giovedì 3 settembre 2009

Operazione trasparenza: difficile ora sostenere che non e' vero!




Grazie all'opera di Renato Brunetta, ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, le amministrazioni pubbliche, tra cui le aziende ospedaliere, sono state obbligate a pubblicare le retribuzioni annue versate ai loro dipendenti, compresi, quindi ed ovviamente, i "dirigenti" medici.

Se l'operazione trasparenza ha portato chiarimenti utili e necessari in seno ai medici dell' Auslona di Bologna, di converso ha rappresentato un vero e proprio tabu' "violato" nell'ambito dell' Azienda integrata ospedaliero-universitaria del Sant'Orsola, la nostra. Da anni, o meglio da decenni, i medici universitari operanti al policlinico lamentano una sperequazione stipendiale, a loro sfavore, nei confronti dei colleghi ospedalieri. Meduni si e' gia' occupato di portare qualche chiarimento in merito alcuni mesi fa:
http://meduni.blogspot.com/2009/01/stipendi-trattamento-equiparativo-o.html
ma l'annosa diatriba dell'adeguamento stipendiale (mediante equiparazione o aggiunta) e' risultata cosi' complessa da richiedere una commissione mista che alla fine, non ha concluso niente.

Il vero elemento mancante in ogni discussione ed analisi era la conoscenza reale e concreta degli stipendi dei colleghi ospedalieri. Oggi grazie alla trasparenza, voluta da Renato Brunetta, questo velo impenetrabile si e' dissolto improvvisamente. Il punto in discussione e' molto semplice: visto che ai medici universitari, equiparati a dipendenti ("dirigenti", pardon!) ospedalieri del SSR, vengono richiesti compiti assistenziali sostanzialmente identici, in qualita' e quantita', rispetto ai colleghi ospedalieri, compreso guardie notturne e festive, deve o non deve essere corrisposta una retribuzione stipendiale complessiva e lorda equivalente?

A nostro avviso, il problema cosi' posto e', sostanzialmente, mal-posto! I medici docenti universitari sono innanzitutto dipendenti dell'Universita' e non dell'Azienda Ospedaliera. Fanno capo e riferimento al Ministero della Pubblica Istruzione ed Universita' e non al Ministero della Sanita' (o Salute). Il loro compito istituzionale e' quello di insegnare (didattica) e fare ricerca. Per tali compiti vengono pagati dall'Universita'. Poiche', pero', il loro lavoro implica attivita' diretta ed indiretta di tipo clinico ed assistenziale a favore dei cittadini-pazienti, per il loro apporto lavorativo in favore del SSR, regolato mediante convenzione, devono ricevere, e di fatto ricevono, un trattamento stipendiale "aggiuntivo" al loro stipendio universitario, da parte del SSR.

Cosi' impostata la questione, si vede come la richiesta di un trattamento stipendiale equiparativo (nei confronti dei medici ospedalieri) sia mal posto e, tutto sommato, ingiustificato. Il vero problema non e' se il mio collega ospedaliero guadagna piu' o meno di me, in quanto il suo lavoro e' sostanzialmente diverso dal mio, e viceversa. Il vero problema e', invece, se viene rispettato il debito orario quantitativo che, sulla base della convenzione attuativa, mi e' richiesto in quanto medico universitario convenzionato per l'assistenza. Tale debito orario, da dedicare all'assistenza, deve corrispondere al 50% del debito orario settimanale complessivo (ovvero 19 ore per i docenti universitari a tempo pieno e 16,5 ore per i docenti universitari a tempo definito, guardie e turni di servizio inclusi). In aggiunta, ma qui la problematica diventa ulteriormente complessa, l'attivita' assistenziale, svolta dai medici docenti universitari, dovrebbe essere funzionale (cioe' pertinente, collegata) alla loro attivita' di didattica e di ricerca.

La situazione degenera solo ed esclusivamente ad opera della remissivita' stolta di noi "dipendenti" universitari e della proverbiale insipienza dei nostri direttori e primari. Poiche' in sostanza, per i piu' svariati motivi, tra cui anche quelli etici e deontologici, il carico di lavoro assistenziale deborda significativamente l'argine delle 19 ore settimanali e, di fatto, gli universitari si trovano a svolgere un'attivita' di assistenza clinica comparabile in quantita' e qualita' a quella degli ospedalieri, e molto spesso completamente scollegata dalla propria didattica e ricerca, nasce allora spontanea la richiesta di ricevere uno stipendi "equiparato". Ma tutto cio' e' sbagliato e non ha senso, se riflettiamo bene.

Gli universitari devono fare gli universitari, cioe' tutto un altro mestiere rispetto agli ospedalieri, e per tale motivo non ha senso richiedere una equiparazione stipendiale. Ha senso, ovviamente, ottenere un trattamento stipendiale aggiuntivo, rispetto allo stipendio erogato dall'Universita', ma questo gia' avviene. Ed avrebbe senso richiedere di svolgere un'attivita' assistenziale realmente funzionale ai propri ambiti di ricerca e didattica (difficile giustificare in tal senso una guardia interdivisionale di domenica o di notte, non credete?)

Il grande merito dell'operazione trasparenza e' stato quello, finalmente, di pubblicare gli stipendi degli ospedalieri. Questo dato concreto ci permette di verificare come, nella stragrande maggioranza dei casi, il mio vicino e collega medico ospedaliero, con cui lavoro gomito a gomito in reparto, in sala operatoria o in ambulatorio, ha uno stipendio superiore al mio. Era una cosa che sapevamo, ma che non riuscivamo a quantizzare. Adesso che, finalmente, lo abbiamo chiaro, limpido, cristallino e quantizzato, chi ce lo fa fare di svolgere ancora anche una sola ora in piu' di assistenza ospedaliera alla settimana? Ovviamente, ciascuno e' libero di fare quello che vuole e crede, ma poi non si lamenti o chieda, inutilmente, l'equiparazione stipendiale!

Con il rispetto, legale e legittimo, delle 19 ore di assistenza alla settimana per i medici universitari e, contemporaneamente, delle 38 ore settimanali per i medici specializzandi, il Policlinico Sant'Orsola si fermerebbe o quasi, ed il buon Cavina sarebbe costretto a richiedere una nuova convenzione attuativa, con una revisione del trattamento stipendiale aggiuntivo, se vuole piu' assistenza dagli universitari o, perlomeno, ad assumere nuovi giovani medici. Semplice, a mio avviso, sempre che i nostri direttori trovino quegli attributi che paiono scomparsi.

Per finire tre considerazioni:
1. Lo stipendio di un Cavina, Bongiovanni, Malaguti, Laus, Schiavina, Golfieri, Lunardelli, sembrano apparentemente alti, in realta' sono bassi o appena adeguati, se ci confrontiamo con gli standard europei.
2. Si', effettivamente, guardando in casa, i miei vicini e colleghi ospedalieri gastroenterologi ed internisti guadagnano alquanto piu' di me, ma, come ho detto, la cosa non mi interessa poiche' non facciamo lo stesso mestiere
3. La stampa richiede a gran voce la pubblicazione degli stipendi dei "baroni" universitari, aspettandosi che se un "dottore" guadagna cosi', un "professore" chissa' cosa guadagna! Bisognarebbe sicuramente che l'Universita' eseguisse anche lei la sua operazione trasparenza. Il rischio, pero', non e' tanto che trovi resistenze da parte di noi medici universitari per non svelare i ricchi guadagni, quanto per non fare la pubblica figura, con un po' di vergogna, di rendere manifesto che i professori universitari beccano meno soldi dei dottori ospedalieri!

Infine, inizio l'operazione trasparenza per quanto mi riguarda:

Ricercatore Universitario - Tempo definito - Classe III (12 anni effettivi di servizio)
Posizione funzionale corrispondente di dirigente medico con incarico dirigenziale professionale specialistico
Retribuzione annua lorda percepita nel 2008: 43.983 euro
Totale eccedenza ore di lavoro annuale svolte nel 2008: 342

Dal primo ottobre prossimo, 16,5 ore di assistenza alla settimana, non un minuto di piu'. Non sara' facile, ma mi impegnero'. Anche questo significa identita' e dignita'.


3 commenti:

Loris Giorgini ha detto...

continuo a leggere silenziosamente (non essendo medico) il blog.
senza fare commenti di sorta, sosterrò per quanto possibile "l'operazione trasparenza" per tutta la nostra Università.

Ricercatore Universitario confermato
Tempo Pieno - Classe III (9 anni effettivi di servizio)
Retribuzione annua lorda percepita nel 2008: 36.272 euro

Loris Giorgini
Rappresentante dei Ricercatori e Assistenti Universitari in Consiglio d'Amministrazione di UNIBO

Stefano Brillanti, M.D. ha detto...

E' un piacere ed un onore sapere che il nostro rappresentante in CdA segue il blog Meduni.

Un caro saluto,

Stefano

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)