contingente e limitata al periodo di ferie estive, di fatto rappresenta un precedente di "disancoraggio" dei medici dalle U.O. di afferenza. Non si tratta, infatti, di turni di guardia interdivisionali, ma di allocazione "seppur temporanea" di turni di servizio feriali e diurni da una divisione di appartenenza, ad una divisione a cui non si appartiene, non si afferisce e non si e' incardinati. Letta in una visione piu' ampia, si tratta di un passo importante dall'appartenenza del medico ad un gruppo verticale ben definito e strutturato (la "propria" Unita' Operativa), all' appartenenza ad un gruppo trasversale piu' ampio, un'area, nel rispetto della peculiarita' professionale del medico.

Riteniamo che questo passo contribuisca al superamento inevitabile della strutturazione del Policlinico in U.O. verticali per arrivare, progressivamente, a strutturazioni trasversali di centri medico-chirurgici per lo studio e la cura di patologie d'organo ed apparato, in cui operare per competenza, esperienza e volonta'. Ovviamente, il rispetto delle peculiarita' dei professionisti significa che l'afferenza ai centri trasversali dovra' avvenire secondo aree funzionali omogenee e per adesione volontaria.

Diversa e' invece la nostra valutazione su una seconda mossa della Direzione Sanitaria che lascia molto perplessi.

Con data 29 marzo, il dott. Cavalli ha emanato il "riassetto della guardia medica notturna" dell' U.O. di Ortopedia e Traumatologia. Con tale disposizione, la guardia medica notturna della divisione chirurgica di ortopedia e traumatologia entra nel pool dei reparti contemporaneamente coperti dalla guardia medica notturna internistica. Non e' ben chiaro chi e come abbia condiviso ed accettato tale riassetto, ma credo che debbano essere fatte delle considerazioni di carattere sostanziale.

L'attivita' di guardia medica presso l'Ortopedia e Traumatologia si configura come guardia interdivisionale. Pertanto, essa puo' e deve essere concepita come guardia medica tra unita' operative appartenenti ad aree funzionali omogenee. Tale criterio, ricordato anche nel vigente CCNL della dirigenza medica, risponde alla necessita' della competenza ed appropriatezza dell'atto medico richiesto ed erogato, che puo' esaurirsi solamente nell'ambito e nel rispetto di criteri di affinita' ed equipollenza delle discipline mediche.

Nella situazione in oggetto, invece, viene richiesto a personale medico specialistico internista di svolgere la propria attivita', in scienza e coscienza, su malati ricoverati presso unita' operativa di area e competenza chirurgica, pertanto non affine ed equipollente. Tali guardie possono facilmente esporre a rischio sia il paziente sia il medico. Il primo per l'inadeguatezza della prestazione ricevuta, o non ricevuta, dall'internista nella gestione di eventi clinici di competenza chirurgica e il secondo per il principio che ogni medico risponde delle proprie azioni o non azioni con implicazioni medico-legali anche gravi di responsabilita' professionale.

Meraviglia come in un periodo in cui si preme giustamente sulla necessita' di appropriatezza della prestazione medica e sulla necessita' di ridurre il piu' possibile i contenziosi medico-legali, si possa condividere l'espletamento dell'attivita' medica al di fuori di aree funzionali omogenee.

Invitiamo pertanto i medici, che si vedono impropriamente assegnati a svolgere l'attivita' di guardia anche su malati affetti da patologie che esulano dalla loro esperienza, formazione e competenza, esponendoli ad atti medici inappropriati ed inadeguati, con rischio di improprie responsabilita' professionali, di scrivere al piu' presto una lettera ai loro direttori ed al direttore sanitario in cui esprimano chiaramente e motivatamente di non poter condividere ed accettare l'espletamento dell'attività di guardia medica presso l'unita' operativa di ortopedia e traumatologia, e si dichiarino non disponibili a ricoprire tali turni di guardia.

Si tratta di una tutela importante per se' e per il bene del paziente, anche finalizzata ad interrompere sul nascere delle improprie richieste di attivita' assistenziale, che sarebbe bello sapere da chi, come e perche' siano state condivise.

sabato 19 maggio 2012

CdA Unibo




Congratulazioni a Loris Giorgini, ricercatore universitario del nostro ateneo, nominato nel nuovo CdA dell' universita' di Bologna. Grazie per il lavoro attento e proficuo svolto nel precedente CdA ed in bocca al lupo per il nuovo lavoro da svolgere nei prossimi tre anni!


domenica 13 maggio 2012

Prima..., quindi...




"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, quindi vinci"

(Mahatma Gandhi)


lunedì 7 maggio 2012

Cosa si fa al Sant'Orsola? Un potpourri!




L'assistenza sanitaria e' un servizio offerto ai cittadini. Come tutti i servizi deve corrispondere, in qualita' e quantita', alla domanda. Il punto fondamentale del nostro Policlinico e' che non e' ben chiaro a quale domanda si voglia offrire risposta. Se si guarda l'organizzazione delle unita' operative del policlinico, l'immagine e' quella di un grande e grosso ospedale generale:

Anatomia e Istologia Patologica - Grigioni 
Andrologia - Colombo SSD 
Anestesia e Terapia intensiva Polivalente - Di Nino 
Anestesiologia - Altimari SSD 
Anestesiologia e Rianimazione - Baroncini 
Anestesiologia e Rianimazione - Faenza 
Anestesiologia e Rianimazione - Frascaroli 
Angiologia e Malattie della Coagulazione "Marino Golinelli" - Palareti 
Audiologia e Otologia - Pirodda SSD 
Cardiochirurgia - Di Bartolomeo 
Cardiochirurgia Pediatrica e dell'Età Evolutiva - Gargiulo 
Cardiologia - Branzi 
Cardiologia - Rapezzi SSD 
Cardiologia Pediatrica e dell'Età Evolutiva - Bonvicini 
Centro MARFAN - Centro Hub presidio della rete per le malattie rare (DGR 1966/06) 
Centro regionale di riferimento per l'insufficienza intestinale cronica benigna - Pironi SSD 
Centro Riferimento Trapianti - Ridolfi 
Centro Unificato di Ricerca Biomedica Applicata CRBA - Chieco 
Chirurgia Generale - Cola/Minni/Urgenza 
Chirurgia Generale - Poggioli 
Chirurgia Generale - Taffurelli 
Chirurgia Generale e dei Trapianti - Pinna 
Chirurgia Orale e Maxillo-Facciale - Marchetti 
Chirurgia Pediatrica di Bologna - Lima 
Chirurgia Plastica - Cipriani 
Chirurgia Toracica - Stella f.f. 
Chirurgia Vascolare - Stella 
Day Surgery 
Dermatologia - Patrizi 
Diabetologia - Ciavarella 
Diagnostica istopatologica e molecolare degli organi solidi e del relativo trapianto - D'Errico SSD 
Ematologia - Baccarani 
Emolinfopatologia - Pileri 
Endocrinologia - Pasquali 
Endoscopia Pelvica e Chirurgia Mini-Invasiva Ginecologica SSD 
Gastroenterologia - Bazzoli 
Gastroenterologia: diagnosi e trattamento delle malattie delle vie biliari - Festi SSD 
Genetica Medica - Seri 
Geriatria - Bertoncelli SSD 
Geriatria - Lunardelli 
Geriatria - Salsi 
Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana - Venturoli 
Immunoematologia e Trasfusionale - Pagliaro 
Laboratorio Centralizzato - Motta 
Malattie del Metabolismo e Dietetica Clinica - Marchesini Reggiani SSD 
Malattie Infettive - Viale 
Malattie infiammatorie croniche intestinali - Campieri SSD 
Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso - Cavazza 
Medicina del Lavoro - Violante 
Medicina Fisica e Riabilitazione - Taricco 
Medicina Interna - Bolondi 
Medicina Interna - Bolondi f.f. 
Medicina Interna - Borghi 
Medicina Interna - Corinaldesi 
Medicina Interna - Stanghellini 
Medicina Interna - Zoli 
Medicina Nucleare - Fanti 
Microbiologia - Landini 
Nefrologia, Dialisi e Ipertensione - Santoro 
Nefrologia, Dialisi e Trapianto - Stefoni 
Neonatologia - Faldella 
Neurologia - Cirignotta 
Neuropsichiatria Infantile - Franzoni 
Neuroradiologia Diagnostica ed Interventistica - Pastore Trossello SSD 
Oftalmologia - Campos 
Oftalmologia - Ciardella 
Oncologia Ginecologica - De Iaco SSD 
Oncologia Medica - Biasco SSD 
Oncologia Medica - Martoni 
Oncologia Medica - Zamagni SSD 
Ortopedia e Traumatologia - Laus 
Ostetricia e Medicina dell'Età Prenatale - Rizzo 
Otorinolaringoiatria - Rinaldi Ceroni 
Ottimizzazione Risorse Dipartimentali nel Processo Assistenziale - Rasciti SSD 
Pediatria - Pession 
Pediatria d'Urgenza, Pronto Soccorso Pediatrico e Osservazione Breve e Intensiva-Bernardi 
Pneumologia e Terapia Intensiva Respiratoria - Nava 
Poliambulatorio 
Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico - Mollo SSD 
Radiologia - Barozzi 
Radiologia - Golfieri 
Radiologia - Zompatori 
Radiologia Cardio Toracica - Zompatori 
Radiologia Pediatrica - Tani SSD 
Radioterapia - Barbieri 
Radioterapia - Mazzarotto 
Semeiotica Medica - Bernardi 
Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura Azienda U.S.L. Citta di Bologna 
Trapianto di fegato e assistenza medica precoce ai pazienti trapiantati - Sama SSD 
Urologia - Martorana  
Urologia - Severini

Due osservazioni saltano subito all'occhio: come ogni buon ospedale generale di una provincia di un milione di abitanti si fa un po' di tutto e di tutto un po', dall'altro si e' ritenuto opportuno personalizzare le unita' operative con il nome del loro primario. Quest'ultima cosa sarebbe molto lodevole in chiave di immagine e di strategia commerciale se avessimo dei premi nobel o delle megastar della clinica internazionale, meno se la stragrande maggioranza degli illustri primari sono altrettanto illustri sconosciuti per il paziente medio. 

Che il policlinico stesso creda poco alla specializzazione della maggioranza delle sue strutture lo si desume anche dalla logica del "cingolo" con cui il Pronto Soccorso ricovera i pazienti nelle diverse unita' operative, a seconda del turno.

Appare quindi evidente che ci troviamo di fronte ad un pachiderma generalista che e' teso a soddisfare la richiesta generale ed indistinta della popolazione locale. Ma a quello scopo non vi sono gia' l'Ospedale Maggiore e l'Ospedale Bellaria? Anzi no! L'Ospedale Bellaria ha capito bene che l'offerta assistenziale deve essere selettiva per eccellere e sta diventando quasi esclusivamente un polo neurologico ed oncologico. Ed il Sant'Orsola? Il Sant'Orsola fa i trapianti di organo, ma oltre a questo, perche' un paziente che non e' portato al Sant'Orsola dall'ambulanza del 118 dovrebbe scegliere di farsi curare al Sant'Orsola? Non e' forse meglio andare alla ricerca su internet di strutture mediche, chirurgiche, o mediche e chirurgiche insieme, che si dedicano elettivamente allo studio, alla diagnosi ed alla cura del problema specifico o dell'ambito del problema di salute di cui e' affetto.

Certamente lo scorrere il sito internet della nostra AOSP non facilita molto il malato a trovare il "suo" dottore, ma neanche a capire bene se c'e' al Sant'Orsola qualcuno che si occupi elettivamente della sua patologia. Cardiologia, Ematologia, Gastroenterologia, Nefrologia ecc... sono termini, raggruppamenti oramai troppo pieni di contenuti da essere troppo vuoti di risposte alle domande dei pazienti. Inoltre quei nomi dei primari accanto alle unita' operative sembrano il giusto contentino per chi, se non avesse il nome sul cartello, non vedrebbe mai un paziente. E' un'organizzazione di un provinciale che fa paura!

E' evidente che un carrozzone cosi' non puo' continuare a succhiare i milioni di risorse regionali ancora per molti anni. Non e' facile pensare ad una cura dimagrante, ma ad una suddivisione dei compiti forse si'. A fianco di strutture di medicina generale, di geriatria, di chirurgia generale, di specialistica di primo livello, direttamente collegate con il Pronto Soccorso come una grande Medicina e Chirurgia d'Urgenza pronta a soddisfare le richieste di urgenza ed emergenza della popolazione, e' verosimilmente indispensabile disegnare delle strutture trasversali mediche e chirurgiche per i ricoveri di elezione dei pazienti a seconda dell'ambito patologico di cui sono affetti. Strutture di studio, diagnosi e cura avanzate rivolte non solo alla popolazione residente, ma a tutte le regioni.

Meduni da anni persegue questi obiettivi e si e' ripetutamente speso per questo cambiamento della nostra struttura assistenziale. Occorre un cambiamento di "sostanza", ma, a volte, alla sostanza si arriva dopo la "forma". E allora, egregio Direttore Generale, ci faccia la grazia di togliere i nomi dei primari dalle denominazioni e dai cartelli delle Unita' Operative.

Per il bene del Policlinico, per il bene di tutti!


domenica 6 maggio 2012

Un voto per gli europei e non per l'europa


 

François Hollande,  Panos Kammenos,  Paolo Putti


Oggi 6 maggio si vota contemporaneamente in Francia, per le elezioni presidenziali, in Grecia, per le elezioni politiche, ed in Italia, per le elezioni amministrative in diversi comuni.

In un momento di profonda crisi economica, sociale e di prospettive etiche, ci auguriamo che il voto democratico sappia, nel suo insieme, indicare chiaramente che la politica e la finanza devono essere al servizio dell'uomo, dei lavoratori e dei popoli e non il contrario.

Un voto europeo per gli europei e non per l'europa contro gli europei, un voto che indichi di nuovo la via per ristabilire il primato delle regole e che riporti la finanza al servizio degli stati e il concetto di investimento collegato al concetto di bene collettivo.

Ancora una volta da Bologna e' partito un grido assordante, quello delle vedove dei morti suicidi per la crisi economica e lo strozzinaggio bancario e di stato, che non puo' essere non ascoltato e che richiede una risposta precisa da chi, ipotizzando una tecnica senza etica, sta governando l'Italia e l'Europa


mercoledì 25 aprile 2012

25 aprile 1945: gli Alleati conquistano l'Italia



Le truppe polacche entrano in Bologna (21/04/1945)


La storia e' da sempre una interpretazione di cio' che e' avvenuto, del "vero" storico. Nella solenne ricorrenza della "liberazione" dell'Italia dalle truppe nazifascite ad opera della "resistenza", crediamo di poter ugualmente interpretare il 25 aprile come la ricorrenza della vittoria del "nemico" che ha conquistato l'Italia.

L'Italia il 10 giugno del 1940 era entrata in guerra contro l'Inghilterra e le forze alleate, a fianco della Germania. Il "tradimento" dell'alleato tedesco ad opera del re e del governo guidato dal maresciallo Badoglio, ipocritamente definito "armistizio" dell' 8 settembre 1943, di fatto ha spaccato l'Italia in due, consegnando il Sud nelle mano delle forze "nemiche" angloamericane ed abbandonando il Nord nelle mani di non si sa chi.

Solo l'esistenza della Repubblica Sociale Italiana ha impedito che l'ex-alleato tradito trucidasse le truppe italiane al Centro-Nord e si accanisse contro la popolazione civile. Pertanto il 25 aprile, di fatto, ricorda la sconfitta delle truppe della Repubblica Sociale Italiana e delle forze tedesche in Italia, loro alleate, ad opera delle forze di occupazione e conquista angloamericane. Si tratta cioe' della celebrazione di una sconfitta e di una occupazione.

Queste considerazioni esulano da qualunque giudizio etico, morale o qualitativo, ne' manifestano rimpianti o parteggiamenti per chicchessia, ma credo che anch'esse possano essere considerate una interpretazione storica di quello che avvenne in Italia nell'aprile del 1945.


giovedì 19 aprile 2012

Senato Accademico: Pagotto "uber alles"




Grande partecipazione di voto alle elezioni del Senato Accademico (79% del personale docente e ricercatore), soprattutto rimarchevole per l' Area 3 Medica, dove il numero dei candidati era pari al numero degli eletti.

Scontato il plebiscito tra i Direttori di Dipartimento per il prof. Marco Zoli (258 voti). Degno di menzione particolare il successo elettorale, come rappresentante dei professori e ricercatori, del ricercatore Dott. Uberto Pagotto che, con 218 voti, ha superato la prof.ssa Maria Carla Re (191 voti) ed il prof. Cesare Faldini (95 voti), risultati anch'essi eletti.

Buon lavoro, senatori!


martedì 17 aprile 2012

Sciopero generale 20 aprile




Meduni aderisce allo sciopero generale, indetto dalla CGIL, in segno di protesta e di invito alla revisione della iniqua riforma del lavoro che calpesta, di fatto, la dignita' ed i diritti acquisiti dai lavoratori dipendenti.

Invitiamo tutti i medici universitari ed ospedalieri ad astenersi da ogni attivita' lavorativa, ad eccezione dei turni di emergenza, per l'intera giornata di venerdi' 20 aprile.

Insieme si puo'!


domenica 15 aprile 2012

Meduni: superati i 50.000 contatti




Negli ultimi 12 mesi Meduni ha ricevuto oltre 50.000 visite. Si tratta di un notevole successo per un blog di interesse locale, che cerca di tenere vivo ed acceso il dibattito sulle problematiche della medicina universitaria e della sanita' emiliana.

Un grazie di cuore a tutti i visitatori!


sabato 14 aprile 2012

Fuori i mercanti dal tempio




Le recenti vicende giudiziarie sugli scandali ed i fondi neri della sanita' lombarda, che vedono direttamente coinvolti esponenti della Compagnia delle Opere (CdO), il braccio economico-finanziario di Comunione e Liberazione (CL), creano viva indignazione soprattutto nei credenti cristiani. E' evidente che la impudente commistione tra Dio e Mammona, operata dalla CdO, fa sorgere il grido spontaneo di via dall' ombra del crocifisso!


venerdì 13 aprile 2012

Lo sfruttamento degli specializzandi




Dopo lo sfruttamento dei pensionati e dei lavoratori dipendenti, il governo tenico-finanziario del nostro Paese ha messo nel proprio mirino, come "ricco" paniere da cui attingere risorse, anche le borse di studio dei medici in formazione specialistica.

Meduni si associa pienamente al grido di appello e condivide per intero la protesta dei nostri giovani colleghi medici, senza i quali ogni policlinico ospedaliero-universitario dovrebbe chiudere i battenti.

Pubblichiamo il comunicato ufficiale dell' Ufficio di Presidenza Confederale di FederSpecializzandi e del Consiglio Esecutivo del SIGM:

"Non vogliamo credere che un Governo, che si e' presentato dicendo “quello che fa bene ai giovani, fa bene al Paese” voglia far cassa con i soldi delle borse di studio e degli assegni di ricerca, somme che garantiscono il minimo sostentamento per migliaia di giovanissimi ricercatori e medici specializzandi, quasi sempre fuori sede, che sempre piu' fatica, in questo periodo di crisi, tentando di costruirsi una esistenza indipendente e dignitosa."

Cosi' in una nota congiunta, la Confederazione Nazionale delle Associazioni dei Medici Specializzandi (FederSpecializzandi) e il Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) commentano uno degli emendamenti al testo della legge di conversione del cosiddetto Decreto fiscale n.16 del 2 marzo 2012, approvato dal Senato e pertanto incluso nel testo ora passato alla Camera per l'approvazione definitiva. Secondo tale disposizione (inserita all'art. 3 comma 16 ter e quater) le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale concorrono a formare il reddito per la parte eccedente gli 11.500 euro.

Questa disposizione ha l'effetto negativo di imporre il prelievo fiscale sulle borse di studio per la frequenza dei corsi di dottorato di ricerca, di perfezionamento e di specializzazione erogate dalle Università ivi inclusi i contratti di formazione medica specialistica a queste equiparate, nonché gli assegni di studio erogati dalle regioni, tutti importi attualmente esentati a norma della legge 476 del 13 agosto 1984.

La FederSpecializzandi e il S.I.G.M. ritengono che la categoria dei giovani medici Italiani, già enormemente svantaggiata sotto ogni profilo (formativo, economico, crescita e maturazione professionale, esistenziale) rispetto ai colleghi degli altri Paesi EU, non possa sopportare una penalizzazione di questa portata. Non a caso da alcuni anni a questa parte si registra un costante e significativo incremento di giovani medici, formati a spese dello Stato Italiano, che "emigrano" all'Estero senza fare ritorno. La prospettiva, realistica e paradossale, quella dello spopolamento del nostro Servizio Sanitario Nazionale con, da un lato, le giovani professionalità mediche italiane in fuga verso il Nord Europa e gli USA e, dall'altro, l'ingresso di giovani medici stranieri a colmare le lacune della nostra Sanita', frutto di scelte sbagliate e dannose come questa.

 "Chiediamo al Governo e a tutti i gruppi parlamentari - conclude la nota - di intervenire a correggere tale disposizione in occasione del passaggio alla Camera dei Deputati, affinche' una norma che puo' garantire effetti molto positivi non finisca per produrre contemporaneamente effetti travolgenti sul futuro del nostro Servizio Sanitario Nazionale".

Pertanto, la Confederazione Nazionale dei Medici Specializzandi (FederSpecializzandi) e il Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM), al fine di esprimere la più totale disapprovazione nei confronti dell'emendamento che, nell'ambito del disegno di legge “semplificazioni tributarie” attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, introdurrebbe la tassazione IRPEF sulle borse di studio percepite dai medici in formazione specialistica, i dottorandi, e i corsisti in medicina generale, invitano pubblicamente i colleghi appartenenti alla suddette categorie all' astensione dalle quotidiane attività assistenziali e di ricerca nelle giornate del 16 e 17 Aprile 2012 ed alla partecipazione alle assemblee pubbliche che verranno indette autonomamente dai comitati locali di ciascun Ateneo nelle medesime giornate. Inoltre, per amplificare la voce unita dei giovani medici italiani stata indetta per martedi 17 Aprile 2012 una manifestazione nazionale che si terrà nella Piazza del Parlamento di Roma dalle ore 11.00 alle ore 13.00.

Meduni invita tutti i docenti e ricercatori universitari strutturati del Policlinico S.Orsola-Malpighi ad associarsi allo sciopero dei medici specializzandi ed invita a denunciare apertamente ogni forma di "coercizione" diretta o indiretta, eventualmente esercitata nei confronti degli specializzandi, al fine di "obbligarli" a svolgere attivita' assistenziali nelle giornate di lunedi' 16 e martedi' 17 aprile.

Insieme si puo'!


Elezioni del Senato Accademico




Martedi' 17 aprile e mercoledi' 18 aprile, dalle ore 9 alle ore 17, e giovedi' 19 aprile, dalle ore 9 alle 14, presso la Palazzina B di Via Belmeloro 14, sara' aperto il seggio elettorale 3, per l' elezione dei rappresentanti dell' Area 3 (medicina e chirurgia e medicina veterinaria) in Senato Accademico.

Esprimere e sostenere i propri rappresentanti nel massimo organo d'indirizzo dell'Ateneo e' un diritto e dovere per ogni universitario.

Due sono le schede elettorali: una per eleggere il rappresentante dei direttori di dipartimento, ed una per eleggere i rappresentanti dei docenti e ricercatori.

I candidati per l'Area 3 sono:

Marco Zoli (Dipartimento di Medicina Interna, dell'Invecchiamento e Malattie Nefrologiche) e Pier Paolo Gatta (Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie), per i rappresentanti dei direttori di dipartimento

Maria Carla Re (Dipartimento di Ematologia e Scienze Oncologiche), Cesare Faldini (Dipartimento di Scienze Anatomiche Umane e Fisiopatologia dell’Apparato Locomotore) e Uberto Pagotto (Dipartimento di Medicina Clinica).

Risulteranno eletti due rappresentanti dei direttori di dipartimento e tre rappresentanti dei docenti e ricercatori. Ogni elettore puo' esprimere una o due preferenze per ogni scheda. Se esprime due preferenze, la seconda preferenza dovra' essere di sesso diverso rispetto alla prima, altrimenti non risultera' preferenza valida.

I candidati in neretto sono i candidati sostenuti da Meduni.


mercoledì 11 aprile 2012

In memoria di Dimitris Christoulas




Pensionato, ex-farmacista, suicidatosi per disperazione economica davanti al parlamento di Atene.


martedì 10 aprile 2012

Christòs anèsti




Santa Pasqua 2012


lunedì 2 aprile 2012

Iddio abbia pieta' della sua anima




Si e' spento all'eta' di 89 anni Rosario Bentivegna, autore materiale dell'attentato terroristico partigiano di via Rasella, a Roma, del 23 marzo 1944, in cui rimasero uccisi 33 militari altoatesini e due civili romani, tra cui un bimbo di 10 anni.

Alla "valorosa" azione partigiana segui' la triste ed efferata rappresaglia tedesca delle fosse Ardeatine. Nonostante fosse nota la disposizione tedesca di rappresaglia di dieci italiani per ogni militare tedesco ucciso e, nonostante vi fosse stata l'esplicita richiesta da parte dei tedeschi ai responsabili partigiani di consegnarsi, non risulta che nessun "valoroso" membro del GAP si sia fatto avanti.

A certi "eroi" della resistenza preferiamo la figura di Salvo D'Acquisto.

 

lunedì 26 marzo 2012

Israel-loves-Iran, Iran-loves-Israel




Meduni aderisce alla campagna a favore della pace tra il popolo di Israele ed il popolo iraniano e contro ogni atto di guerra tra Israele ed Iran.


giovedì 15 marzo 2012

Mancanza di reputazione




Ancora una volta nessuna universita' italiana e' riuscita ad entrare fra le prime 200 (duecento!) universita' al mondo, secondo il piu' autorevole ranking internazionale (LINK). L' Alma Mater Studiorum si e' classificata oltre il 225° posto complessivo, non riuscendo ad entrare tra le prime 50 in nessuna categoria. Particolarmente sconsolante e' il risultato di 22/100 nella valutazione per la ricerca.

Forse, qualche riflessione operativa andrebbe fatta in Via Zamboni 33, invece di continuare a trastullarsi con gadget, cotillons ed amenita' varie come i recenti "sigilla magna" a Junker e Prodi o il rosario perpetuo di lauree honoris causa.


mercoledì 14 marzo 2012

Il grande mistero del dolore




In memoria dei ragazzi belgi morti in Svizzera


domenica 11 marzo 2012

Lettera aperta ai nostri due CT




Egregio Ivano Dionigi,
Egregio Sergio Venturi,

permettete la metafora calcistica di identificarvi nei commissari tecnici di quella squadra di calcio che e' il Policlinico Ospedaliero - Universitario Sant'Orsola - Malpighi. In fondo, la nomina dei direttori di unita' operativa o di struttura semplice dipartimentale, ovvero la convocazione in prima squadra, spetta a voi.

Ammettiamo che nel Bologna si infortuni un attaccante, ad esempio Di Vaio o Ramirez, e che Stefano Pioli metta in formazione al suo posto un difensore, ad esempio Morleo, voi cosa pensereste? Nessuno mette in discussione il valore di Morleo come giocatore e, probabilmente, piuttosto di rimanere in panchina, lo stesso Morleo potrebbe essere contento di giocare in attacco, ma la cosa in se' ha senso? La squadra nel suo complesso ne trarra' giovamento? Non credo.

Allora permettetemi di non capire che senso ha mettere Vincenzo Stanghellini a dirigere una unita' operativa di medicina interna, di medicina generale ad impronta cardiologica? Vincenzo Stanghellini e' uno dei maggiori esperti internazionali di motilita' intestinale, un uomo intorno al quale andrebbe costruito una struttura, un centro, un programma di motilita', in cui coinvolgere direttamente anche Roberto De Giorgio e Francesco Torresan. Ripeto, che senso ha mandarlo a dirigere una medicina interna ad indirizzo cardiologico? Probabilmente, lo stesso Vincenzo Stanghellini e' contento, finalmente, di andare a dirigere qualcosa, di andare a fare il "primario". Ma la cosa non ha obiettivamente molto senso. In una squadra di calcio di rilievo, una situazione similare, non potrebbe succedere.

E, d'altro canto, la rigida struttura delle unita' operative e delle strutture semplici dipartimentali, riflesso di una organizzazione medico-chirurgica antiquata ed ingessata, non permette di fatto molte alternative.

Il punto centrale e', probabilmente, la volonta' di modificare il sistema, di riconoscere le eccellenze, di livello nazionale ed internazionale che abbiamo in casa, e di costruire intorno a loro delle nuove forme organizzative di ricerca, didattica ed assistenza che superino le vecchie articolazioni strutturali. Il miglior esempio che siamo riusciti a produrre e' certamente il centro trapianti di fegato e multiviscerale diretto da Antonio Pinna. Una struttura finalizzata intorno ad un programma ben definito. Ma le unita' di medicina interna e di chirurgia generale a che servono? Servono a garantire la risposta assistenziale generalista, di buon livello, che il nostro Policlinico deve garantire alla domanda assistenziale che viene dal territorio. Sono i polmoni di smistamento di primo livello del pronto soccorso e della medicina d'urgenza. Il loro ruolo e' fondamentale ed insostituibile, ma non possono essere, al contempo, strutture organizzative specialistiche di secondo e terzo livello.

Le strutture specialistiche di secondo e terzo livello non possono rispecchiare l'articolazione ingessata delle unita' operative. E' finito il tempo delle unita' operative specialistiche, nate quando la specialistica era ben delimitabile e delimitata e la divisione tra ambito medico ed ambito chirurgico era netta. La maggioranza delle problematiche un tempo specialistiche, possono essere gestite in polmoni polifunzionali di medicina e chirurgia generale. Il passo successivo non puo' piu' essere quello di nuove unita' operative, ma di centri per lo studio e la cura, medica e chirurgica, di patologie d'organo o apparato. Ed in questi centri coinvolgere le eccellenze specialistiche che abbiamo in casa le quali, ovviamente, dovranno lasciare l'afferenza alle loro attuali strutture ed afferire ai nuovi centri.

Convogliare insieme esperti di patologie d'organo ed apparato permette di poter strutturare ed offrire alla comunita' locale e nazionale dei centri di studio, diagnosi, cura, ricerca, didattica ed assistenza di eccellenza. E nel contempo permette ai medici universitari ed ospedalieri, che si definiscono esperti di eccellenza, di dimostrare quotidianamente la loro eccellenza senza alcun alibi. Accorpare diagnosi e cura per patologie d'organo o di apparato, sia medica sia chirurgica, consentirebbe inoltre una profonda razionalizzazione delle risorse e la possibilita' per il paziente di trovare davanti a se' un percorso ben definito di eccellenza. E tali centri sarebbero polo di attrazione extraregionale, non solo dalle regioni a minor qualita' di cura, ma da tutte le regioni indistintamente.

I rettori ed i direttori generali passano. Di alcuni non si ricorda nulla, di altri qualcosa, di alcuni molto. Se i nostri due CT facessero sorgere al Sant'Orsola-Malpighi, ad esempio, un Centro Medico-Chirurgico per lo Studio e la Cura delle Malattie del Fegato, con al suo interno una sezione sulle epatiti virali, una sezione bilio-pancreatica, una sezione sull'epatocarcinoma, in cui afferissero, abbandonando le loro attuali unita' operative di appartenenza, esperti riconosciuti di tali patologie, la cosa rappresenterebbe il primo passo concreto verso una ristrutturazione del Policlinico che anticiperebbe cio' che fra 10 anni dovra' avvenire, molto probabilmente, se si vuole essere o tornare ad essere in un ambito di eccellenza.

E, fatto il primo passo, gli altri verrebbero di conseguenza.


giovedì 1 marzo 2012

In memoria di un grande bolognese




Lucio Dalla
(1943-2012)


venerdì 24 febbraio 2012

Una sanita' che non serve il cittadino, anche a Bologna




I recenti episodi di sovraffollamento dei pronto soccorsi, in diversi ospedali italiani, hanno rilanciato con vigore il problema della qualita' del servizio sanitario offerto ai cittadini. Con molti distinguo loco-regionali, si e' indicato subito due soluzioni che migliorerebbero il sistema al servizio del paziente:

1. ambulatori dei medici di medicina generale aperti 12 ore al di' per 6-7 giorni alla settimana

2. fine della libera professione dei medici in "intra-moenia" allargata, con rientro obbligato della libera professione entro le mura fisiche degli ospedali

Entrambe queste presunte e sbandierate soluzioni, purtroppo, non sono destinate a ridurre i disagi dei pazienti e a migliorare la qualita' dell'offerta sanitaria.

Il vero problema della sanita' italiana ed anche bolognese e' che la sanita' non e' disponibile quando il paziente ne ha bisogno. In altri termini, il problema centrale e' quello delle liste di attesa delle prestazioni ambulatoriali specialistiche e delle indagini diagnostiche strumentali. Se il medico di medicina generale prescrive una visita specialistica, una radiografia, un esame endoscopico ed il paziente si rivolge al CUP per la prenotazione, si sente rispondere che il primo posto disponibile e' dopo minimo 3 mesi, se va bene, spesso 6-12 mesi. Per non parlare, poi, dei tempi di attesa per interventi chirurgici come, ad esempio, un'ernia inguinale sintomatica o una colecistectomia per litiasi, tanto per citare due casi comuni.

Non si tratta quindi della mera mancanza di disponibilita' del medico di medicina generale, che fa la prescrizione, ma della impossibilita' ad ottenere la prestazione. Spesso il problema si aggrava col passare del tempo, il paziente diventa sempre piu' ansioso e preoccupato ed inevitabilmente finisce col rivolgersi al pronto soccorso. Da qui l'eccesso di domanda a cui i pronto soccorsi sono sottoposti e a cui fanno difficolta' a rispondere.

La situazione e' progressivamente destinata a peggiorare al punto che gli ospedali non potranno piu' rispondere agli eccessi della domanda sanitaria.

Non e' certamente facile razionalizzare un sistema cosi' complesso e sensibile, ma la priorita' principale e' rappresentata dal problema delle liste d'attesa. Per ridurre le liste di attesa non e' importante aumentare il tempo di permanenza dei medici generali nei loro ambulatori, ma, innanzitutto, migliorare l' appropriatezza delle prescrizioni. Almeno un quarto, se non un terzo delle visite specialistiche e degli esami strumentali richiesti dai medici generici sono inutili e/o inappropriate. Basta guardare le impegnative rosse, in cui quasi sempre manca il quesito diagnostico, e chiedere al paziente se il medico generico, prima di fare la prescrizione, abbia visitato o meno il paziente.

La grave colpa dei medici generici e' non tanto quella di non essere sufficientemente presenti in ambulatorio, ma semplicemente di non fare i medici nei confronti dei loro assistiti e di demandare ad altri e ad altro la decisione diagnostica o terapeutica.

Un secondo punto importante per ridurre le liste di attesa sarebbe quello di assicurare la presentazione dei pazienti alle prestazioni prenotate. Molte prestazioni specialistiche prenotate vengono disertate dai pazienti, con conseguente danno nei confronti degli altri pazienti in attesa ed erariale nei confronti delle aziende sanitarie. Non presentarsi ad una prestazione prenotata dovrebbe comportare per il soggetto colposo un onere da identificare e quantificare. Forse, fare pagare sempre la prestazione al momento della prenotazione potrebbe scoraggiare l'assenteismo dei pazienti.

Un altro problema comune e' la necessita' sempre piu' frequente di dover ricorrere a piu' indagini strumentali per arrivare ad una diagnosi. E' esperienza frequente quella di un reperto "anomalo" riscontrato, ad esempio, ad una ecografia cui viene consigliato un approfondimento diagnostico mediante TAC la quale, tuttavia, non risolve il dubbio e si rimanda ad una risonanza magnetica. In regime SSN, tramite CUP, si puo' tranquillamente pensare ad almeno un anno intercorso dal primo all'ultimo esame. Se si tratta di un tumore, significa passare da potenzialmente curabile ad incurabile. Buona parte della responsabilita' di cio' e' legata alla "tuttologia" imperante oggi anche nella sanita' medica.

L'assenza di una politica di specializzazione degli operatori per metodica, organo od apparato fa si' che molti medici ospedalieri facciano un po' di tutto e di tutto un po'. Un buon ecografista esperto, nel caso sopra riportato, avrebbe chiuso la diagnosi senza rimandare al radiologo "tacchista". Il radiologo, a sua volta, se fosse chiamato sempre o quasi a fare TAC dello stesso apparato avrebbe una competenza tale da non dover demandare ad una ulteriore RM la soluzione del problema. E' inutile continuare a pretendere di fare della medicina diagnostica di alto livello passando dal menisco, alle vie biliari, al mediastino. Bisogna tornare a diagnostiche ed operatori sanitari dedicati per specializzazione e sub-specializzazione. Per diventare un anatomopatologo d'eccellenza, non si puo' passare dal linfonodo, al colon, all'ovaio ed alla mammella. E di questa tuttologia la responsabilita' primaria sta negli amministratori della sanita'.

Infine il mito della libera professione intra-moenia come soluzione alle liste d'attesa. La libera professione intra-moenia rappresenta un enorme ed evidente conflitto d'interesse sia per il medico ospedaliero sia per l'azienda. E' evidente che il bias intrinseco del doppio canale di prenotazione non puo' far altro che il cittadino che sceglie il pubblico si trovi a viaggiare su un treno locale, mentre il cittadino che sceglie il privato nella struttura pubblica viaggi in freccia rossa. Questo non e' etico e nessuno puo' realmente credere che lo stesso fornitore di servizi preferisca, consciamente o inconsciamente, incanalare i pazienti nel canale SSN invece che nel canale libero-professionale. Se il cittadino paga le tasse ha diritto ad avere la stessa prestazione dalla struttura pubblica negli stessi tempi sia che scelga il canale pubblico sia che scelga il canale libero-professionale. La libera professione garantisce la scelta del medico ed il livello del comfort alberghiero, ma non puo' e non deve garantire tempi di attesa mostruosamente piu' celeri e solerti rispetto al canale pubblico SSN.

In un periodo di governi tecnici ed impopolari chissa' se la Direzione Generale e Sanitaria del nostro Policlinico sapranno mettere mano in modo concreto a questi veri problemi della sanita' bolognese. La vera eccellenza e' contemporaneamente quella di offrire mirabolanti trapianti multiorgano dal richiamo mediatico, ma anche quella di offrire un esame diagnostico che sia veramente diagnostico in se', senza bisogno di dover ricorrere ad altro, semplicemente perche' effettuato da un vero specialista di quel settore ed ambito, e di garantire una colecistectomia in tempi dignitosi.

E' questa eccellenza nella quotidianita' che garantisce la quotidianita' dell'eccellenza. Per ora a Bologna non c'e'.


lunedì 20 febbraio 2012

MIKIS THEODORAKIS : AN OPEN LETTER TO INTERNATIONAL PUBLIC OPINION THE TRUTH ABOUT GREECE




Κ. Α. Π.: MIKIS THEODORAKIS : AN OPEN LETTER TO INTERNATIONA...: There is an international conspiracy whose target is the complete destruction of my country. They began in 1975 aiming at Modern Greek civil...


domenica 12 febbraio 2012

Whitney Houston




In memoria di Whitney Houston, morta l' 11 febbraio 2012, Giornata Mondiale del Malato


venerdì 3 febbraio 2012

Catarsi




lunedì 30 gennaio 2012

Un' inaugurazione non condivisibile




L'inaugurazione dell'Anno Accademico dell'Universita' di Bologna e' stata caratterizzata dal conferimento della laurea "honoris causa" in Scienze Politiche al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.

Non e' nostra intenzione sindacare o criticare la scelta del conferimento della laurea. Riteniamo invece che non sia stato condivisibile l'aver fatto coincidere il conferimento della laurea con l'inaugurazione dell'anno accademico.

L'inaugurazione dell'anno accademico e' da sempre un fatto oserei dire intimo e personale della comunita' degli studenti e dei docenti dell'Alma Mater Studiorum. E' da sempre il loro, il nostro momento di incipit annuale. E' anche il momento di formale affermazione di quella unicita' spirituale del sapere e della scienza che costituisce l'unita' spirituale dei popoli e la propria indipendenza dal potere politico.

Aver frammisto un valore universale, quello del sapere, con un valore temporale, quello del potere politico, non giova alla comunita' accademica. Non credo che il nostro Magnifico Rettore avesse il bisogno di dover ringraziare ed aggraziare il potere politico, ne' prestare il lato a possibili pensieri di servilismo nei confronti della politica e dello stato.

Ripetiamo che in nessun modo riteniamo inadeguato il conferimento della laurea "honoris causa" al Presidente della Repubblica Italiana. Riteniamo, tuttavia, che avere abbinato tale conferimento all'inaugurazione dell'anno accademico, abbia di fatto snaturato il significato di tale inaugurazione, impoverendo invece di arricchire la comunita' del sapere e della scienza dell'Alma Mater.


sabato 21 gennaio 2012

Pensare un nuovo Policlinico




La riforma dell'Universita', con il nuovo Statuto ed i nuovi Dipartimenti, rappresenta un'importante occasione di ripensamento del ruolo del Policlinico nell'ambito della medicina universitaria bolognese, regionale e nazionale.

E' un dato di fatto che da quando e' stata istituita l'Azienda Ospedaliero-Universitaria tutta la politica sanitaria del Policlinico e' stata decisa dalla direzione generale aziendale, sotto le direttive dell'assessorato regionale alla sanita'. Il Policlinico universitario ha di fatto abdicato ad ogni seria proposta organizzativa di strutturazione di ampio respiro a medio-lungo termine, subendo, spesso obtorto collo, le imposizioni aziendali. Questo non significa una critica all'operato aziendale, anche perche' dall'altra parte, quella universitaria, vi e' stato spesso un vuoto propositivo.

Questo vuoto propositivo si e' manifestato anche nella incapacita' di creare delle vere scuole in grado di selezionare al loro interno i migliori, i leader da imporre a livello nazionale, in grado di costituire quei centri di riferimento nazionale, fonte di attrazione regionale e nazionale. Non e' un caso che per rilanciare il centro trapianti di organo si sia chiamato a dirigere un chirurgo di provenienza esterna.

La parcellizzazione della sanita' ospedaliera, nella miriade di unita' operative, strutture semplici dipartimentali e strutture semplici operative ha di fatto disgregato quel tessuto di coesione che costituisce la forza e l'essenza di ogni centro di alto livello. La vana vanita' dei singoli, che si sono sentiti appagati perche' hanno ottenuto la "direzione" di una SSD con 2 o 4 letti, e' stata patetica ed ha rappresentato il punto piu' basso per il rilancio di un policlinico di ampio respiro. E purtroppo, la componente universitaria ha contribuito a questa politica "sistemando" ed "appagando" cosi' varie posizioni di singoli docenti.

La costituzione dei nuovi dipartimenti universitari, a componente sia medica sia chirurgica, rappresenta una nuova importante occasione per l'Universita' di proporre lei, invece di subire, nuove forme di aggregazione su base scientifica e culturale che vadano al di la' delle singole unita' operative. Forte della possibilita' di disporre, in modo unitario e inscindibile, delle competenze di ricerca e di assistenza, i nuovi dipartimenti possono proporre la costituzione di centri medici-chirurgici per lo studio e la cura di importanti patologie d'organo o di apparato, in grado di concentrare risorse intellettuali ed economiche e di proporsi in modo unitario nel panorama sanitario regionale e nazionale. Se la proposta sara' forte e lungimirante, l'azienda non potra' che condividere il progetto ed avvallarlo nella sua valenza assistenziale.

Il modello delle unita' operative e' un modello finito e superato, come pure finita e superata e' la figura del primario e la distinzione tra unita' mediche ed unita' chirurgiche. Questo modello parte da una visione antiquata della medicina e delle presunte competenze mediche e non e' in grado di rispondere alle esigenze moderne del paziente che richiede un approccio multidisciplinare al suo problema di salute. I dipartimenti assistenziali ad attivita' integrata (DAI), che potevano essere fonte di nuove proposte organizzative, sono stati invece, da questo punto di vista, un fallimento, risultando un' accozzaglia di singole unita' male amalgamate.

Per passare dall'ideazione alla creativita' ed alla fase propositiva, un esempio di nuova organizzazione di ricerca ed assistenza potrebbe essere un Centro Medico e Chirurgico per lo Studio e la Cura delle Malattie del Fegato. Non esiste in Italia una struttura cosi' nominata e concepita e potrebbe essere esportabile per altre patologie di organo o apparato. In tale centro verrebbero "accentrate" tutte le competenze di ricerca ed assistenza clinica, sia medica sia chirurgica, in grado di affrontare ad alto livello tutte le problematiche che possono affliggere un paziente con malattia di fegato.

Non mi si venga a dire che, di fatto, tale organizzazione gia' esiste, coinvolgendo trasversalmente ricercatori e medici afferenti a diverse unita' operative. Mettetevi nei panni di un paziente che ha una malattia epatica e vuole essere seguito in un centro di alto livello nazionale e pensa di rivolgersi al Sant'Orsola. Tramite CUP gli viene detto che in realta' esistono al Sant'Orsola almeno 5 diversi ambulatori "epatologici" distribuiti in 5 diverse unita' operative ed allocati in almeno 3 diversi padiglioni. Ma non c'e' un centro per le malattie del fegato al Sant'Orsola? La patria dei Barbara, dei Pisi e dei Gozzetti? No, non c'e'. Ci sono tanti orticelli, diverse unita' operative di medicina interna e di gastroenterologia, delle strutture dipartimentali che hanno al loro interno un ambulatorio che si definisce "epatologico". Difficile ipotizzare che tale dispersione possa essere funzionale al percorso del paziente e favorire l'attivita' di ricerca.

L'esempio delle malattie epatiche, che possono richiedere trattamenti medici e/o chirurgici, non e' certamente l'unico, anzi altri esempi si possono solo sprecare nel nostro Policlinico. Un Centro, di nome e di fatto, che riunisca in un unico building i medici, i chirurghi ed i ricercatori con skillness, experience, ed expertise in malattie di fegato, costituirebbe una importante razionalizzazione delle risorse ed offrirebbe all'esterno una immagine di aggregazione ed organizzazione in grado di competere a livello nazionale ed internazionale. Similmente, sempre ad esempio, si potrebbe ipotizzare un Centro per le Malattie del Rene e delle Vie Urinarie, che superi la divisione tra nefrologi ed urologi, un Centro Medico e Chirurgico per le malattie del Colon-Retto, ed altri esempi di aggregazione scientifica, culturale ed assistenziale sono facilmente pensabili.

Il modello delle unita' operative, delle strutture dipartimentali, dei primari, e, soprattutto, della divisione tra medici e chirurghi e' un modello finito e superato. Ci auguriamo che i nuovi dipartimenti universitari sappiano proporre dei centri, a componente sia medica sia chirurgica, in grado di formare quelle squadre vincenti che permetteranno al nostro Policlinico di tornare ad offrire al paziente malato quella gestione unitaria e di avanguardia che solo una struttura universitaria di alto livello puo' offrire.


venerdì 13 gennaio 2012

All set !




Entro pochi giorni i tre nuovi megadipartimenti universitari di Medicina eleggeranno i loro rispettivi direttori. Si tratta di direttori di nuovi dipartimenti non ancora attivati, ne' ancora amministrativamente costituiti, ma saranno i tre dipartimenti su cui si imperniera' l'intera Scuola (ex-Facolta') di Medicina e Chirurgia dell' Alma Mater dal prossimo anno accademico.

Chi si aspettava competizioni elettorali accese e contrapposte restera' probabilmente deluso. Non so se si tratta di un segno di maturita' e moderazione del sistema, ma a quanto pare, andremo a votare per un solo candidato unico per ogni dipartimento. La campagna elettorale, le primarie, se ci sono state (e dubitiamo che non ci siano state), sono avvenute in cenacoli ristretti da cui, dopo presumibili tensioni, i professori ordinari dei tre dipartimenti hanno dato un'idea di compattezza, moderazione ed unita' d'intenti tale da far uscire allo scoperto un solo candidato.

Per chi si aspettava pluralismo e possibilita' di scelta tra visioni e missioni diverse del fare ed essere universita' medica, probabilmente e' rimasto deluso. L'impressione e' che sia nella fase costituente di aggregazione dei dipartimenti, sia nella fase di raccolta e coagulo di consensi, l'azione di lobby sia stata molto forte, decisa e decisiva.

Sicuramente i tre candidati rappresentano persone giovani, esperte e di provata frequentazione delle normative e procedure accademiche ed istituzionali. Un bene importante in questa fase di costruzione e strutturazione delle tre dimore comuni. Forse, non soddisfano fino in fondo chi sperava in leader nuovi, trascinatori e con forte personalita', ma fra tre anni si tornera' a votare e allora forse...

Il giudizio e' pertanto positivo, fermo restando che potrebbero ancora uscire allo scoperto dei nuovi candidati last-minute. Per ora, accettiamo con gusto quanto ci sfornano i tre dipartimenti, anche se l'impressione e' un po' quella di dover mangiare dei buoni 4 salti in padella, precotti da altri.

p.s.: dimenticavo, i tre candidati ufficiali, uno per ogni dipartimento, sono il prof. Marco Zoli, il prof. Davide Trere ed il prof. Raffaele Lodi. Spicca l'assenza di un chirurgo.


giovedì 29 dicembre 2011

Rulli di tamburi a medicina





E finalmente siamo giunti al momento delle elezioni dei Direttori dei tre nuovi Dipartimenti Universitari, che raggruppano ed organizzano la vita accademica di tutti i docenti della Scuola (ex-Facolta') di Medicina e Chirurgia. Entro un mese i tre neodipartimenti assisteranno alla presa di servizio dei loro rispettivi neodirettori. Un ruolo fondamentale e ben piu' importante del passato, vista la ristrutturazione megadipartimentale ed il progressivo minor ruolo del futuro presidente (ex-preside) della scuola (ex-facolta').

Tre sono i Dipartimenti con tre candidati "in pectore":

Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale: candidato "in pectore" prof. Sergio Stefoni

Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie: candidato "in pectore" prof. Sandro Giannini

Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche: candidato "in pectore" prof. Roberto Corinaldesi.

Questi tre candidati probabilmente raccoglierebbero il consenso necessario per essere eletti e la loro presenza ha trattenuto, fino ad ora, potenziali candidature alternative uscite allo scoperto.

Ma la recente normativa richiede che i direttori eletti siano in servizio attivo sino al termine del loro mandato triennale, ovvero sino al febbraio 2015. Per cui chi compira' i 70 anni entro il 31 ottobre 2014 non potra' essere eletto. Improvvisamente, le tre candidature eccellenti "in pectore" saltano. Infatti sia il prof. Stefoni, sia il prof. Giannini, sia il prof. Corinaldesi compiranno settantanni prima del 31 ottobre 2014.

Ecco allora che, improvvisamente, si aprono le danze, iniziano a rullare i tamburi e dall'ombra avanzano le nuove candidature. Non sono ancora a diretta conoscenza dei movimenti in corso nei dipartimenti specialistico-diagnostico e biomedico-neuromotorio, ma nel dipartimento medico-chirurgico si cominciano a profilare i candidati.

Il dipartimento di scienze mediche e chirurgiche riunisce oltre 160 professori e ricercatori del Policlinico S.Orsola-Malpighi. Riunisce in se' medici internisti, gastroenterologi, endocrinologi, chirurghi generali e dei trapianti, pediatri, ostetrici e ginecologi ed altre componenti minori. La vera sfida sara' se il blocco medico internistico riuscira' ad essere compatto e ad esprimere un candidato di equilibrio o se, invece, la direzione spettera' ad un chirurgo. Tra poche settimane le candidature saranno ufficiali, ma gia' circolano nomi "pesanti" tra cui quello di Luigi Bolondi ed Antonio Pinna.

Vedremo e seguiremo insieme anche questa puntata della nostra storia universitaria, ed ovviamente ci sbilanceremo sul toto-direttore.


domenica 25 dicembre 2011

Santo Natale 2011




Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato (Giovanni 1, 18)


venerdì 21 ottobre 2011

Cosi' l'occidente esporta la democrazia




Il corpo del colonnello Muammar Gheddafi linciato a Sirte
( 20 ottobre 2011)


mercoledì 14 settembre 2011

Dipartimenti: la scadenza che non c'e'




E siamo giunti al 16 settembre (venerdi' prossimo per l'esattezza), la scadenza per afferire ai nuovi dipartimenti universitari. In realta', tale scadenza non esiste. Basta leggere con attenzione la rettorale del 28 luglio scorso e l'articolo 40 del nuovo Statuto d'Ateneo per capire come il 16 settembre sia una data raccomandata per fare ordine dei nascituri dipartimenti universitari e, possibilmente, identificare in anticipo chi vorra' farne parte.

Da un punto di vista normativo, in questa fase, come correttamente esplicita la rettorale, si puo' solamente parlare di "ipotesi di inquadramento" dei singoli docenti nei nascituri dipartimenti. Da un punto di vista pragmatico, l'art. 40 e' ben chiaro in merito al fatto che gli organi accademici (Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione) valutano e decidono le proposte di inquadramento dei docenti. A questo punto, pero', sorge una questione cui lo statuto non da' una risposta chiara: come fa il singolo docente, in modo libero e volontario, entro il 16 settembre, fare domanda di afferenza o inquadramento in un Dipartimento Universitario che ancora non e' costituito, ancora non esiste e di cui non e' possibile conoscere nel dettaglio la composizione?

E' evidente che i docenti che si ritengono, in gruppo, forza propositrice di un costituendo dipartimento possono sottoscrivere una proposta che sia al contempo di costituzione ed inquadramento, ma i singoli docenti che desiderano poter afferire dove si possano attuare le compatibilita' con l'assetto riformato d'Ateneo possono e devono attendere che i Dipartimenti Universitari siano costituiti e definiti nella loro specificita' didattica e di ricerca. Non si puo' chiedere ad alcuno di dover aderire a cio' di cui non si puo' ancora conoscere natura e specificita'.

Pertanto, tutti i docenti ancora indecisi possono attendere con fiducia che passi la data del 16 settembre, prendano finalmente forma i costituendi nuovi dipartimenti universitari, e poi decidere in scienza e coscienza, in modo libero e volontario, a quale dipartimento fare domanda di afferenza. Ovvio che la domanda di afferenza dovra' essere motivata ed ovvio anche che gli organi accademici possano ritenere tale domanda di afferenza non compatibile. Ma questo e' indipendente da prima o dopo il 16 settembre.