lunedì 24 agosto 2009

Influenza suina (H1N1): proviamo a ragionare




Passata la pausa estiva, le autorita' sanitarie, civili, e militari si stanno preparando, a livello mondiale, a sferrare la piu' grande offensiva psicologica e mediatica sull'intera popolazione nel nome della "pandemia" H1N1. Sono previsti poteri speciali sovra-nazionali che obbligheranno gli stati ad adeguarsi, limitando seriamente la liberta' e l'autodeterminazione delle popolazioni civili. Nulla di simile si e' mai registrato nella storia moderna e dovrebbe portare alla vaccinazione "obbligatoria" di centinaia di milioni (!) di cittadini, per lo piu' bambini, ragazzi e giovani adulti, nel breve arco di tempo di 6-9 mesi.

Ovviamente si tratta di un giro di affari colossale. Ma non e' questo il punto che vorrei sottolineare. Vorrei invece sottolineare come questo "fast track" portera' ad inoculare in milioni di persone un farmaco che non ha superato tutti i passaggi richiesti e necessari per accertarne la safety and efficacy.

Infatti la WHO (OMS) afferma, in data 6 agosto, che:

" Time constraints mean that clinical data at the time when pandemic vaccines are first administered will inevitably be limited. Further testing of safety and effectiveness will need to take place after administration of the vaccine has begun.

For these reasons, WHO advises all countries administering pandemic vaccines to conduct intensive monitoring for safety and efficacy, and many countries have plans in place for doing so. On the positive side, mass vaccination campaigns can generate significant safety data within a few weeks.

International sharing of data from such post-marketing surveillance will be vital in guiding risk-benefit assessments and determining whether changes in vaccination policies are needed. WHO has developed standardized protocols for data collection and reporting in real-time, and will communicate findings to the international community "

Credo che tutti noi, da ricercatori, medici e, come si diceva un tempo, uomini di scienza, dovremmo rimanere sconcertati e preoccupati di fronte a questa prospettiva. In particolare chi di noi ha figli di giovane eta' dovrebbe per lo meno chiedersi se sia risk-benefit acceptable iniettare in loro un vaccino di cui non conosciamo ancora ne' la reale efficacia ne' soprattutto la sicurezza e tollerabilita'.

Tutto questo sarebbe giustificabile solo ed esclusivamente di fronte ad una pandemia virale con un tasso di morbidita' e mortalita' alto e preoccupante. Stando ai dati ufficiali WHO (OMS) al 13 agosto hanno contratto l'infezione da virus influenzale H1N1 nel mondo 182.166 soggetti, mentre i morti collegabili all'infezione sono stati 1.799, ovvero lo 0,98% (meno dell' 1 per cento !). Se consideriamo che le difese immunitarie acquisite contro il virus H1N1 dovrebbero essere praticamente assenti, data la non pregressa circolazione interumana dello stesso, questo significa che la virulenza di H1N1 e' di per se' bassissima. Possono queste cifre giustificare una vaccinazione "obbligatoria" di massa con un vaccino non ancora sufficientemente testato per safety and efficacy? Puo' la comunita' medico-scientifica della nostra Universita' e del nostro Policlinico assistere in silenzio di fronte a tutto questo? Non credo, soprattutto se abbiamo identita' e dignita' di medici e ricercatori.

Riporto, al termine di queste considerazioni, il link ad una interessante intervista del settimanale Der Spiegel al Dr. Tom Jefferson, epidemiologo della Cochrane Collaboration, che vale la pena di leggere e meditare:

http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,637119,00.html

Dulcis in fundo, i vaccini, prodotti da diverse aziende farmaceutiche, che saranno inoculati in Italia a partire dal 15 novembre, non avranno ne' scheda tecnica ne' foglietto illustrativo (sic!).

A wake-up call per tutti i Comitati Etici, non credete?


mercoledì 19 agosto 2009

SMS al volante

Interessante video della polizia gallese, credo utile in periodo di esodo e controesodo automobilistico: