mercoledì 20 agosto 2008

Lettera aperta a Giovanni Bissoni




Egregio dott. Giovanni Bissoni
Assessore Regionale alle Politiche per la Salute:

Recentemente, un suo "dipendente", dott. Augusto Cavina, direttore generale dell' Aosp di Bologna, ha richiesto al mio "datore di lavoro", prof. Pier Ugo Calzolari, Rettore di Unibo, di aprire un procedimento disciplinare nei miei confronti, di cui puo' trovare ampi dettagli nel presente blog.

Concluso tale procedimento disciplinare con l'erogazione del provvedimento disciplinare della censura (rimprovero scritto), sarei lieto se lei volesse attentamente valutare l'opportunita' di aprire un procedimento disciplinare nei confronti del suo prestatore di lavoro, dott. Augusto Cavina. E' mia convinzione, infatti, che il dott. Augusto Cavina, in qualita' di direttore generale dell' Aosp di Bologna, da lei nominato, sia stato, in piu' di una occasione, inadempiente degli obblighi contrattuali ovvero il suo comportamento e le sue decisioni siano meritevoli di una approfondita indagine disciplinare in merito all'attivita' produttiva, all'organizzazione del lavoro ed al regolare funzionamento della stessa. Cerchero' brevemente di riassumere e motivare questa mia convinzione.

Innanzitutto partirei ricordando che il dott. Cavina svolge un lavoro pubblico pagato con denaro pubblico. Per il lavoro da lui prestato come direttore generale dell' Aosp di Bologna percepisce circa 180.000 euro annui. Non e' mia intenzione giudicare se tale stipendio sia alto o basso, credo comunque che la qualita' del lavoro prestato per 180.000 euro debba essere attentamente analizzata e valutata.

La direzione generale del Policlinico Sant'Orsola, mi permetta di chiamarlo cosi' invece che Aosp di Bologna, negli ultimi anni ha portato ad una progressiva minore attrattiva extraregionale dei pazienti. Questo e' un indice che il nostro Policlinico non e' visto piu' come nel passato come centro di riferimento e di eccellenza a livello nazionale. Non so perche' esattamente questo sia avvenuto, ma e' un dato obiettivo. Chi guidava la Ferrari prima andava piu' veloce, se si puo' fare un paragone automobilistico.

Il declino dell'immagine esterna e' spesso il segno di un profondo disagio interno che non permette di presentarsi attraenti e competitivi sul mercato nazionale della salute. E tale disagio interno c'e' tutto. L'opera del "suo" direttore generale ha progressivamente frantumato le aggregazioni diagnostico-terapeutiche proprie delle Unita' Operative Complesse (UOC), creando un'artificiosa miriade di strutture semplici dipartimentali (SSD). Tale politica, degna erede del principio storico del divide et impera, se da un lato puo' avere qualche giustificazione nella logica della gestione del potere, dall'altro crea ostacoli e barriere nell'espletamento dei complessi percorsi clinici ed assistenziali, nei quali il coordinameto e l'organizzazione sono essenziali per fornire una prestazione sanitaria qualificata e multidisciplinare. In altri termini, troppi sono autorizzati a comandare e ad interagire sullo stesso processo, creando di fatto intoppi e rallentamenti. Inoltre questa politica ha favorito lo sgretolarsi ed il frantumarsi di ogni tipo di "scuola" clinico-terapeutica, un tempo fondamento dell'eccellenza del nostro Policlinico. Gli attuali DAI (dipartimenti ad attivita' integrata) rappresentano di fatto dei veri condominii in cui i condomini sono assai ben poco integrati. Spesso, infatti, le riunioni dei consigli dei DAI assomigliano piu' ad una riunione condominiale di piccoli proprietari o affittuari impettiti e disgregati che ad un direttivo di un organismo assistenziale impegnato ad armonizzare gli sforzi per il bene della salute dei cittadini.

Fatto accessorio e non secondario, e' che la moltiplicazione delle SSD e dei centri di costo va contro la reiterata proclamazione della razionalizzazione dei costi. Oggi si spende al Sant'Orsola in "medical devices" ben di piu' di tre anni fa, e questo non solo perche' la Medicina e' progredita, e con essa le possibilita' interventistiche, ma perche' talvolta chi e' chiamato ad operare non ha quel sufficiente background scientifico-culturale e quell'esperienza che gli permettono di ottenere ottimi risultati qualitativi anche operando "in economia".

Altro aspetto dell'operato del "suo" dipendente da sottoporre a mio avviso a valutazione e' il rapporto con la Facolta' di Medicina. L'Aosp di Bologna e' un' Azienda Ospedaliero-Universitaria ad attivita' assistenziale integrata tra la componente universitaria e quella ospedaliera. Con l'avvento del dott. Cavina a direttore generale abbiamo assistito, per la prima volta o quasi nella storia del nostro Policlinico, a ripetute nomine di direttori di UO senza la benche' minima consultazione con la facolta' medica. Puo' un uomo cosi' guidare un'azienda mista, guadagnandosi il consenso ed il rispetto di entrambe le componenti? Puo' un uomo cosi', che si ostina ad avallare una illegittima ed indecente sperequazione stipendiale tra medici universitari e medici ospedalieri, essere considerato un direttore "integrato"?

Dopo questa disamina di aspetti generali, mi si permetta di scendere in aspetti piu' particolari. In qualita' di assessore regionale alla sanita' sono fermamente convinto che lei abbia a suo tempo scelto per la nostra Aosp quello che lei stesso credeva fosse il meglio sulla piazza. I giudizi possono pero' anche cambiare nel tempo, soprattutto quando il soggetto analizzato sembra recidivo in alcuni suoi comportamenti.

Il disprezzo per il consenso e l'autoritarismo del dott. Cavina credo le dovessero essere gia' note fin dall'epoca di Modena dove, in eguale posizione, il direttore generale si imbarco' nella vicenda della sospensione del direttore dell'unita' cardiologica, prof. Giorgio Mattioli, nonostante l'indagine della commissione paritetica sull'operato del prof. Mattioli non desse elementi di supporto in tal senso. Cavina motivo' sostanzialmente la sospensione per inadeguatezza organizzativa ed assistenziale. Il TAR diede poi ragione al sospeso con conseguenze anche di pesante risarcimento economico per l'azienda modenese.

Un altro sospetto "vizio" del dott. Cavina e' quello delle consulenze. Difeso a Modena, nel procedimento avviatogli contro dal prof. Mattioli, dall' avv. Giancarlo Pazzaglia, il dott. Cavina, non appena fu nominato direttore dell' AUSL Citta' di Bologna, vide bene di affidare allo stesso avvocato una ricca consulenza di 75.000 euro circa per "rappresentanza legale" dell' AUSL. Appare curioso notare inoltre come l'avvocato in questione sia stato anche il legale della prof. Maria Paola Landini nella vicenda di concorsopoli. I legami tra il Cavina e la Landini e le relative vicende credo le siano ben noti.

Il problema della recidiva sembra riproporsi nuovamente anche all' Aosp di Bologna. Credo che gli incarichi di consulenze esterne avallate dalla direzione generale Cavina dovrebbero essere attentamente analizzate e valutate. Val la pena ricordare, come lei ben sa, che nella pubblica amministrazione gli incarichi di consulenze esterne devono rispondere obbligatoriamente ai seguenti requisiti e condizioni: specificita' e temporaneita' dell'incarico, oggettiva qualificazione dell'esperto prescelto, carenza di figure professionali interne a cio' dedicate, concreta utilizzabilita' ed effettiva utilizzazione.

A parte i costi economici per l'Aosp che le consulenze comportano, mi preme richiamare l'attenzione soprattutto sul punto della "carenza di figure professionali interne a cio' dedicate". Questo punto lo ritengo di particolare importanza perche' la nomina di un consulente esterno con compiti e funzioni che si sovrappongono e, di fatto esautorano, i compiti ed i ruoli di eventuale personale dipendente, esistente e qualificato professionalmente, comporta un ulteriore aspetto negativo che va al di la' del mero calcolo economico. Si tratterebbe in questi casi di un comportamento della direzione generale fortemente demotivante e lesivo dell'identita' e dignita' umana e professionale del personale dipendente dell'azienda, tale da motivare e giustificare il ricorso del dipendente a causa di lavoro. Ho elementi e dati per credere che questo si sia verificato nel nostro Policlinico almeno in due settori aziendali.

In tutta questa analisi ho volutamente tralasciato la vicenda Severini-Corrado e le sue conseguenze, di cui lei e' ben al corrente. Al di la' del giudizio sulla giustificazione o meno del provvedimento sospensivo nei confronti del dott. Severini e del licenziamento del dott. Corrado, mi preme evidenziare come le modalita' comportamentali della direzione abbiano di fatto creato una reazione ed uno scollamento con le componenti sindacali dei medici che non hanno precedenti e che paiono meritevoli di attenta analisi e valutazione.

Infine, appare dalla recente storia del nostro Policlinico come sia alquanto frequente l'affidamento di incarichi, lavori ed opere da svolgere nell'azienda o per conto dell'azienda senza alcun tipo di gara, ma bensi' ricorrendo direttamente a trattativa privata.

In conclusione, egregio Assessore, sono qui a chiederle di aprire un procedimento disciplinare nei confronti del dott. Augusto Cavina, teso ad analizzare ed a valutare se nelle vicende da me evidenziate si possano configurare notevoli inadempimenti degli obblighi contrattuali ovvero sussistano ragioni inerenti all'attivita' produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa tali da richiedere l'adozione di provvedimenti disciplinari. In vista anche delle prossime elezioni amministrative, l'allontanamento del dott. Cavina dall'Aosp di Bologna potrebbe essere visto da molti come un comportamento meritorio operato dalla giunta regionale.

In fede,


Dr. Stefano Brillanti


mercoledì 13 agosto 2008

Con commento



(click on image to enlarge)

Il provvedimento disciplinare si e' concluso con un rimprovero scritto (censura). Di fatto, le accuse inizialmente avanzate avrebbero previsto, se provate e giudicate, sanzioni disciplinari dalla multa alla sospensione temporanea dal lavoro. In realta', la difesa ha dimostrato l'infondatezza di tali accuse e, pertanto, il reato contestato e' stato derubricato a "irregolare condotta" e sanzionato col rimprovero scritto. Concordo e condivido in buona parte.

La vicenda si presta ad alcuni commenti. Al di la' delle immediate e comprensibili reazioni avverse al provvedimento, visto come "tentativo di censurare il dissenso con il pretesto di tutelare il prestigio dell'università", credo che il fatto offra spunti interessanti.

1. Perche' e' stato avviato il provvedimento? Non credo che sia partito dal Magnifico Rettore. Ho invece elementi per ritenere che il provvedimento sia stato richiesto, sollecitato, preteso dal nostro Direttore Generale, dott. Augusto Cavina. Questo fatto indica due cose: (a) l'Ospedale nella sua struttura ed organizzazione non tollera il dissenso e cerca in tutti i modi di sopprimerlo, (b) esiste, obiettivamente, una intesa, oserei dire una certa forma di accondiscendenza "pre-set" del Rettorato nei confronti dell'Azienda, per cui se l'Azienda chiede ed insiste si deve procedere ed accondiscendere. Sono due situazioni a mio modo interpretabili negativamente. Dapprima, l'integrazione tra Ospedale ed Azienda non puo' che essere molto problematica, poiche' si tratta di due mondi intellettualmente, storicamente e culturalmente diversi, che non possono essere diretti da chi e' messo al potere in modo non elettivo e, per di piu', mediante trame sentimentali. Inoltre, la sudditanza dell'attuale rettorato nei confronti dell'azienda potrebbe configurare una mancanza di indipendenza, indispensabile e da tutelare a tutti i costi.

2. Perche' il provvedimento si e' concluso "solo" con un rimprovero scritto? Verosimilmente, perche', al di la' di tutto, le norme e le regole in ambito universitario esistono ancora ed ancora vengono interpretate ed applicate in modo sufficientemente obiettivo. Il dissenso, la libera opinione sono i cardini della cultura umanistica, di cui l'Universita' e' garante. Gli universitari non devono temere in alcun modo di impegnarsi attivamente, di dire, sostenere e combattere per i loro ideali, per la loro liberta', identita' e dignita'. Tutto cio' in cui si crede si deve dire apertamente. Lasciamo che sia la Direzione Aziendale a vivere nella mancanza di dissenso e liberta' espressiva, noi no!

3. Ovviamente, i contenuti vanno espressi in modo educato e corretto. E' opinabile se i modi espressivi di alcuni post di questo blog abbiano configurato o meno una "irregolare condotta". Sta di fatto che accetto il rimprovero, anche perche' e' un rimprovero sui modi e non sui contenuti.

La battaglia contro "questa" aziendalizzazione della medicina universitaria e' legittima e sacrosanta. E' invece illegittimo (anche se, purtroppo, non sempre illegale) gran parte del comportamento della Direzione Aziendale nei confronti dei medici universitari (vedi, non da ultimo, l'indegna sperequazione stipendiale). Ma con un'azione gagliarda, costante ed unita la Facolta' Medica puo' tornare al lustro ed al potere che le compete, con o senza l'aperto appoggio rettorale. Certo non sarebbe male vedere qualche intervento palese in piu' da parte degli universitari. Purtroppo la nostra Facolta' e' ricca di molti don Abbondio... che hanno paura di esporsi e tendono a defilarsi. Ma non si deve disperare mai.

... per aspera ad astra ...


lunedì 11 agosto 2008

Feriae Augusti



Ottaviano Augusto
(bronzo, British Museum)


Buon Ferragosto a tutti.

Per il bene di tutti noi del Policlinico, auguriamoci che quest'anno le "feriae augusti" durino definitivamente.

In attesa di un autunno "caldo" di vera clinical governance!



lunedì 4 agosto 2008

Onore a un grande



Alexander Solzhenitsyn
(1918 - 2008)