venerdì 25 settembre 2009

Come polli in batteria




Il Consiglio di Facolta' di ieri, giovedi' 24 settembre, e' stato caratterizzzato da due momenti principali, diametralmente opposti e vagamente "schizoidi": l'intervento dell'ospite della facolta', prof. Fabio Roversi Monaco, ex-Rettore e Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, e dell' ing. Gianni Plicchi.

Roversi Monaco ha ricordato come l'Aula Magna delle Nuove Patologie, recentemente ristrutturata grazie al contributo della fondazione, sia un'aula universitaria e, piu' precisamente, l'Aula Magna della Facolta' di Medicina e come l'autonomia dell'universita' vada sostenuta e difesa da ogni tentativo di ingerenza e sopraffazione da parte della Regione e dell'Azienda Ospedaliera. Parole sacrosante e giustamente applaudite dai membri del consiglio di facolta'.

Al contrario, la presentazione del piano edilizio del policlinico, da parte dell' ing. Plicchi, ricco di dettagli su come si dovranno realizzare gli spostamenti degli studi medici, delle aule didattiche e dei laboratori di ricerca, interessati dai prossimi cantieri di ampliamento e ristrutturazione edilizia, ha rappresentato un contraltare aspro e "schizoide" alle parole di Roversi Monaco.

Tutta la progettazione, conduzione e realizzazione del piano di sviluppo edilizio e' stata ideata e realizzata dalla Direzione dell'Azienda Ospedaliera senza tenere conto di ottimizzare i percorsi assistenziali in funzione della ricerca e della didattica. Inoltre, nessun medico universitario e' stato attivamente coinvolto nel gruppo multidisciplinare che ha svolto il progetto. A giochi fatti, e con scadenze prefissate da accordi presi dalla direzione aziendale, si impone, senza apparente diritto di replica, ai medici universitari, ed anche ospedalieri, di sloggiare dai loro studi, di abbandonare spazi dedicati alla didattica e formazione, di chiudere i propri laboratori di ricerca e di traslocare forzatamente in nuovi spazi in cui le aulette didattiche interne non esistono, in cui non vi sono spazi dedicabili ai laboratori interni ed in cui gli spazi per gli studi medici sono stati computati e previsti come se si trattasse di polli in batteria d'allevamento (3 mq per specializzando, 6 mq per medico junior, 12 mq per medico senior, ecc...).

Ebbene, chi e' il referente della Facolta' Medica a cui il nostro Preside, prof. Sergio Stefoni, ha dato carta bianca e con cui i poveri medici e ricercatori sfrattati e sloggiati si devono interfacciare per rimediare la propria cubatura nelle "battery cages"? Il referente e' il prof. ing. Gianni Plicchi.

Ma chi e' Gianni Plicchi? E' la persona indicata ed ideale per garantire e salvaguardare gli interessi dei medici universitari di fronte alla progressiva usurpazione aziendale? Probabilmente, il nostro Signor Preside ritiene di si'. In fondo Gianni Plicchi e' membro della nostra Facolta' di Medicina: e' professore associato di bioingegneria industriale (ING-IND/34), ed e' esperto di tecnologie biomediche. Se, da un lato, le sue competenze "tecniche" sono acclarate, e' nostra convinzione che Gianni Plicchi non possa essere libero di garantire la tutela necessaria ai medici universitari, senza trovarsi costantemente in un pieno "conflitto d'interesse". Se non altro, per il fatto che e' sul libro paga dell'Azienda Ospedaliera da decenni.

Lo Studio Plicchi, di cui il prof. ing. Gianni Plicchi e' titolare e responsabile, svolge attività di analisi, progettazione e direzione lavori di strutture sanitarie integrate, industriali, civili e sistemi di arredamento con contenuti tecnologici, ove si pongano problemi di interfacciamento tra struttura edilizia, organizzazione sanitaria e inserimento tecnologico. Negli ultimi dieci anni ha progettato opere budgettate per valore di circa un miliardo di euro. Fra queste progettazioni, prestazioni per opere con importo complessivo superiore ai 130 milioni di euro sono state fatte per conto dell'Azienda Ospedaliera. Potra' mai l'ing. Plicchi sentirsi libero di dare contro ai desiderata ed agli interessi della direzione aziendale? Potra' mai tutelare al meglio gli interessi ed i desiderata della componente medica universitaria, ogni qualvolta gli interessi ed i desiderata delle due componenti non siano convergenti?

Credo che tutta la vicenda si inserisca nella parodiosa pantomima che la componente medica universitaria continua a recitare nei confronti dell'Azienda Ospedaliera. Povere parole del prof. Fabio Roversi Monaco! Come sono state pronunciate invano, visto il modus operandi della nostra facolta', a partire dal suo preside.


1 commento:

Anonimo ha detto...

l'unica cosa intelligente di questo sito!!

Ora e sempre: FOLGORE!