sabato 29 settembre 2007

Non induceteci in errore. Andatevene!


Augusto Cavina e Vito Bongiovanni devono andarsene a casa. Il nostro Policlinico ospedaliero-universitario non puo' essere piu' governato da siffatta gente. Il "drammatico errore", il "tragico errore", l' "errore umano" o, meglio sarebbe dire, le "lesioni personali gravissime" indotte per indubbia colpa di medici e tecnici del nostro Policlinico ad una ignara e sventurata paziente, rischiano di abbattersi inesorabilmente come responsabilita' morale, civile e penale "solo" sugli anelli finali della catena medico-sanitaria. E "loro" ne usciranno certamente indenni.

Non e' ammissibile che nel nostro Policlinico venga eseguito un intervento di asportazione di un rene sano ad una persona urologicamente sana. Ma siamo sicuri che questo episodio sia isolato? Se la paziente non fosse morta per complicanze post-operatorie, il duo Cavina-Bongiovanni avrebbe fatto si' che l'accaduto trapelasse? Allora, mi chiedo: quanti altri "drammatici errori", quanti altri "errori umani" si sono verificati negli ultimi anni al Sant'Orsola, che, non essendo esitati in exitus, sono stati fatti passare sotto il piu' assoluto silenzio? Quante altre lesioni personali gravi o gravissime hanno sulla "coscienza" Augusto Cavina e Vito Bongiovanni? Non lo so, non posso saperlo, ma il dubbio atroce sorge spontaneo. Non e' accettabile l'assoluta mancanza di trasparenza della direzione generale del nostro Policlinico nel voler tenere nascosti dei reati che sono perseguibili d'ufficio, e non a querela come goffamente ha cercato di giustificarsi il buon Bongiovanni. Chi puo' piu' credere a gente che si arrabatta per celare le malefatte e far credere che tutto vada bene? Se ne vadano a casa ora e subito! Hanno la dignita' professionale e morale per dirigerci? Non so.

Ma, oltre all' "omerta'", qual e' la loro vera grande colpa? La loro vera e grande colpa e' quella di fare lavorare male ed in condizioni sempre prossime al possibile errore le centinaia di operatori medici e sanitari che ogni giorno timbrano il cartellino del Sant'Orsola. Lavorando costantemente sotto organico, considerando i pazienti come "numeri" o carichi di lavoro, mettendo come obiettivo da raggiungere un sempre minor tempo di degenza, facendo eseguire, ad esempio, anche 12-15 colonscopie allo stesso endoscopista nello stesso giorno, non si puo' offrire un'assistenza sanitaria di qualita'. La sanita' pubblica ospedaliera e' un'autentica presa in giro del cittadino e gli unici veri resaponsabili sono gli amministratori, nel nostro caso Augusto Cavina e Vito Bongiovanni. A casa! La clinical governance non puo' essere affidata, con tutto il rispetto, ad ex infermieri che hanno pubblicato nella loro vita al massimo un lavoro sulla gazzetta della romagna. La clinical governance va ridata ai clinici. Se il governo clinico non torna ad essere il governo dei clinici, tanti reni verranno ancora asportati "per errore".

Basta con carichi di lavoro assistenziali ed amministrativi che fanno sfigurare gli oneri di lavoro dei minatori dell'ottocento. In queste condizioni non si puo' e non si vuole piu' lavorare. Senza tranqullita' e serenita', senza il tempo necessario, un atto cosi' importante e delicato come quello medico non puo' essere svolto nell'interesse del paziente. Ma a Cavina e Bongiovanni, interessa veramente "l'interesse" del paziente? Non lo so. In tutta la catena, il paziente, spesso sembra essere l'ultima ruota del carro, ed i medici la penultima.

Mi sembra che in modo molto preciso e puntuale quella brava professionista che e' Rita Golfieri abbia detto, senza mezzi termini: "abbiamo dovuto continuare a occuparci di tutto senza risorse né personale aggiuntivo. Se vogliamo una sanità europea, non si può risparmiare su tutto."

Non tutti i mali vengono sempre solo per nuocere. La grande sfida e' sempre stata quella di usare gli errori per progredire nel senso giusto. Daniela Lanzoni non puo' essere morta invano. Non deve. Sta a noi tutti impegnarci perche' questo avvenga. Se la morte di Daniela Lanzoni portera' a far si' che alla direzione generale del nostro grande policlinico non sieda piu' un ex infermiere che ha avuto una relazione intima con la preside di medicina che lo ha sponsorizzato, se insieme a lui se ne andra' anche quel Vito Bongiovanni, che appare essere infossatore di verita', beh allora il nostro policlinico potra' respirare una nuova aria in cui il governo clinico sia veramente il governo dei clinici per il bene dei pazienti.

martedì 25 settembre 2007

DAI: la controrivoluzione copernicana




Il 2 ottobre prossimo si vota per eleggere i "componenti elettivi" del comitato direttivo dei Dipartimenti ad Attivita' Integrata (DAI), cioe' dei dipartimenti assistenziali del nostro beneamato Policlinico. Si tratta di eleggere sostanzialmente delle figure comprimarie, almeno cosi' credono e sperano il Direttore Generale ed il nostro Magnifico Rettore.
I veri responsabili, il direttore ed il vicedirettore del DAI, sono stati nominati dal Direttore Generale dell'Azienda. Inoltre, membri di diritto del comitato sono i responsabili di strutture complesse ed i responsabili di strutture semplici dipartimentali, ovvero persone ampiamente e fortemente controllabili dal Direttore Generale. Ad ulteriore garanzia per la direzione medica ospedaliera, nel comitato direttivo siede, di diritto, un membro della stessa direzione medica. Quando, nella storia o nella politica, si cerca di spiegare che cosa sia un organo di governo "fantoccio" credo che, se si portasse ad esempio il governo dei DAI, si farebbe un servizio al concetto di esemplificazione.

Non tutto e' perduto. Basta credere che anche i comprimari, una volta dentro, possano mettere i bastoni fra le ruote e rompere le uova nel paniere. Possono fare sentire la loro voce, la voce ed il grido "di dolore e di rabbia" di chi non accetta di essere umiliato e snaturato, di chi rivendica sempre e comunque la propria dignita' e la propria identita'.

Appare, allora, indispensabile svolgere in questi giorni che ci restano un'opera di organizzazione e di identificazione delle componenti mediche universitarie da eleggere mediante la scheda gialla e la scheda rosa. Esiste infatti la concreta possibilita' che nel comitato direttivo dei DAI la componente medica elettiva universitaria non superi il 20%. Otto medici ospedalieri e due medici universitari eletti in ogni dipartimento sono un'eventualita' da scongiurare. Credo si debba fare attiva opera di propaganda elettorale, da qui al 2 ottobre, al fine di concentrare, compatti, tutti i nostri voti su persone disponibili ed impegnate che condividano gli ideali di Meduni. L'Azienda non ha ancora vinto! Molto dipende da noi.

La cosa che lascia pero' piu' sconcertati e' come nella nostra beneamata Emilia Romagna le leggi dello stato possano venire interpretate ed applicate a piacimento. Il pomposo ed osannato Regolamento dei DAI, parto "glorioso" del Direttore Generale dell'Azienda e del nostro Magnifico Rettore, rappresenta un chiaro esempio di distorsione interpretativa delle leggi dello stato. Una vera controrivoluzione copernicana!
La domanda di base e' questa: e' il sole che gira intorno alla terra o e' la terra che gira intorno al sole? Le leggi della fisica e dell'astronomia cosa dicono? Parallelamente, e' la ricerca-didattica che gira intorno all'assistenza, o e' l'assistenza che gira intorno alla ricerca-didattica? Le leggi dello stato cosa dicono?

Lascio agli astrofisici ed alla storia rispondere alla prima parte della domanda, mentre io cerco di dare una risposta alla seconda parte. In attesa del futuro decreto legislativo Turco-Mussi, che possibilmente non nascera' mai, mi auguro, attualmente la disciplina dei rapporti tra SSN ed Universita' e' regolato dal decreto legislativo n. 517 del 21 dicembre 1999, la famosa legge Bindi. Fa strano notare come i tempi evolvano rapidamente e sempre, guarda caso, a sfavore della medicina universitaria. Il DLgs 517 fu visto, a suo tempo, come una pesante mazzata data alla medicina universitaria a favore del SSN. Guardacaso, oggi, a otto anni di distanza, deve essere invocato a salvaguardia di quel poco che resta ai medici dell'accademia.

La legge Bindi stabilisce senza ombra di equivoci che:

1. L'attivita' assistenziale e' necessaria allo svolgimento dei compiti istituzionali delle universita' e deve essere determinata in modo da assicurarne la funzionalita' e la coerenza con le esigenze della didattica e della ricerca (art. 1)

2. Individuare le attivita' e le strutture assistenziali, funzionali alle esigenze di didattica e di ricerca dei corsi di laurea della facolta' di medicina e chirurgia (art. 1)

Se cio' non bastasse, il D.P.C.M. del 24 maggio 2001, all'art. 2 sancisce che la tanto invocata integrazione tra assistenza, formazione e ricerca "risponde all'esigenza di consentire l'espletamento delle funzioni istituzionali delle facolta' di medicina e chirurgia".

Il punto centrale stabilito e ribadito dalle leggi dello Stato e', quindi, che l'attivita' assistenziale deve essere governata e regolamentata in modo funzionale all'attivita' di didattica e di ricerca. In altri termini, e' l'assistenza a ruotare intorno alla didattica e ricerca, non il contrario.

Quello che invece troviamo sancito nel nostro regolamento locale dei DAI e' esattamente il contrario. Proclamando di volere attenersi alle leggi dello Stato, al fine di assicurare l'esercizio integrato delle attivita' di assistenza, di formazione e di ricerca, l'accoppiata Direttore Generale - Magnifico Rettore procede esattamente in senso opposto al senso di marcia stabilito dallo stato. Se fossimo in autostrada, il dr. Cavina ed il prof. Calzolari andrebbero fermati e sanzionati rigorosamente alla stregua del buon Carlo Burlando. Nei nostri DAI sono la didattica e la ricerca ad essere governate e regolamentate in modo funzionale all'assistenza. A suggello di cio' vi e' stato un vero capolavoro: "Per favorire l'integrazione delle attivita' formative e di ricerca con quelle assistenziali, l'universita' riordina, in pari tempo, secondo le modalita' previste dallo Statuto d'Ateneo, i Dipartimenti Universitari e le Unita' Complesse di Istituti che insistono sulle strutture assistenziali dell'Azienda". In altri termini, l'Azienda ha riorganizzato i DAI secondo le proprie esigenze assistenziali e l'universita' si adegua conformando i dipartimenti universitari sulla falsariga dei dipartimenti assistenziali. Se non fosse vero si stenterebbe a crederci.

Domanda: perche', secondo la legge dello Stato, non si e' proceduto ad organizzare i DAI conformandoli sulla falsariga dei DU? Non e' forse l'assistenza a dover essere funzionale alla didattica ed alla ricerca? Come mai i cosiddetti organi d'informazione ufficiale (vedi Carlino, Repubblica, Corriere), cosi' solerti nella caccia locale alle streghe di concorsopoli, non hanno mai dedicato una riga ad una problematica cosi' importante? Meglio lasciar perdere.

In conclusione, e' mio modesto e personale parere che il prof. Pier Ugo Calzolari non sia in grado di agire in nome e per conto della Facolta' di Medicina e Chirurgia, tutelandone l'identita', la dignita' e gli interessi. Ritengo imperativo che si attui al piu' presto quanto gia' piu' volte stressato su Meduni, cioe' che il Magnifico Rettore emani un decreto rettorale di delega formale al Preside della Facolta' per tutto cio' che riguarda la Sanita'. Intanto, noi in concreto possiamo andare a votare il 2 ottobre per eleggere nostri rappresentanti nei comitati direttivi dei DAI e, come Facolta', fare tutto il possibile perche' non vengano attivati i nuovi DU, ancelle dei DAI.

venerdì 21 settembre 2007

Che fine fanno le specialistiche?



Ieri, 20 settembre, e' scaduto il termine per le afferenze dei docenti ai Dipartimenti Universitari (DU) dell'area clinica della nostra Universita'.

Il primo punto "critico" e' stato il dover accettare dei DU imposti dall'alto, a tavolino, speculari ai Dipartimenti assistenziali (cosiddetti DAI) del nostro Policlinico. Questa e' l'ennesima dimostrazione che l'Azienda Ospedaliera, con il suo boss Augusto Cavina, e' quella che detta i grandi progetti "anche" della medicina universitaria. Ovviamente il nostro Magnifico Rettore, contento e consenziente, ha avvallato ed avvalorato il tutto con il Decreto Rettorale del 5 luglio scorso. Ribadisco che non riesco bene a capire il perche' DAI e DU debbano essere speculari dato che la/le mission dei due istituti sono ben diverse. La risposta al mio quesito e' fin troppo chiara ed e' stata ampiamente sviscerata nei precedenti post su Meduni.

Il punto che richiede oggi una riflessione e' il futuro delle medicine specialistiche "disperse" nei vari DU. I chirurghi, a mio avviso in modo intelligente e lungimirante, hanno avuto la forza ed il coraggio di superare gli inevitabili particolarismi, hanno trovato un denominatore ed un interesse comune e si sono uniti nel Dipartimento di Scienze Chirurgiche Specialistiche e Anestesiologiche. Non c'e' dubbio che l'unione fa la forza, specie in un'epoca di diaspora e di ridimensionamento di tutto il mondo accademico. Plauso ed onore ai chirurghi specialisti!

Ed i medici specialisti che hanno fatto? Niente o poco. Nel nostro Policlinico esistono due realta' mediche specialistiche che per storia e cultura resistono autonomamente: la cardiologia e l'ematologia. Mi sembra quindi corretto che sussistano, almeno per adesso, due dipartimenti distinti ed autonomi di cardio ed emato. Ma le altre specialistiche che fine hanno fatto e faranno?

Nessuna di esse ha il peso specifico per poter costituire un dipartimento autonomo e la grande "matrigna" della medicina interna e' sempre pronta a risucchiarle sotto il suo mantello. Che autonomia, dignita' specifica, peso politico e visibilita' hanno oggi in ambito accademico bolognese la pneumologia, la nefrologia, la gastroenterologia, la dermatologia, l'infettivologia, l'endocrinologia, ecc... Ovviamente il risentimento insorge di fronte ad una osservazione come questa. Sembra quasi di ascoltare la tipica esclamazione "lei non sa chi sono io"?

Ebbene la mia risposta e' secca e categorica: da solo non sei nessuno! Il CUN sta rivedendo le aggregazioni dei settori scientifici disciplinari e sta creando macrosettori per macroaree. I chirurghi lo hanno capito, i clinici no. A mio modesto parere, il futuro delle medicine specialistiche dovrebbe essere "insieme" in un DU di Scienze Mediche Specialistiche, una vera forza istituzionale che valorizzi quelle competenze specifiche di altissimo livello che il nostro policlinico ha, talvolta, relegate in alcuni sottoscala.

C'e' ancora tempo davanti. I "vecchi" DU sono ben vegeti ed operanti. I nuovi DU avranno certamente una lunga gestazione. Al prossimo 31 luglio 2008 sarebbe bello ed utile poter varare un bel Dipartimento Universitario di Scienze Mediche Specialistiche, proveniente, ad esempio, dalla trasformazione del DU di Medicina Interna, dell'Invecchiamento e Malattie Nefrologiche.
Chissa'. Io ci spero.

domenica 9 settembre 2007

Il nostro mago Casanova




Il fatto fondamentale e' noto a tutti:

7 nuovi dipartimenti universitari

Quello che e' meno chiaro e' (1) la reale motivazione del piu' grande riordino dipartimentale che la nostra Facolta' ricordi nella sua lunga storia, (2) la reale fattibilita' concreta, pratica, burocratica ed amministrativa nei tempi medio-brevi auspicati dall'alto.

La riorganizzazione dei Dipartimenti Universitari (DU) sulla falsariga dei Dipartimenti Assistenziali (oggi pomposamente definiti Dipartimenti ad Attivita' Integrata -DAI-) e' una decisione piovuta e voluta dall'alto. Lo ha deciso il Magnifico Rettore con decreto rettorale, punto.
La Facolta' e' stata "vergognosamente" esclusa da ogni coinvolgimento consultivo o deliberativo in merito. Inoltre non e' ben chiaro il perche' DU e DAI debbano coincidere, dal momento che hanno background, scopi e finalita', materiali e metodi completamente diversi. L'unico scopo "perverso", ma fin troppo palese, e' quello di dare l'ultimo decisivo colpo alla medicina universitaria per farla confluire sic et simpliciter nella grande piovra degli ospedali d'insegnamento gestiti dal SSN regionale. Siccome poi i DU sono generalmente in attivo amministrativamente, si prospetta per il SSN regionale anche una "succhiata" di freschi euri!

Il nostro Magnifico Rettore, "flirtando" virtualmente con i suoi "buoni e cari amici" Bissoni, Cavina e la formidabile "link" Landini, ha avvallato il tutto d'autorita'.

Pero', ancora una volta, si tratta di una autorita' che richiede legalmente e necessariamente la compartecipazione attiva di noi tutti. Ecco allora che PUC ha inviato una bella letterina a tutti i docenti che ancora non avessero espresso la loro adesione ai nuovi magnifici 7 DU:

>>>
Bologna, 05/07/2007 Prot. n. 31927 Allegati n. 1


Gentile Professore,

si sta concludendo la riorganizzazione dei Dipartimenti Universitari Medici, che favorisce il pieno ed efficace funzionamento dei Dipartimenti ad attività integrata (DAI), quali nuovi modelli di gestione delle Aziende Ospedaliere - Universitarie.

In seguito alla riorganizzazione citata, sono stati costituiti sette nuovi dipartimenti da trasformazione delle nove strutture scientifiche, che saranno disattivate al momento prossimo dell’attivazione del nuovo assetto.

Dalle proposte delle strutture, con le quali è iniziato il processo di riorganizzazione, non risulta che Ella abbia espresso la propria opzione di afferenza. Poiché allo stato Ella risulta afferente a struttura scientifica in corso di disattivazione, La invito ad optare per uno fra i Dipartimenti esistenti e non in corso di disattivazione, nei tempi più brevi ed in ogni caso non oltre il prossimo 31 luglio 2007.

Allo scopo allego il modulo che Ella avrà cura di sottoscrivere e di trasmettere all’Area Affari Generali, Istituzionali e Partecipazioni - Settore Affari Generali e Istituzionali – Largo Trombetti, 4 – Bologna.

Con i migliori saluti

IL RETTORE
>>>


Accondiscendere attivamente ad un disegno cosi' perverso non e' solo colposo, ma bensi' doloso. La scadenza del termine per l'afferenza e' stata procrastinata al 20 settembre, cioe' fra pochissimi giorni.

E' mia convinzione che si debba cercare in tutti i modi di contrastare il disegno della "diaspora" della Facolta' di Medicina nel SSN non in nome di un retrivo ed anacronistico senso di superiorita' o di autoreferenzialita', ma perche' la Medicina Universitaria nasce con la precipua finalita' di fare ricerca e formazione didattica mentre la Medicina Ospedaliera nasce con la precipua finalita' di fare assistenza. Non si possono mischiare carne e pesce!

Due sono le possibili soluzioni: (1) scombinare le carte: rimando al riguardo alla lettura del post su Meduni "Scombiniamo le carte" del 23 luglio scorso, (2) verificare e supportare i concreti impedimenti burocratici ed amministrativi che non rendono cosi' facile, semplice, agevole e rapida la disattivazione degli attuali Dipartimenti Universitari. Basta barricarsi come facolta' per alcuni mesi e vedrete che i nuovi DU non decolleranno.

Posso sbagliarmi, ma la costituzione "d'amble" dei nuovi 7 magnifici dipartimenti universitari, avvenuta il 5 luglio scorso da parte del nostro Magnifico, mi sembra come una delle magie del mago Casanova!

giovedì 6 settembre 2007

In memoria




Luciano Pavarotti
1935 - 2007


Meduni si associa al cordoglio mondiale per la morte di Luciano Pavarotti. Un grandissimo italiano ci ha lasciato, in un'epoca di sempre maggiore mediocrita' di uomini ed idee.

Fra le tante lauree "honoris causa", spesso svendute con modi clientelari dalla nostra Alma Mater, sicuramente quella attribuita al Dottor Luciano Pavarotti in Pedagogia fu ampiamente meritata.

L'augurio e' che l'esempio dei grandi possa essere nutrimento e sprone per tutti noi.

Grazie Luciano!

sabato 1 settembre 2007

Snobbata anche da Forbes ...




In questi ultimi giorni di estate mi si permetta una considerazione ironica, fine a se stessa:

Ero convinto che, dopo tutti gli "intrallazzi" fatti e perpetrati per oltre sei anni, almeno un posticino nella classifica delle 100 donne piu' potenti del mondo, stilata da Forbes, la nostra signora Preside se lo fosse proprio guadagnato.

E invece, consultando qui la classifica, si vede che non ce l'ha fatta.

Peccato. Sara' per un'altra volta!