Elezioni rettore: la roulette russa
E cosi' si e' deciso di andare alla roulette russa!
Provo a spiegarmi: l'uscita di scena, ampiamente prevista e prevedibile di Andrea Segre' dalla corsa per il rettorato, "libera" circa 400 voti. Apparentemente e formalmente Segre' non ha formulato nessun patto o nessuna indicazione di voto da suggerire al suo elettorato. In pratica, se si prova ad analizzare e ad interpretare il voto dell'elettorato di Segre' in un'ottica di "appartenenza" piu' che di "coscienza" si capisce come una buona percentuale dei suoi votanti potranno convogliare su Giorgio Cantelli Forti.
Cantelli Forti e' il candidato bravo ed in gamba, rappresenta il manager "ideale" per traghettare l'Universita' in un momento di crisi. Ha un curriculum lusinghiero, e di fronte ad ogni problema che gli viene posto sembra avere la ricetta giusta per la soluzione. E' sostenuto apertamente sia da ambienti massonici sia da Comunione e Liberazione. In piu' gode della logica e del clima politico dell' alternanza del dopo Calzolari, nei confronti del quale si propone come l'artefice della discontinuita'.
Eppure, nonostante tutti questi pregi, Cantelli Forti non e' "ancora" riuscito a sfondare. Troppo pragmatico e tecnicista, sicuramente garante degli interessi degli ordinari sessantenni, non e' riuscito a convincere la maggioranza dei ricercatori. Ai ricercatori piace sperare di poter "rifondare" l'Universita' sul piano sia scientifico, sia culturale, sia morale. Piace poter sperare in un rinnovamento sostanziale dalle logiche clientelari, corporativiste e concorsopoliane che affliggono il sistema Universitas. Piace sperare nella valorizzazione della meritocrazia dei candidati autonomi ai concorsi e non dei delfini delle corporazioni. Un candidato sostenuto dalle due maggiori lobby della nostra Alma Mater come puo' farsi paladino dell'autonomia dai poteri forti e dagli interessi degli ordinari post-baroni? Non so, non credo.
Dario Braga, all'opposto, ha saputo far leva su tutti i piu' profondi desideri ed istinti di rinnovamento dei ricercatori, e non solo, coagulando intorno a se gente in gamba e propositiva. Eppure, anche lui, con le sue forze non e' riuscito a sfondare. Ha rappresentato agli occhi di tutti il segno tangibile di una forza docente, considerata dai piu' degli ordinari come "peones", che non e' piu' disposta ad abbassare la testa ed ad ingurgitare in silenzio. Questa forza e' giovane, entusiastica e si sente investita di una nuova e profonda "missione" di rinnovamento: un sogno che puo' diventare realta'. Certamente Braga, all'opposto di Cantelli Forti, ha saputo far sognare, forse talvolta ha saputo anche "incantare". Una buona porzione di chi lo segue e' animata da un sano "fanatismo". Braga, pertanto, non poteva disilludere il suo elettorato, ed ha rilanciato la sfida convinto di poter raccogliere molti dei consensi precedentemente andati su Segre'.
L'aver alzato la posta e le aspettative fa si' che nel caso, secondo noi probabile, in cui lunedi' sera Dario Braga arrivi ancora terzo, e quindi fuori dal ballottaggio, la delusione nei suoi fans possa essere molto cocente. E dopo, allora? Allora e' possibile uno scoramento ed una disillusione che porti buona parte del suo elettorato a non votare al ballottaggio, aprendo di fatto le porte del rettorato a Giorgio Cantelli Forti.
Chi in tutta questa campagna elettorale ha, a nostro avviso, saputo coniugare al meglio pragmatismo ed idealita', scienza, cultura ed etica, autonomia ed indipendenza, e' stato Ivano Dionigi. Ed il secondo turno elettorale gliene ha dato ragione. Per di piu', nell'incontro pubblico di giovedi' 21 scorso, ha ribadito la sua intenzione a nominare un pro-rettore alla ricerca, ruolo in cui, come abbiamo gia' piu' volte ribadito, vedremmo perfettamente operare Dario Braga.
Riportiamo il testo della lettera inviata oggi a tutti noi da Ivano Dionigi:
- l’autonomia: valore primario della comunità universitaria intesa come autorità scientifica, culturale e morale; un’autonomia da declinare in tutte le sue forme e da esercitare anche nel voto di lunedì quale espressione di coscienza e non di appartenenza;
- il riconoscimento e la valorizzazione delle specificità all’interno dell’Ateneo e verso l’esterno: da una parte si tratta di cogliere e sviluppare le enormi potenzialità di ricerca scientifica e di sperimentazione didattica di un Ateneo ricchissimo di saperi; dall’altra di metterli in relazione con le domande provenienti dai diversi settori e soggetti della società, per coniugare le esperienze acquisite con le istanze di rinnovamento, la scienza con l’etica, le certezze con le speranze;
- l’apertura di una nuova stagione nella quale il Rettore – al riparo da manicheismi, settarismi e autocelebrazioni – sappia governare la quotidianità, guidare l’Amministrazione, interpretare e costruire il futuro. Una nuova stagione di governo che punti su donne e uomini nuovi.
Alla luce di tali idee e propositi sono convinto che esistano tutte le condizioni per realizzare fin da ora la più ampia convergenza degli elettori, miei unici referenti dell’intera campagna elettorale.
Con i saluti più cordiali,
Ivano Dionigi "
Riteniamo che il futuro Rettore debba essere eletto a maggioranza e non al ballottaggio. La maggioranza conferisce un ampio mandato di consensi, mentre il ballottaggio rappresenta una roulette russa che onestamente non ci piace.
A conclusione di questa campagna, e nonostante consigli, inviti e pressioni a "pensarci bene", Meduni riconferma la propria scelta e la propria indicazione di voto per il prof. Ivano Dionigi.
Cantelli Forti e' il candidato bravo ed in gamba, rappresenta il manager "ideale" per traghettare l'Universita' in un momento di crisi. Ha un curriculum lusinghiero, e di fronte ad ogni problema che gli viene posto sembra avere la ricetta giusta per la soluzione. E' sostenuto apertamente sia da ambienti massonici sia da Comunione e Liberazione. In piu' gode della logica e del clima politico dell' alternanza del dopo Calzolari, nei confronti del quale si propone come l'artefice della discontinuita'.
Eppure, nonostante tutti questi pregi, Cantelli Forti non e' "ancora" riuscito a sfondare. Troppo pragmatico e tecnicista, sicuramente garante degli interessi degli ordinari sessantenni, non e' riuscito a convincere la maggioranza dei ricercatori. Ai ricercatori piace sperare di poter "rifondare" l'Universita' sul piano sia scientifico, sia culturale, sia morale. Piace poter sperare in un rinnovamento sostanziale dalle logiche clientelari, corporativiste e concorsopoliane che affliggono il sistema Universitas. Piace sperare nella valorizzazione della meritocrazia dei candidati autonomi ai concorsi e non dei delfini delle corporazioni. Un candidato sostenuto dalle due maggiori lobby della nostra Alma Mater come puo' farsi paladino dell'autonomia dai poteri forti e dagli interessi degli ordinari post-baroni? Non so, non credo.
Dario Braga, all'opposto, ha saputo far leva su tutti i piu' profondi desideri ed istinti di rinnovamento dei ricercatori, e non solo, coagulando intorno a se gente in gamba e propositiva. Eppure, anche lui, con le sue forze non e' riuscito a sfondare. Ha rappresentato agli occhi di tutti il segno tangibile di una forza docente, considerata dai piu' degli ordinari come "peones", che non e' piu' disposta ad abbassare la testa ed ad ingurgitare in silenzio. Questa forza e' giovane, entusiastica e si sente investita di una nuova e profonda "missione" di rinnovamento: un sogno che puo' diventare realta'. Certamente Braga, all'opposto di Cantelli Forti, ha saputo far sognare, forse talvolta ha saputo anche "incantare". Una buona porzione di chi lo segue e' animata da un sano "fanatismo". Braga, pertanto, non poteva disilludere il suo elettorato, ed ha rilanciato la sfida convinto di poter raccogliere molti dei consensi precedentemente andati su Segre'.
L'aver alzato la posta e le aspettative fa si' che nel caso, secondo noi probabile, in cui lunedi' sera Dario Braga arrivi ancora terzo, e quindi fuori dal ballottaggio, la delusione nei suoi fans possa essere molto cocente. E dopo, allora? Allora e' possibile uno scoramento ed una disillusione che porti buona parte del suo elettorato a non votare al ballottaggio, aprendo di fatto le porte del rettorato a Giorgio Cantelli Forti.
Chi in tutta questa campagna elettorale ha, a nostro avviso, saputo coniugare al meglio pragmatismo ed idealita', scienza, cultura ed etica, autonomia ed indipendenza, e' stato Ivano Dionigi. Ed il secondo turno elettorale gliene ha dato ragione. Per di piu', nell'incontro pubblico di giovedi' 21 scorso, ha ribadito la sua intenzione a nominare un pro-rettore alla ricerca, ruolo in cui, come abbiamo gia' piu' volte ribadito, vedremmo perfettamente operare Dario Braga.
Riportiamo il testo della lettera inviata oggi a tutti noi da Ivano Dionigi:
" Colleghe, Colleghi, Studenti,
vi scrivo in previsione del voto di lunedì 25, non per ritornare sul mio programma ma solo per condividere con voi alcune riflessioni che ribadiscano la mia idea di Università e il ruolo decisivo di ognuno di noi. Ecco tre punti che ritengo irrinunciabili:
- l’autonomia: valore primario della comunità universitaria intesa come autorità scientifica, culturale e morale; un’autonomia da declinare in tutte le sue forme e da esercitare anche nel voto di lunedì quale espressione di coscienza e non di appartenenza;
- il riconoscimento e la valorizzazione delle specificità all’interno dell’Ateneo e verso l’esterno: da una parte si tratta di cogliere e sviluppare le enormi potenzialità di ricerca scientifica e di sperimentazione didattica di un Ateneo ricchissimo di saperi; dall’altra di metterli in relazione con le domande provenienti dai diversi settori e soggetti della società, per coniugare le esperienze acquisite con le istanze di rinnovamento, la scienza con l’etica, le certezze con le speranze;
- l’apertura di una nuova stagione nella quale il Rettore – al riparo da manicheismi, settarismi e autocelebrazioni – sappia governare la quotidianità, guidare l’Amministrazione, interpretare e costruire il futuro. Una nuova stagione di governo che punti su donne e uomini nuovi.
Alla luce di tali idee e propositi sono convinto che esistano tutte le condizioni per realizzare fin da ora la più ampia convergenza degli elettori, miei unici referenti dell’intera campagna elettorale.
Con i saluti più cordiali,
Ivano Dionigi "
Riteniamo che il futuro Rettore debba essere eletto a maggioranza e non al ballottaggio. La maggioranza conferisce un ampio mandato di consensi, mentre il ballottaggio rappresenta una roulette russa che onestamente non ci piace.
A conclusione di questa campagna, e nonostante consigli, inviti e pressioni a "pensarci bene", Meduni riconferma la propria scelta e la propria indicazione di voto per il prof. Ivano Dionigi.


5 COMMENTI:
Bravo Brillanti soprattutto per la coerenza, non era facile dopo la pubblica reprimenda del prof.Cantelli di giovedì u.s. fuori luogo e chiara manifestazione di nervosismo...
"..... nel codice etico bisognerebbe inserire un articolo che inviti il Rettore in carica a non fare propaganda e soprattutto terrorismo verso altri candidati al Rettorato (venerdì mattina c'era la processione dei proff. di Scienze, a partire dal Preside, convocati per lo scopo ben definito di convincerli a lasciare Braga per Dionigi). Il Rettore avrebbe detto che dipende dalla Facoltà di Scienze non andare al ballottaggio!"
Bisognerebbe anche evitare che i candidati, attraverso sostenitori assai vicini, facessero girare (ad urne aperte) richieste di adesione a successivi appelli... Farmacia militarizzata, ma i buoi sono ormai scappati...
La cosa più grave è che il TAR ha già dato il suo parere per la sospensiva del pensionamento degli ordinari a 70 aa per molti proff di Medicina che hanno ricorso: Bianchi, Roda, Melchionda, etc etc e quindi non cambierà niente fino a 72 aa ce li dobbiamo tenere questi baroni, indipendentemente dal Rettore che verrà...
"Apparentemente e formalmente Segre' non ha formulato nessun patto o nessuna indicazione di voto da suggerire al suo elettorato. In pratica, se si prova ad analizzare e ad interpretare il voto dell'elettorato di Segre' in un'ottica di "appartenenza" piu' che di "coscienza" si capisce come una buona percentuale dei suoi votanti potranno convogliare su Giorgio Cantelli Forti.
" NON CI CHIAPPI PROPIO MAI ... MA CHE NE SAI DELL'ELETTORATO DI SEGRE'? ..
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