venerdì 16 novembre 2007

L'assalto alla diligenza e' fallito




La medicina universitaria ha registrato questa mattina un importante successo. Nel Consiglio dei Ministri il disegno di legge sugli interventi in ambito di qualita' e sicurezza del SSN, proposto dal ministro della salute, Livia Turco, e collegato alla legge finanziaria, e' stato approvato con un testo significativamente emendato e modificato rispetto al velleitario ed arrogante manoscritto della bozza ministeriale.

In particolare, due dei tre punti chiave per l'ulteriore scardinamento e smantellamento della medicina universitaria non sono stati approvati. Mi riferisco allo scippo degli specializzandi ed al pensionamento dei docenti medici a 67 anni, di cui abbiamo ampiamente discusso su MedUni. Resta invece, ancora, il rafforzato ruolo e potere del Direttore Generale dell' Azienda nella nomina dei direttori di unita' complessa, dove il Rettore ed il Consiglio di Facolta' non sono nemmeno citati. Si trattera', quindi, di lavorare seriamente in sede di Convenzione Attuativa tra Facolta' ed Azienda per stabilire ruoli e competenze della Facolta' nell'individuare i direttori di unita' complessa.

Credo che a questo punto sia opportuno fare due considerazioni. Primo, il vento sembra leggermente cambiato a favore della medicina universitaria, dopo anni ed anni di indirizzo a senso unico contrario. Anche nella nostra citta' l'avvicendamento Landini-Stefoni ne e' una riprova. Secondo aspetto, l'unita' fa la forza: quando la medicina universitaria e' in grado di parlare compatta, allora viene ascoltata. Bisogna dare atto che i sindacati universitari, da CGIL, CISL, UIL fino al CIPUR, si sono mossi bene ed unitariamente contro un programma del ministero della salute scandaloso ed a senso unico, ed hanno ottenuto un buon risultato.

Questa lezione credo debba servire anche per Bologna. E' importante che la Facolta' sia unita e compatta, riconosca nell'Azienda Ospedaliero-Universitaria la controparte (e non il compagno di merenda o di flirt), sia salda e fiera nella propria identita' e dignita', e faccia uno sforzo comune per rafforzare la figura ed il potere del Preside. Se tutto questo succedera', forse avremo ancora voglia di fare i medici universitari.

mercoledì 7 novembre 2007

Voce di uno che grida nel deserto...





...se cosi' fosse, almeno si verrebbe ascoltati. Penso che, tuttavia, occorra sempre e comunque parlare, e se possibile, gridare, quando si e' di fronte alla precisa volonta' di mettere la parola fine alla medicina universitaria.

Nel lontano 30 giugno, il nostro blog segnalo' con allarme il "siluro" proveniente da Roma:

http://meduni.blogspot.com/2007/06/il-siluro-che-viene-da-roma.html

Purtroppo la situazione sta evolvendo con estrema gravita', sembra quasi nell'indifferenza dei medici universitari. Fortunatamente il CUN si e' mosso, ha protestato, ma non pare con grandi risultati.

Il CIPUR, Coordinamento Intersedi dei Professori Universitari di Ruolo, sicuramente una delle associazioni culturali e sindacali piu' attente ed attive, sta agendo formalmente.

Invito a leggere le due ultime comunicazioni in merito:

http://www.cipur.it/COMUNICATI/COMUNICATI2007/COMUNICATO%20CIPUR-29-10-07-%20MEDICINA%20UNIVERSITARIA.pdf

http://www.cipur.it/COMUNICATI/COMUNICATI2007/COMUNICATO%207-11-2007.pdf

Mi auguro che al prossimo Consiglio di Facolta' si discuta anche e soprattutto di questo, oltre alle solite scartoffie.