giovedì 30 agosto 2007

La ricetta di Princeton




La pausa ferragostana e' stata provvidenziale per ristabilire calma negli animi e nel clima, un po' troppo surriscaldato, del tardo periodo primaverile. Tuttavia, agosto non ha certamente cancellato i seri problemi che incombono sulla medicina universitaria italiana e sulla nostra facolta' medica in particolare.

Tutte le energie e le positive tensioni sviluppate devono ora riemergere e concretizzarsi in un autunno certamente "caldo". Abbiamo un nuovo Preside, voluto con forza a grande maggioranza, e l'investimento che la Facolta' ha fatto su di lui trovera' certamente riscontri concreti. Almeno questa e' la sincera speranza dei piu'. Alcuni maligni sussurrano che esiste il rischio che sia cambiato il manico, ma che, in sostanza la ramazza continuera' a ramazzare come al solito. Non credo! Molto dipendera' anche dalla maggioranza della Facolta', se sapra' esprimersi secondo linee precise di cambiamento sostanziale.

A questo proposito, ho trovato molto interessante un articolo pubblicato ieri su La Stampa che propongo:

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=3445&ID_sezione=&sezione=

Senza alcuna demagogia, e con profonda semplicita', la ricetta di Princeton basata su merito, dignita' ed etica e' sicuramente applicabile ovunque uomini di buona volonta' e di onore vogliano applicarla. Per il bene dei docenti e degli studenti.

Val la pena di leggerla e di riflettere.

lunedì 6 agosto 2007

Superati i 3000 contatti!


Continuano i grandi risultati del nostro blog!

In soli due mesi di vita, MEDUNI e' stato visitato oltre 3000 volte! Una media di 60 visite per giorno lavorativo. Tale dato indica che almeno 90-100 membri della Facolta' di Medicina e Chirurgia della nostra Universita' sono partecipi degli ideali di rinascita dell' identita' e della dignita' dei medici universitari. Rappresenta sicuramente un grande successo, ed un messaggio forte e chiaro di cambiamento, dis-continuita' e dis-contiguita' col passato, e di confronto dialettico e "paritetico" sia con l'Azienda sia con la Regione.

Solo da una posizione definita e trasparente, meritocratica e rifondata, con una precisa identita' e dignita', la nostra Facolta' puo' parlare in modo forte e chiaro e pretendere di essere ascoltata in modo paritario. Basta con la posizione ancillare nei confronti del Magnifico e dell'Azienda. Se ci vogliono svendere, saremo noi con autorita' a staccarci e a stabilire i patti del nuovo "contratto". La convenzione va ridiscussa e soppesata. Non ci svenderanno a basso prezzo, perche' noi siamo e valiamo. Ma per fare questo urge un cambiamento radicale di rotta nell'ottica della reale meritocrazia. Caliamo un velo pietoso sul passato, anche quello recente del 12 luglio ad esempio, e rimbocchiamoci le maniche.

Non c'e' piu' il tempo per pensare e ripensare alla rifondazione della Facolta'. Le prospettive sono due ed antitetiche: la prima, che mi auguro, e' quella di una Facolta' che si ricompatta sotto il nuovo Preside, che ottiene ampia delega dal Rettore in materia di sanita', che costituisce un commissione permanente per la sanita' ed una commissione permanente per la valutazione e programmazione dei ruoli. Entrambe elette dal Consiglio a scrutinio segreto. La seconda prospettiva, altrettanto possibile e concreta, e' che si crei in seno alla Facolta' una sorta di spaccatura fra chi e' ancora retaggio del vecchio andazzo e chi vuole assolutamente instaurare nuove regole e nuove norme chiare, precise e trasparenti. Questo porterebbe a porre le basi di un secondo corso di laurea subito e di una secoda facolta' di medicina successivamente. Una seconda facolta' di medicina piu' piccola, meritocratica, dedita soprattutto alla ricerca ed alla didattica, che svolga l'attivita' assistenziale presso strutture sanitarie private accreditate. Il progetto e' gia' nel cassetto, con tanto di sponsors. Onestamente di continuare a stare in questa Azienda Ospedaliera siamo in molti ad averne piene le scatole, e l'idea di una sorta di politecnico medico scientifico universitario non e' piu' solo utopia. Vedremo!