giovedì 15 marzo 2012
mercoledì 14 marzo 2012
domenica 11 marzo 2012
Lettera aperta ai nostri due CT
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
13:18
giovedì 1 marzo 2012
venerdì 24 febbraio 2012
Una sanita' che non serve il cittadino, anche a Bologna
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
00:38
lunedì 20 febbraio 2012
MIKIS THEODORAKIS : AN OPEN LETTER TO INTERNATIONAL PUBLIC OPINION THE TRUTH ABOUT GREECE
Κ. Α. Π.: MIKIS THEODORAKIS : AN OPEN LETTER TO INTERNATIONA...: There is an international conspiracy whose target is the complete destruction of my country. They began in 1975 aiming at Modern Greek civil...
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
13:09
domenica 12 febbraio 2012
venerdì 3 febbraio 2012
lunedì 30 gennaio 2012
Un' inaugurazione non condivisibile
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
14:56
sabato 21 gennaio 2012
Pensare un nuovo Policlinico
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
18:13
venerdì 13 gennaio 2012
All set !
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
10:40
giovedì 29 dicembre 2011
Rulli di tamburi a medicina
Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale: candidato "in pectore" prof. Sergio Stefoni
Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie: candidato "in pectore" prof. Sandro Giannini
Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche: candidato "in pectore" prof. Roberto Corinaldesi.
Questi tre candidati probabilmente raccoglierebbero il consenso necessario per essere eletti e la loro presenza ha trattenuto, fino ad ora, potenziali candidature alternative uscite allo scoperto.
Ma la recente normativa richiede che i direttori eletti siano in servizio attivo sino al termine del loro mandato triennale, ovvero sino al febbraio 2015. Per cui chi compira' i 70 anni entro il 31 ottobre 2014 non potra' essere eletto. Improvvisamente, le tre candidature eccellenti "in pectore" saltano. Infatti sia il prof. Stefoni, sia il prof. Giannini, sia il prof. Corinaldesi compiranno settantanni prima del 31 ottobre 2014.
Ecco allora che, improvvisamente, si aprono le danze, iniziano a rullare i tamburi e dall'ombra avanzano le nuove candidature. Non sono ancora a diretta conoscenza dei movimenti in corso nei dipartimenti specialistico-diagnostico e biomedico-neuromotorio, ma nel dipartimento medico-chirurgico si cominciano a profilare i candidati.
Il dipartimento di scienze mediche e chirurgiche riunisce oltre 160 professori e ricercatori del Policlinico S.Orsola-Malpighi. Riunisce in se' medici internisti, gastroenterologi, endocrinologi, chirurghi generali e dei trapianti, pediatri, ostetrici e ginecologi ed altre componenti minori. La vera sfida sara' se il blocco medico internistico riuscira' ad essere compatto e ad esprimere un candidato di equilibrio o se, invece, la direzione spettera' ad un chirurgo. Tra poche settimane le candidature saranno ufficiali, ma gia' circolano nomi "pesanti" tra cui quello di Luigi Bolondi ed Antonio Pinna.
Vedremo e seguiremo insieme anche questa puntata della nostra storia universitaria, ed ovviamente ci sbilanceremo sul toto-direttore.
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
14:02
domenica 25 dicembre 2011
Santo Natale 2011
da
Stefano Brillanti, M.D.
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23:57
venerdì 21 ottobre 2011
mercoledì 14 settembre 2011
Dipartimenti: la scadenza che non c'e'
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
15:37
martedì 6 settembre 2011
La lectio magistralis del Blasco
" Il dottor [...] ha tutta la mia stima per il mestiere che fa ogni giorno e che sicuramente svolge con impegno e competenza. Questo non gli concede pero' il diritto di imporre il comportamento che ritiene più opportuno (certamente a ragione) in situazioni che ognuno può e deve comprendere con e soprattutto sulla propria pelle.
Io rivendico il diritto di decidere a quali cure sottopormi e quali condizioni sopportare, Lui, se posso permettermi, cerchi di guarire più gente possibile rispettando anche chi non e' disposto a sopportare ogni dolore per tentare una guarigione che purtroppo in molti casi nessuno può garantire.
Vorrei essere sicuro che non si salga sul carro dei buoni maestri solo allo scopo di leggere il proprio nome sulla stampa, cosa non sempre utile a garantire l’avvenire dei ...miracoli. V.R."
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
22:34
domenica 17 luglio 2011
Dipartimenti universitari: evitiamo forzature!
Nessun docente universitario puo' essere obbligato ad aderire preventivamente ad un dipartimento che deve ancora nascere. Anche perche' non sappiamo ancora come saranno esattamente composti tali dipartimenti e quali connotazioni e progettualita' di ricerca e didattica avranno. Per evitare questa forzatura, basta non esprimere formalmente, per ora, nessuna opzione di adesione. I docenti universitari non possono essere cooptati in alcun modo. E' uno dei principi sacrosanti dell' Universitas!
Infine, i rapporti con i Dipartimenti Assistenziali (DAI) sono ancora tutti da chiarire. Se non si pone attenzione a costituire dei dipartimenti universitari forti, evitando di nominare come direttori dei docenti che siano contemporaneamente anche direttori dei DAI, il rischio che tutto questo lavoro costituente partorisca dalla montagna un topolino e' piu' che mai concreto, specie al Policlinico Sant'Orsola. E' giunta l'ora che l'Universita' affronti in modo concreto il problema dei DAI la cui fase sperimentale e' ampiamente conclusa e la cui utilita', per il versante universitario, e' stata fallimentare. Se non si superera' il dualismo DU-DAI con una piena appropriazione decisionale da parte dell'universita' delle dinamiche del Policlinico, possiamo anche illuderci di aver costituito le basi dipartimentali di un grande futuro, ma rischiamo di presentarci al confronto con i laboratori, i pazienti e gli studenti privi di quegli strumenti che ci permettono di essere medici universitari.
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
20:32
sabato 7 maggio 2011
E la nave va ...
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
22:15
mercoledì 27 aprile 2011
Facolta': divisi alla meta
Secondo voi, ha piu' probabilita' di eccellere in qualita' ed efficacia della didattica ed in qualita' di produzione scientifica e di ricerca un dipartimento formato da 70 docenti senza componente preclinica o biomedica, od un dipartimento con 150 docenti, di cui parte preclinica o biomedica? Polemicamente, mi chiedo come un dipartimento di chirurgia possa guadagnare fondi per la programmazione ruoli in confronto ad un dipartimento di medicina. Impact factor alla mano, e considerando che alcuni colleghi chirurghi non si sono mai presentati in aula ad insegnare agli studenti durante tutto l'anno accademico, puo' esservi competizione per i fondi? Eppure, i nostri lungimiranti ordinari continuano a sostenere che almeno 5 dipartimenti vanno benissimo.
2. Altro aspetto sara' la rappresentanza di componenti dei dipartimenti negli organi elettivi dell'universita', come ad esempio il Senato Accademico. La' dove si decidono le strategie d'Ateneo, avra' piu' probabilita' di risultare eletto un docente espressione di un dipartimento di 150 membri o un docente che proviene da uno striminzito dipartimentucolo di 50 anime?
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
17:03
venerdì 22 aprile 2011
Cristo Figlio di Dio condannato e ucciso: il giorno della memoria
" Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre "
(Prima Lettera di Giovanni, capitolo 2, versetto 23).
In questo giorno di tristezza e riflessione, invitiamo a leggere il breve lavoro di padre Isidoro da Alatri o.f.m., pubblicato nel 1961, con il titolo "Chi ha ucciso Gesu' Cristo?" ed "Il Grande Inquisitore" nel libro V del capolavoro di Dostoevskij, I Fratelli Karamazov.
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
21:07
venerdì 15 aprile 2011
Un testimone troppo scomodo

da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
08:18
martedì 5 aprile 2011
Roadmap medicina: la necessita' di una scelta
Non e' chiaro che cosa il nostro signor preside, prof. Sergio Stefoni, e la sua delegazione proporranno domani nell'audizione alla Commissione Statuto, ma da quanto e' emerso nell'unica Conferenza di Facolta' organizzata e dai documenti piu' o meno formali che circolano, le aspettative appaiono molto dimesse.
Da questa disanima deriva come la riorganizzazione e ristrutturazione dei dipartimenti biomedici, medici e chirurgici rappresenti la pietra angolare da cui conseguira' gran parte dell'intero impianto riformatore. Ai dipartimenti sono attribuite le responsabilita' delle funzioni finalizzate alla ricerca ed alla didattica. I dipartimenti devono soddisfare requisiti di "congruita'" culturale e scientifica e devono avere una numerosita' minima di almeno 50 docenti. Ovviamente, i dipartimenti propongono il reclutamento del personale e l'offerta formativa di ogni livello e l'affidamento dei compiti didattici. Viene quindi meno la dicotomia attuale fra compiti prevalentemente di organizzazione della ricerca per i dipartimenti e di organizzazione della didattica per le facolta'.
Con circa 450 docenti, usando un criterio puramente quantitativo, a Medicina si potrebbero costituire ben 9 dipartimenti. E' chiaro che, nell'ottica della riforma Gelmini, che punta a valorizzare il ruolo centrale dei dipartimenti nell'organigramma accademico, nove piccoli dipartimenti sarebbero un non senso, incapaci di attrarre e veicolare risorse e servizi messi a disposizione sulla base dei risultati conseguiti nella didattica e nella ricerca. Ma, cosi', si salverebbero tanti piccoli interessi personali e corporativi. Dall'altro, si potrebbe invece proporre la costituzione di due mega-dipartimenti, orientati ad esempio, come proposto dai ricercatori universitari, uno prevalentemente alla specializzazione ed alla tecnologia e l'altro prevalentemente alla medicina sociale, del territorio e dei servizi.
Sebbene la proposta dei due mega-dipartimenti, uno per la ricerca e formazione in ambito specialistico e tecnologico ed uno per la ricerca e formazione in ambito di medicina generale e dei servizi, appaia molto interessante, sembra anche essa nascere da una logica di tipo "reverse look-up": prima fissare il numero necessario per costituire una massa critica e poi decidere che cosa metterci dentro. Sembra anche qui che la logica quantitativa e formale preceda quella qualitativa e sostanziale.
Non credo che ci siano in questo momento soluzioni facili o semplici, ma decisioni si devono prendere e le decisioni derivano da scelte che bisogna fare. Il numero dei dipartimenti e, di converso, del rapporto docenti/dipartimenti non appare al momento fondamentale. Ovvio che una massa critica di circa 100 docenti per dipartimento sia auspicabile, doverosa e necessaria. Tuttavia il quesito fondamentale cui probabilmente occorre rispondere e' questo: l'Universita' deve unicamente rispondere alle richieste della societa' e ad esse adeguarsi o puo' farsi promotrice culturale di nuovi modelli che possono modificare la societa'? Da come rispondiamo a questa domanda deriva, probabilmente, la logica strutturale ed organizzativa di quella "domus scientiae" che e' il dipartimento universitario.
Se crediamo che la ricerca e la formazione universitaria possano creare nuova cultura e nuovo sapere, allora i modelli pre-esistenti della societa' sono importanti, fondamentali, ma non imprescindibili. Tre sono i punti cardini che dovrebbero regolare la nuova fase costituente dei dipartimenti:
1. Non esiste una scienza di base pura ed una scienza applicata pura. La conoscenza e' dinamica, fluida e traslazionale. Se si deve fare ricerca la ricerca va fatta per macroaree del sapere e della conoscenza, con all'interno, gomito a gomito, docenti e ricercatori pre-clinici, biomedici, medici e chirurghi. Gomito a gomito significa superare la divisione storica dei dipartimenti per nozioni del sapere ed arrivare a dipartimenti logisticamente verticali, in cui convivono esperti di un campo del sapere con diverse metodologie di studio di quel campo del sapere. Non continuiamo a sbirciare la luce dal buco della serratura, ma entriamo nella luce insieme ed apriamo le porte perche' tutti possano entrare.
2. L'assistenza clinica ai pazienti richiede strutture, organizzazioni e logiche che non si possono integrare con lo sviluppo conoscitivo della ricerca e della formazione. I dipartimenti universitari rispondono a logiche ante-quam, di ricerca, scoperta, invenzione e trasmissione del sapere. I dipartimenti ospedalieri rispondono a logiche post-quam, di applicazione di sapere e conoscenze consolidate. In nessun modo possono coincidere. Sarebbe come applicare nel settore ricerca e sviluppo di un'azienda le logiche organizzative e di funzionamento della catena di montaggio.
3. La congruita' culturale e scientifica di un dipartimento esula dalla omogeneita' e dalla somma dei settori scientifici disciplinari dei singoli docenti che lo compongono. L'afferenza di ogni singolo docente ad un dipartimento e', e deve rimanere, libera e volontaria, frutto di una scelta profonda ed interiore di adesione, compartecipazione, affinita' ad un working-team di colleghi, indipendentemente dal loro burocratico SSD. Non si dovra' ingabbiare gli scienziati a priori, ma permettere che si raggruppino liberamente e, certamente, valutarli, a posteriori.
Se la Commissione Statuto, il Senato Accademico ed il CdA porteranno alla formazione nella scuola medica di dipartimenti che rispondono a tutti e tre questi principi, molto probabilmente il rettorato di Ivano Dionigi sara' ricordato nei tempi, alla stregua di Enrico De Nicola.
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
20:14
sabato 12 marzo 2011
17 marzo 2011: festeggiamo che cosa?
Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Da Torino addì 17 marzo 1861 ".
Ogni stato "costituzionale" nasce nel momento della stesura ed adozione della propria Carta Costituzionale. Ma non vi fu né in tale occasione, né in alcuna altra antecedente o susseguente, alcuna costituzione ex novo di una entità politica statale. Lo Stato Italiano non e' mai nato 150 anni fa. Piu' precisamente non e' mai nato: non e' altro che l'antico Regno di Sardegna.
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
22:12
mercoledì 9 marzo 2011
Un cadavere ambulante
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
23:00
venerdì 4 marzo 2011
Medico condannato perche' ha seguito le linee guida
" Il medico risponde a un preciso codice deontologico e ha il dovere di anteporre la salute del malato a qualsiasi altra diversa esigenza: il professionista, dunque, si pone rispetto al paziente in una chiara posizione di garanzia e non è tenuto a osservare le direttive o la prassi delle cosiddette “linee guida” laddove esse siano in contrasto con le esigenze di cura del paziente mentre non può andare esente da colpa ove se ne lasci condizionare. "
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
09:37
giovedì 3 marzo 2011
Programmazione: il grido dei preclinici
La scarsità dei punti budget disponibili è stata determinata non solo dalla crisi finanziaria e dalla scelta governativa di portare a lenta morte l'università pubblica (scelta implicita, e che, mi rendo conto, non tutti vedono, ma non è questo il momento e il luogo per discuterne). In primo luogo, vorrei sottolineare che la scarsa o nulla incidenza della CRUI ha consentito il mancato inserimento del cosiddetto “sconto” nel decreto mille-proroghe; poi c'è un aspetto locale, legato alla cosiddetta eccedenza di docenti della nostra facoltà. Dico “cosiddetta” perché la specificità della nostra facoltà non è stata accettata dal Senato Accademico e anch'io penso che il nostro Preside dovrebbe essere più ascoltato.
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
23:58
venerdì 25 febbraio 2011
Unita' d'Italia: un libro da leggere
da
Stefano Brillanti, M.D.
alle ore
19:07

























