lunedì 23 luglio 2007

Scombiniamo le carte!




Il magnifico rettore ci sottovaluta. E questo e' un bene. E' sempre meglio essere sottovalutati dal nemico. Purtroppo, a Bologna come in altre universita' italiane, i rettori sono divenuti i veri nemici dei medici universitari. Nell'ottica perversa della nostra svendita al SSN, il nostro Magnifico Rettore ha decretato la fine degli attuali Dipartimenti Universitari (DU) e la loro ricomposizione sulla falsariga speculare dei Dipartimenti ad Attivita' Integrata (DAI). Credo che ci voglia poca intelligenza e lungimiranza per presagire che questa sia la tappa intermedia verso la futura definitiva fusione tra DU e DAI, con assorbimento dei DU nei DAI. Questa sara' la parola fine, di fatto, della medicina universitaria.

Onestamente, non so proprio che cosa stia facendo in questi giorni critici il Preside Eletto prof. Sergio Stefoni. Il suo tacere conturba e preoccupa. Ad ogni modo, il nostro rettore per riuscire a fare la frittata ha bisogno che le uova ce le mettiamo noi. Attenzione! Il prossimo 31 luglio (fra 7 giorni) e' il termine ultimo richiesto ad ogni docente e ricercatore universitario per optare attivamente per il DU a cui vuole afferire. Ovviamente, il nostro rettore da' per scontato che tutti noi optiamo per uno dei sette neocostituiti DU che ricalcano la composizione del DAI di appartenenza. Alcuni di noi hanno gia' anche nei mesi scorsi sottoscritto lettere di adesione ad uno o ad un altro dei costituendi DU. Ebbene, entro il 31 luglio prossimo ogni eventuale opzione informalmente gia' espressa puo' essere modificata utilizzando il modulo ufficiale che allego:




Basta che voi andiate col vostro mouse sull'immagine, right-click, la salvate sul vostro computer e la stampate in formato A4. Poi compilate il modulo, lo firmate e lo inviate via fax al Settore Affari Generali e Istituzionali della nostra Universita' (numero di fax: 051-2099426). Il tutto entro martedi' prossimo, 31 luglio.

La pretesa (decreto) del rettore che tutti optino per un DU entro il 31 luglio lascia aperti molti discorsi di inappropriatezza ed impossibilita' di poter fare una scelta congrua con il proprio settore scientifico disciplinare (SSD) universitario. Non e' infatti chiaro quali SSD insisteranno all'interno di quali DU. Senza questa premessa fondamentale, come e' possibile optare in modo libero, volontario, consapevole e congruo? Non e' lecito saperlo. Pero' tutte le opzioni devono avvenire entro il 31 luglio (sic!).

Siccome non si puo' mai sapere come verra' girata la frittata in futuro, l'unica cosa logica che possiamo fare ora per salvare quel po' di salvabile che ancora ci resta e', assolutamente, di NON optare per un DU che coincida con il DAI in cui ci troviamo (come invece vorrebbe il rettore).
Si tratta dell'unica arma in nostro possesso per scombinare le carte del nemico (PUC, AC, GB) e per far si' che i Dipartimenti Universitari continuino ad esistere indipendentemente dai DAI.

Penso quindi che l'averci sottovalutato, questa volta almeno, si possa trasformare in una vera occasione per affermare la nostra dignita', indipendenza ed autonomia. Mi augurerei, quindi, che tutti gli universitari che hanno votato per il cambiamento alle recenti elezioni del preside, prendessero seriamente in conto questo fondamentale problema e compilassero il modulo di opzione di afferenza ad un DU non combaciante con il DAI in cui ci si trova. Io, ad esempio, non optero' certamente per il DU di Medicina Clinica che coincide con il DAI in cui mi trovo. Primo non so se insistera' in quel DU il SSD MED/12 (Gastroenterologia) cui appartengo, secondo avro' fatto un atto civile e morale a favore della salvaguardia della medicina universitaria.

venerdì 20 luglio 2007

D.A.I.: Doctor's Puppets




E continuano a fare i conti senza l'oste.

Dal 1 agosto 2007 il Policlinico Sant'Orsola non sara' piu' un Policlinico Universitario. Gia' da molti anni il S.O. non e' un policlinico a gestione diretta dell' Universita' degli Studi di Bologna, ma, per lo meno, era il Policlinico della Facolta' Medica di Bologna. Con l'attivazione dei 7 DAI, il nostro beneamato luogo di lavoro, speranze e sofferenze diventa un Ospedale d'Insegnamento nel quale "insiste" anche la Facolta' di Medicina e Chirurgia.

I due grandi artefici del cambiamento (PUC e AC), strafelici ed appagati, hanno ufficializzato le nomine dei sette direttori dei DAI, sotto il sorriso compiaciuto, che aleggiava nell'aria, del deux-ex-machina di viale Aldo Moro. Su sette direttori, tre sono ospedalieri. Il che la dice lunga su come gli universitari siano prossimi al benservito. Se poi si considera che gli universitari eletti sono guinzagliati e ricattabili in ogni momento dal Direttore Generale su tutto (dalla segretaria ai disposables, dagli spazi agli studi, agli strumenti di lavoro, al debito assistenziale, al budget, alla performance, ecc...), beh, penso proprio che di universitario al S.O. ci restera' ben poco.

Se noi concepiamo un Policlinico Universitario come un centro di riferimento di terzo livello, altamente specializzato, che basa il suo progredire sulla ricerca di base e clinica che trasferisce nell' assistenza strettamente finalizzata alla ricerca stessa, e che tramanda agli studenti la propria conoscenza derivata sul campo del bench e del bedside, beh di tutto questo non resta piu' nulla. Da un lato il Rettore e l'Universita' si sono tolti il gran peso della Facolta' Medica, trasferendolo al SSN, dall'altro, giustamente, il SNN applica le sue regole e i suoi principi.

Bisognarebbe forse saper cogliere i veri momenti storici e non lasciarvisi trascinare passivamente. A mio avviso, Bolondi, Cola, Grigioni e Pelusi hanno sbagliato, facendosi compartecipi della svendita. Nessun universitario avrebbe dovuto accettare la direzione dei DAI. In fondo, con anche tutta la loro buona volonta', il loro prestigio e la stima che personalmente nutro nei loro confronti, hanno accettato di essere le marionette nelle mani del dr. Cavina. Ben difficilmente potranno cambiare alcunche' in modo diverso da quanto voluto dalla Direzione Generale. Sicuramente, avrebbe fatto molta piu' eco mediatica ed avrebbe, probabilmente, indotto ad una revisione della situazione, una compatta rinuncia degli universitari ad accettare la direzione dei DAI. Ma cio' non e' stato.

Ed in tutto questo, che voce ha avuto la Facolta' di Medicina e Chirurgia? Nessuna! Zero! Vengono eletti i direttori dei Dipartimenti ad Attivita' Integrata e la Facolta' lo apprende dai corridoi e dalla stampa. Nessun parere, nessuna consultazione e' passata per la Facolta' in merito.

Domanda: cosa continuiamo a stare a fare al Sant'Orsola? Perche' non ce ne andiamo tutti domani? E' evidente, fin troppo palese, che se per integrazione fra due parti si intende ignorarne completamente una, non si tratta di alcuna integrazione, ma di mera annessione e sottomissione. Anche se legalmente e giuridicamente corretto, e' profondamente scorretto da un punto di vista morale e comportamentale aver proceduto alla nomina dei direttori "integrati" senza aver consultato la Facolta'. E' l'ennesima dimostrazione che la Facolta' e' abbandonata a se stessa, completamente scaricata dal rettore ed ignorata dall' azienda.

E' inutile, credo, ripetersi, ma urge una rifondazione del ruolo, dell'identita' e della dignita' della Facolta'. E' inutile continuare a lamentarsi ed a stracciarsi le vesti. Bisogna cominciare ad agire.
Per fortuna adesso abbiamo un preside che non e' "fidanzato" (secondo la definizione emersa dalla Procura) con il direttore generale, e che non e' "culo e camicia" con il rettore. Ribadisco la fondamentale richiesta da fare al rettore della delega al preside per la sanita' e la costituzione della commissione sanita' della Facolta'. Sarebbe inoltre molto gradita una nota del Preside Eletto al Magnifico Rettore in cui si stigmatizza l'assoluta "indelicatezza" nell' avere proceduto in tutta la vicenda DAI senza un coinvolgimento attivo e fattivo della Facolta'.

Stefoni, se ci sei, batti un colpo!

martedì 17 luglio 2007

Mettiamoci una pietra sopra...



Una nuova alba


Sto trascorrendo alcuni giorni di vacanza, lontano dalle vicende bolognesi di concorsopoli e questo, forse, mi permette una riflessione piu' distaccata ed obiettiva, ma, credo, non meno rigorosa.

Il recente consiglio di Facolta' del 12 luglio e' passato e, probabilmente con esso si e' conclusa definitivamente un'era. Contrariamente a quanto si voglia far credere, il clima e lo spirito sono cambiati. Il Rettore non si dimettera', ne' lo fara' il Direttore Generale, ma questo credo che importi poi non tanto. La dimissione e' un atto che nobilita chi lo fa, evidentemente...
Quello che a questo punto importa e' che il Preside Eletto e la Facolta' intera cambino le regole, le norme, partendo da una posizione di autonomia, indipendenza ed autorevolezza.

Esistono, a mio avviso, tre punti fondamentali da affrontare subito:

1. Delega Specifica per gli adempimenti del Protocollo d'Intesa tra la Regione e l'Universita'. Il Preside della Facolta' di Medicina e' delegato dal Rettore a svolgere tutte le funzioni in applicazione del D.Lgs. 517/99, in stretto rapporto con la Direzione Generale del Policlinico e la Direzione Generale dell' AUSL di Bologna.
Si tratta di un punto irrinunciabile. Il Consiglio di Facolta', possibilmente all'unanimita', deve fare formale richiesta al Magnifico Rettore di redigere ed emanare una delega speciale e specifica al Preside per rappresentarlo di nome e di fatto, con pieni poteri, a tutti i tavoli di trattativa con il SSN (Azienda Ospedaliera, AUSL, Comune, Provincia e Regione). A tutti i tavoli delle trattative che riguardano la Sanita' deve sedere con pieni poteri, in rappresentanza dell 'Universita', non il Rettore ma il Preside della Facolta' di Medicina e Chirurgia.

2. Commissione Sanita'. Nell'analisi, valutazione, proposizione e programmazione di quanto riguarda il lato assistenziale sanitario, il Preside e la Facolta' si dovranno avvalere di una commissione permanente, eletta fra i membri del CdF, rappresentativa sia dei tre livelli accademici (ricercatori, associati ed ordinari), sia delle macroaree sanitarie (medicina interna, medicina specialistica, chirurgia). La Commissione Sanita' dovra' avere un ruolo consultivo e propositivo e potra' interagire con l'Organo d'Indirizzo dell'Azienda e con il Direttore Generale. Non vorrei essere frainteso o fuorviarne il significato, ma tale commissione potrebbe svolgere funzioni anche di tipo sindacale per il personale medico universitario convenzionato.

3. Commissione Reclutamento. Credo che questo termine sia il piu' appropriato, anche se termini come commissione ricerca e commissione ruoli sono rappresentativi dei compiti di questa commissione. Similmente alla Commissione Sanita', nell'analisi, valutazione, proposizione e programmazione di quanto riguarda il reclutamento del personale docente universitario, il Preside e la Facolta' si dovranno avvalere di una commissione permanente, eletta fra i membri del CdF, rappresentativa sia dei tre livelli accademici (ricercatori, associati ed ordinari), sia delle macroaree sanitarie (medicina interna, medicina specialistica, chirurgia). A mio avviso, la programmazione ruoli della Facolta' deve essere fatta dalla Facolta', tramite la Commissione Reclutamento. Non e' piu' accettabile che la programmazione ruoli dipenda dai programmi dei Dipartimenti e nemmeno dei Settori Scientifici Disciplinari. Lasciare la programmazione ruoli ai Dipartimenti o ai SSD significa perpetrare la logica dei particolarismi, delle parrocchiette e dei favoritismi personali. Sara' difficile cambiare, ma e' la vera strada per il rinnovamento.
La Commissione Reclutamento, il cui operato dovra' essere trasparente e basato su regole condivise, valutera' i settori carenti sul piano della ricerca e/o della didattica e proporra' le nuove "positions" di cui la Facolta' necessita. Inoltre, valutera' se ricorrere al bando di un concorso, o se attingere dal cosiddetto albo degli idonei. Gli idonei che vorranno aspirare a ricoprire una posizione di ruolo a Bologna invieranno al Preside il loro Curriculum Vitae dettagliato. Il preside lo trasmette alla commissione ruoli che entro massimo tre mesi dovra' esprimersi sulla eligibilita' dell'idoneo, sulla base dei criteri e delle regole della nostra Facolta'.
Tali criteri e regole vanno definiti in partenza. E' mia profonda convinzione che l'unico metodo rigoroso, seppur imperfetto, per valutare la ricerca e' l'impact factor. Valorizzare l'impact factor vuol dire valorizzare la pubblicazione dei risultati della ricerca, con tutto quello che a cascata deriva a monte e a valle da cio'. Ritengo, anche, che non si dovrebbe essere chiamati a ricoprire un ruolo da ricercatore con meno di 50 punti di I.F., da associato con meno di 100 punti di I.F. e da ordinario con meno di 150 punti di I.F. Sembra difficile? Non credo.

Ovviamente il mio e' un augurio ed una riflessione, che deriva pero' da una ormai lunga conoscenza del mondo accademico e di ricerca internazionale. Non so se questo avverra' nella nostra Facolta'. Molto dipendera' da quanto vorra' e sapra' fare il Preside Eletto Sergio Stefoni.
Chi mi conosce sa che dietro questo mio impegno non vi sono fini reconditi. Se la Facolta' ce la fara' sara' un domani migliore per tutti, e Stefoni sara' ricordato come un grande preside, se non ce la Fara' continueremo nell'ars italica dell'arrangiarsi, ed il buon Stefoni sara' menzionato come un preside mediocre.


mercoledì 11 luglio 2007

Reputazione, parte lesa e dignita'


La cosiddetta vicenda di concorsopoli, che ha pesantemente perturbato il sistema medico, universitario e non, della nostra citta' ha sicuramente contribuito ad un importante cambiamento: quello del nuovo Preside della Facolta'. Si tratta di un buon risultato frutto di una vicenda non buona (...non tutto il male viene per nuocere...).
Altrettanto buon risultato e' la luce inequivocabile che ha permesso di meglio conoscere e valutare MPL e PUC. Il loro futuro "politico" ed il futuro dei loro "delfini" e' segnato, almeno nel breve termine. Ma tutta la vicenda sembra voler essere risolta in modo molto "italico". L'Azienda Ospedaliera Universitaria e l'Universita' si dissociano, quasi strappandosi le vesti, ed i loro legali rappresentanti si costituiranno parte civile "lesa" nei confronti dei "poveri" mostri messi alla gogna, i vari Corinaldesi, Vaira e Stanghellini.

Beh, io qui non ci sto! Mi si permetta di dire che in confronto a quello che ha fatto la triade Co-Va-Sta, cio' che e' emerso a carico di Bissoni, Landini, Cavina e Calzolari non e' certo da meno, anzi. Ma qui, si dice, l'operazione non presenta aspetti penalmente rilevanti.
E chi se ne importa!

Se Calzolari e Cavina si costituiscono parte civile lesa contro CoVaSta, perche' allora, ad esempio io non mi dovrei costituire parte civile lesa verso Calzolari, Cavina e Landini? Nel bene e nel male le istituzioni sono rappresentate da chi le dirige. La reputazione, la stima, la considerazione nazionale ed internazionale di una istituzione dipende in gran parte dalla reputazione, la stima e la considerazione del direttore che la regge e rappresenta. Non e' importante che vi siano aspetti penalmente rilevanti, non e' importante che la telefonata sia stata intercettata o meno. Il punto focale e' se cio' che e' emerso faccia si' che la reputazione, la stima, la considerazione non siano piu' consoni con la dignita' richiesta per reggere, dirigere e rappresentare una prestigiosa istituzione.

Non vorremo mica risolvere tutto immolando il povero trio Co-Va-Sta? Le vicende che siamo venuti a conoscere, tramite verbali ufficiali della magistratura, fanno sorgere seri dubbi sull'opportunita' politica e sociale e sulla dignita' istituzionale del dr. Augusto Cavina e del prof. Pier Ugo Calzolari. Non e' politicamente, civilmente e moralmente accettabile che la nomina del Direttore Generale dell' Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna sia avvenuta in quel modo. Non e' accettabile che il Magnifico Rettore, a conoscenza di tutto, abbia avvallato tutto.

La domanda a questo punto e': che danno di immagine, reputazione, stima, considerazione subiscono l' Azienda Integrata e l'Universita' da tutta questa vicenda? Se danno c'e', allora bisogna che chi ne e' stato compartecipe abbia la dignita' morale di "sacrificarsi" per il bene comune e si faccia da parte.

Restiamo in attesa delle dimissioni di Pier Ugo Calzolari ed Augusto Cavina, altro che di lettere aperte! A Giovanni Bissoni ci pensera' il partito.

La lettera aperta del dr. Augusto Cavina


Pubblichiamo la lettera aperta inviata dal dr. Augusto Cavina, Direttore Generale dell' Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Sant' Orsola Malpighi di Bologna.

La lettera e' "aperta" a considerazioni e commenti. Comunque la si giri, questa minestra riscaldata non appare proprio benodorante.


Lettera aperta A tutti i Professionisti e Operatori del Policlinico S. Orsola - Malpighi

Carissime/mi, alcuni episodi avvenuti nel 2004 e riportati con grande enfasi, nel corso della scorsa settimana, sulle cronache locali dei quotidiani, offrono una immagine ingiustamente negativa del Policlinico e possono essere causa di disagio per chi ci lavora e per i pazienti. In merito alle vicende oggetto di cronaca ho assunto una posizione pubblica che è stata espressa nel comunicato del 7 luglio u.s., reso anche disponibile sul sito intranet dell’Azienda assieme ai comunicati diffusi dalle organizzazioni sindacali mediche e del comparto aziendali. Ci tengo, però, a ribadire con forza che nessuna eventuale responsabilità individuale, anche se fosse accertata, deve poter mettere in cattiva luce l’intero ospedale ignorando il positivo lavoro svolto, frutto del nostro impegno quotidiano che ha reso, da tempo, le strutture del Policlinico apprezzate dai pazienti e punto di riferimento per l’attività di formazione e ricerca a livello nazionale e internazionale. Il parere positivo sui primi diciotto mesi di attività di questa Direzione, recentemente deliberato dalla Giunta regionale, sentito il parere favorevole dell’Università e della Conferenza Socio-Sanitaria territoriale, danno ragione del buon lavoro svolto da tutti noi, della buona collaborazione con le Istituzioni locali e l’Università e delle costruttive relazioni sindacali interne. I piani di sviluppo che ci impegneranno nel breve e nel medio periodo, ad es. l’avvio dei Dipartimenti ad attività integrata, se da un lato richiedono la messa in campo di notevoli energie e lavoro, dall’altro costituiscono un ulteriore strumento per valorizzare e mettere pienamente a frutto le alte competenze professionali di tutto il personale. Io sento il preciso dovere di accompagnarVi in questo percorso già avviato e di sostenere il Vostro lavoro per far si che il nostro Ospedale continui ad essere un punto di eccellenza, certo che Voi saprete aiutarmi a ristabilire il consueto clima interno di serenità e fiducia.

Augusto Cavina


In memoria





Paolo Carinci

1937 - 2007



mercoledì 4 luglio 2007

L'eclissi dei poteri




I giornali di oggi hanno dato grande risalto ai meccanismi interpersonali che portarono due anni fa alla nomina del dr. Augusto Cavina a Direttore Generale dell' Azienda Ospedaliera Universitaria del Sant'Orsola Malpighi di Bologna. Purtroppo il giornalismo italiano, propenso al report del gossip, senza sapere andare oltre e dentro ai fatti ed ai problemi, ha svilito e quasi ridicolizzato una vicenda che, seppure non presenti risvolti penali, ha un significato e delle conseguenze di primaria importanza.

La telenovela della pubblicazione degli atti giudiziari collegati a concorsopoli continua, con dubbio gusto. Il risultato del gossip-report di La Repubblica e' stata una telefonata che ho ricevuto questa mattina da un mio amico di fuori Bologna che mi chiedeva se era vero che il nostro Direttore Generale dell' Azienda avesse fatto carriera andando a letto con la Preside, definendolo "Italian gigolo'". La mia risposta e' stata secca e pronta: "Non lo so, non credo, ma non e' questo il punto!"

Il punto non e' se vi siano o meno risvolti penali nella vicenda, non e' se vi fosse una relazione sentimentale tra la Preside ed il futuro Direttore Generale. Il punto e' che questa commistione di poteri ha il sapore dell'infedelta' e del tradimento. Non sto parlando di infedelta' o tradimento sentimentale o coniugale, ma sto parlando di infedelta' e tradimento nei confronti dell'organismo che ti ha eletto e che rappresenti. Qui non e' piu' una semplice questione di conflitto d'interessi, ma bensi' di totale commistione di interessi tra parti in causa che rappresentano enti ed organismi alternativi.

La fase della tanto decantata ed auspicata integrazione tra Universita' ed Ospedale, tra medici universitari e medici ospedalieri, ha recentemente vissuto e sta vivendo momenti fondamentali dove e' essenziale pretendere e che sia che gli autori che si siedono intorno al tavolo per la contrattazione rappresentino legittimamente, moralmente, legalmente ed autonomamente le diverse parti. La signora Preside era delegata a rappresentare e tutelare gli interessi e le esigenze della Facolta' di Medicina e Chirurgia nei confronti degli interessi e delle esigenze dell' Azienda Ospedaliera. Com'e' possibile che cio' avvenga in modo libero, autonomo, indipendente ed autorevole quando chi siede per contrattare al mattino, poi, stando a quanto sembra trapelare, alla sera si trova insieme a tavola o a letto?

La vera sconfitta in tutta questa vicenda non e' tanto l'immagine pubblica o personale dei singoli attori, quanto la perdita di credibilita', di autorevolezza, di indipendenza ed autonomia dei rappresentanti delle istituzioni. Dopo questa vicenda credo che ne' gli universitari ne' gli ospedalieri possano piu' concedere carta bianca ed incondizionata fiducia ad un solo e singolo rappresentante di potere. Non ci si puo' piu' fidare di uno solo! Gli universitari non possono legittimare un solo rappresentante (Preside) ne' gli ospedalieri possono piu' legittimare un solo rappresentante (Direttore Generale).

Basta! Non ci possiamo piu' fidare! Occorre lavorare rapidamente ed intensamente per la costituzione e formalizzazione di organismi di controllo, rappresentativi e legittimati. Occorre che il Preside non sia circondato solo dai "quattro gatti" del Consiglio di Presidenza, ma che vengano istituite delle Commissioni Permanenti di Facolta' soprattutto per i rapporti con la Sanita' e per l'analisi meritocratica della Programmazione Ruoli. Non e' piu' accettabile che nell'Azienda esista quell'organismo fantoccio dei Direttori di Dipartimento Assistenziale (futuri DAI) convocati mensilmente per ascoltare, senza diritto di replica, la voce del padrone (Direttore Generale).

Io non sto assolutamente mettendo in discussione la buona fede o l'integrita' morale e professionale di Sergio Stefoni e di Augusto Cavina, o di chi gli succedera'. Dico solo che le vicende Bissoni-Calzolari-Landini-Cavina-Cacciari hanno delegittimato non le loro persone, ma i loro ruoli istituzionali. Stefoni non puo' dirigere la Facolta' di Medicina senza il controllo e la cooperazione di organi consultivi come le Commissioni Permanenti di Facolta', ed il Direttore Generale non puo' piu' fare il padrone che puo' e vuole nell'Azienda. Se andiamo verso l'Azienda Integrata vogliamo un organismo di controllo integrato, misto, universitario ed ospedaliero, che rappresenti non solo gli apicali, ma anche chi lavora di gomito e di mente dodici ore al giorno nel policlinico. Non esistono ostacoli legali od istituzionali alla creazione di questi organismi, che da buona tradizione universitaria dovranno essere elettivi.

Se questo avverra', e sono sicuro che avvenga molto prima di quanto si creda, dovremo forse un domani dire grazie a PUC, MPL, Corinaldo e compagnia per aver permesso, con il loro operato, la nascita di un movimento ideologico, morale e meritocratico che ha ridefinito le regole. Basta con i "divide et impera", basta con questa contrapposizione forzata ed artificiosa tra universitari ed ospedalieri. Il futuro e' quello di un' Azienda veramente Integrata Ospedaliero-Universitaria in cui tutti i medici collaborano per l'assistenza, la didattica e la ricerca ed hanno ritrovato quell'identita' e dignita' individuale e collettiva che permette loro di eleggere liberamente gli organismi consultivi e di controllo sull'operato sia del Preside sia del Direttore Generale. Se vogliono i nostri voti politici per le future amministrative e se vogliono i nostri voti accademici per la futura elezione del rettore e per il rinnovo del preside, devono dimostrare che concorsopoli non e' passata invano.

Grazie Landini, grazie Corinaldesi!