mercoledì 25 novembre 2009

Nuovi macrosettori e SSD




Approvati dal Consiglio Universitario Nazionale (CUN) i nuovi macrosettori e settori scientifico-disciplinari (SSD) dell' Universita': LINK

Il parere generale del CUN al riguardo: LINK

Per chi fosse interessato ad approfondire, puo' trovare il testo completo delle Declaratorie dei SSD, redatte dal CUN, QUI

Buona lettura.


domenica 22 novembre 2009

Vademecum del debito orario assistenziale




I medici universitari non sono dei medici che fanno gli universitari, ma degli universitari che fanno anche i medici. Dipendono dall'Universita' e dal MIUR e non dall'Azienda Ospedaliera / USL e dalla Sanita'. Questo e' il presupposto dello stato giuridico del personale universitario medico vigente.

A parte ed oltre il D.P.R. n. 382, dell' 11 luglio 1980, la principale normativa di riferimento e' costituita dal D. Lgs. n. 517, del 21 dicembre 1999, che potete leggere e scaricare a questo LINK. Per quanto riguarda i presupposti del debito orario, l'articolo di riferimento e' il 5, comma 2, che demanda ai protocolli di intesa ed alle convenzioni attuative la regolamentazione dell'impiego del personale docente e ricercatore nelle attivita' assistenziali.

Per quanto riguarda il nostro Policlinico Sant' Orsola, i due documenti vigenti di riferimento per il debito orario sono:

1. "ACCORDO IN ATTUAZIONE DEL PROTOCOLLO D’INTESA TRA REGIONE E UNIVERSITÀ DELL’EMILIA-ROMAGNA, PER LE ATTIVITA’ ASSISTENZIALI TRA L’Università degli Studi di Bologna, rappresentata dal Magnifico Rettore in carica Prof. Fabio Alberto Roversi Monaco, giusta deliberazione del Consiglio di Amministrazione in data 25.5.99, E L’Azienda Ospedaliera di Bologna – Policlinico S.Orsola-Malpighi, rappresentata dal Direttore Generale Dott. Paolo Cacciari" del 28 maggio 1999. Si tratta della cosiddetta convenzione attuativa LINK.

2. "ACCORDO TRA L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BOLOGNA E L’AZIENDA OSPEDALIERA POLICLINICO S.ORSOLA- MALPIGHI SULLA RILEVAZIONE DEL DEBITO ORARIO DEL PERSONALE UNIVERSITARIO CONVENZIONATO EQUIPARATO ALLA DIRIGENZA SANITARIA" del 26 febbraio 2002 LINK.

Da questi due documenti locali di riferimento derivano i diritti e doveri degli universitari medici in convenzione, per quanto riguarda il loro debito orario da dedicare all'attivita' assistenziale:

- I docenti ed i ricercatori convenzionati per l’assistenza, che risultano equiparati alla dirigenza sanitaria, sono tenuti alla rilevazione del debito orario secondo il criterio dell’onnicomprensività, stante l’inscindibile connessione esistente tra didattica, ricerca ed assistenza.
- Il personale docente e ricercatore che ha optato per il rapporto di lavoro esclusivo e quindi si trova in regime di impegno universitario a tempo pieno, ha l’obbligo di registrare il proprio debito orario onnicomprensivo, nella misura di 38 ore settimanali.
- Il personale docente e ricercatore che ha optato per l’attività assistenziale extramuraria e, quindi, si trova in regime di impegno universitario a tempo definito ha l’obbligo di registrare il proprio debito orario onnicomprensivo nella misura di 33 ore settimanali.
- Devono intendersi ricomprese nella suddetta registrazione del debito orario onnicomprensivo le missioni, la partecipazione agli organi accademici e, più in generale, ogni impegno del personale universitario connesso al proprio stato giuridico.

Poiche' la maggioranza degli universitari medici, che lavorano al Sant' Orsola, si trova in regime di impegno a tempo pieno, faremo riferimento generale a 38 ore settimanali onnicomprensive da timbrare. Non e' possibile ne' ammessa una timbratura separata tra l'attivita' accademica e quella assistenziale. All'interno di questa timbratura oraria onnicomprensiva vanno incluse tutte le attivita' proprie universitarie (ricerca, didattica frontale e non frontale, formazione, ecc...) e tutte le attivita' connesse all'assistenza clinica (guardie, turni di servizio, ecc...).

Ma qual e' il limite orario, il debito orario da dedicare all'assistenza, in modo da poter mantenere una "reperibilita' mentale" e salvaguardare una quota di tempo "incomprimibile" da dedicare alla ricerca? La risposta e' semplice e viene dall'articolo 10, comma 2, della convenzione attuativa:

"Considerata l’unitarietà delle funzioni didattiche e di ricerca da quelle assistenziali, il debito orario assistenziale del personale medico e laureato non medico universitario a tempo pieno è da calcolarsi pari al 50% del debito orario complessivo del personale dirigente del S.S.N."

Pertanto, il debito orario da dedicare all'assistenza e' di 19 ore settimanali. Punto.

Siamo soliti, in Italia, a doverci districare tra leggi e norme difficili da comprendere, ermetiche e, talvolta, in contraddizione tra loro. Questa volta no. Tutto e' incredibilmente semplice e chiaro.

E' evidente che il debito orario assistenziale di 19 ore settimanali e' un diritto che deve essere garantito. Chi deve garantire il rispetto di questo diritto? Anche qui la risposta e' semplice: NON e' la Direzione Generale, ne' la Direzione Sanitaria, ne' la Direzione Medica dell'Azienda Ospedaliera. Non vi e' nessun presupposto giuridico per pretendere una disposizione aziendale in merito. Anche qui l'articolo 10, comma 2, della convenzione attuativa e' chiarissimo:

"Il debito orario assistenziale [...] e' articolato dal Responsabile dell’Unità Operativa, in base al piano di lavoro assistenziale dell’Unità Operativa medesima."

E' il Direttore / Primario dell' Unita' Operativa che stabilisce e sottoscrive i turni delle guardie, i turni di servizio ed i piani di lavoro all'interno dell'Unita' Operativa che lui stesso dirige, ed e' lui e solo lui il responsabile nel garantire il rispetto delle leggi e delle norme, comprese quelle che regolano il debito orario assistenziale dovuto dal personale universitario.

Trattandosi di un diritto calato nelle diverse unita' operative, il rispetto di questo diritto va richiesto in modo esplicito e formale, mediante una lettera da inviare al proprio Direttore o Primario. Nel mio caso specifico, io ho indirizzato una lettera al mio Direttore, prof. Enrico Roda, chiedendo che, dal mese successivo, io risultassi impiegato per un tempo massimo assistenziale di 19 ore settimanali (incluse guardie, turni di servizio, attivita' di reparto, consulenze ecc...). Il prof. Roda l'ha accordato e, dal mese scorso, questo e' operativo.

Ogni universitario medico, che voglia il rispetto del suo diritto circa il debito orario assistenziale, deve chiedere al suo direttore che questo rispetto sia garantito nei turni assistenziali, a partire dal mese successivo la propria richiesta. La lettera deve essere una comunicazione formale (io ho usato l'email con ricevuta di lettura, ma probabilmente una raccomandata A.R. sarebbe meglio). Se il direttore provvede a sottoscrivere i turni assistenziali garantendo le 19 ore settimanali, tutto Ok.

Se, invece, questo non avviene, bisogna conservare copia dei turni di servizio, da cui si evinca che, nonostante esplicita richiesta, il direttore abbia violato la legge, imponendo all'universitario medico un impegno assistenziale settimale superiore alle 19 ore. Raccolta la documentazione relativa ai turni assistenziali "illegali" di circa due mesi, ci si rivolge ad uno studio legale competente che procedera' ad inviare al direttore/primario una lettera formale di invito a rispettare la legge. State certi che nessuno dei nostri direttori vorra' incorrere in un'azione legale nei suoi confronti per questo.

Basta solo muoversi e, poi, smettere di lamentarsi per la troppa assistenza.


mercoledì 18 novembre 2009

Il Senato Accademico sui 70enni




Francamente non so proprio che cosa abbiamo eletto a fare la prof.ssa Paola Strocchi come rappresentante di area in Senato Accademico, ed infatti noi non l'abbiamo votata. Credo che dovrebbe essere compito dei rappresentanti negli organi accademici tenere informati i docenti e ricercatori su quanto viene discusso e deliberato. Ma questo non avviene. Mai Paola Strocchi ha inviato due righe via mail di resoconto. Per di piu', quando si sarebbe voluto sapere con precisione che cosa si era veramente detto e discusso in senato sul "caso Chiodo", ad esempio, la prof.ssa Strocchi in Consiglio di Facolta' era assente. A nostro avviso una elezione inutile.

Grazie, invece, alla cooperazione e trasparenza dell'operato di altri rappresentanti di area in senato accademico, possiamo riportare quanto esattamente ieri deliberato in senato sulla questione giusta e sacrosanta del pensionamento dei settantenni:

Trattenimento in servizio del personale docente ricercatore.

Il comma 7 dell’art.72 della legge 133/2008 stabilisce che è data facoltà all’amministrazione, in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali di accogliere la richiesta del trattenimento biennale in servizio del personale, in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente.
L’Ateneo, viste le recenti ordinanze del TAR Emilia-Romagna che hanno sospeso gli effetti della delibera, deve assumere una decisione in merito alle istanze presentate e definire senza ritardi la posizione di ciascun interessato, anche al fine di assicurare il regolare andamento della didattica e della ricerca.
Su proposta del MR, il SA si uniforma all’ordinanza TAR- ER ed emana le seguenti linee di indirizzo, che verranno valutate congiuntamente alla particolare esperienza professionale posseduta dai singoli richiedenti:
- per quanto riguarda le esigenze legate alla didattica saranno ritenuti carenti i SSD che presentano un grado di copertura con docenti e ricercatori di ruolo inferiore al 50% delle ore attivate nell’offerta formativa. Tale verifica darà effettuata sui dati relativi all’a.a. 2009/10 contenuti nei data base di Ateneo alla data 30/07/09;
- per quanto riguarda le esigenze legate alla ricerca scientifica saranno valutate positivamente le istanze di trattenimento in servizio dei professori e dei ricercatori che hanno il coordinamento scientifico di progetti di ricerca finanziati dall’Unione Europea o da altri enti o organismi di ricerca di rilevanza internazionale oppure dei professori e dei ricercatori che diano un apporto significativo alla realizzazione di progetti di ricerca aventi rilevanza nazionale o internazionale, di cui siano coordinatori o componenti. Tale posizione verrà valutata fino alla scadenza del progetto, se inferiore al biennio.

La delibera è stata approvata all’unanimità seduta stante.

p.s.: riteniamo che il prof. Cantelli Forti non avrebbe seguito questa strada, ma, bensi', avrebbe accordato a tutti indistintamente la permanenza fino ai 72 anni. Nonostante tutte le difficolta' legali ed amministrative sembra proprio, invece, che la regola voluta anche dal nuovo Magnifico Rettore sia quella di possibilmente tutti a casa, salve eccezioni, ovvero, i richiedenti il biennio di proroga saranno valutati singolarmente entro dicembre.


lunedì 16 novembre 2009

Concorsopoli, nuovo stile




Il mese prossimo sapremo se il giudice del tribunale di Bologna accogliera' e dara' seguito alla richiesta di rinvio a giudizio per i noti indagati di "concorsopoli" dell'epoca Calzolari-Landini. Il pm ha basato la sua richiesta sostanzialmente sulle prove raccolte mediante le intercettazioni telefoniche, dimostrando come in epoca telematica non sia piu' vero il motto "verba volant". Se gli imputati saranno rinviati a giudizio, cio' sara' dovuto al loro tentativo di alterare l'imparzialita' dei concorsi pubblici banditi.

La recente vicenda delle malattie infettive, o caso Chiodo, ha fatto sollevare il sospetto che anche la presente amministrazione della nostra facolta' possa essere attivamente coinvolta in manovre illecite di alterazione dei concorsi. Abbiamo a lungo parlato di questa vicenda e non vi torneremo sopra. Il sospetto pero' ci fa ritenere che il "nuovo stile" Calzolari-Stefoni sia ben piu' radicale e professionale dell'apparente "ingenua" spregiudicatezza di un Corinaldesi o di una Landini. La gestione Calzolari-Stefoni non sembra essersi accontentata di aggirare la legge, ma bensi' di fare legge "ad personam", senza la fase istruttoria e propositiva della facolta'. Non male.

Proviamo a ricapitolare. Il nostro signor Preside ha dapprima personalmente chiesto alla facolta' ed ottenuto la possibilita' di utilizzare un punto intero di budget per chiamare per tasferimento un professore ordinario di radiologia dalla universita' di Parma. Non ci risulta che sia mai stato emesso un decreto rettorale di trasferimento ordinari del settore MED/36. L'utilizzo di un bene pubblico (il punto di budget di facolta') per interesse "meno pubblico" con procedura "ad personam" appare curioso se non sospetto.

Successivamente, il Senato Accademico, in stile "caso Chiodo", ha poi liberato l'utilizzazione di punti di budget per la facolta' di medicina con l'esplicita "raccomandazione" che venissero utilizzati per le "particolari esigenze" della chirurgia. Questo procedimento, del tutto irregolare, potrebbe giustificarsi solo ed esclusivamente di fronte ad una chiara carenza didattica e di ricerca in un settore scientifico disciplinare, seppur non evidenziata dalla facolta'. In altre parole la facolta' sarebbe stata cosi' miope da non accorgersi al suo interno di avere una grave carenza nel settore chirurgico, da colmare con un concorso sollecitato dal senato. Ma nella nostra facolta' di medicina e chirurgia vi sono ben quattro (4) professori ordinari del settore scientifico disciplinare MED/18. Dove sta, dunque, questa urgentissima carenza o necessita'? Non e' facilmente comprensibile.

Ingurgitato, apparentemente e falsamente obtorto collo, l'input del senato accademico, la presidenza non ha saputo e voluto ribadire che l'utilizzo di un punto intero di budget per il settore MED/18 non era ritenuto una priorita', ed anzi lo ha fatto proprio, con l'avvallo, scontato, del consiglio dei direttori di dipartimento e l'avvallo, piu' sofferto e molto meno scontato, della maggioranza del consiglio di facolta'. Pertanto si e' proceduto a bandire un concorso pubblico per professore ordinario di chirurgia generale, MED/18 (G.U. n. 91 del 21/11/2008).

Nella nostra facolta' vi sono dieci (10) professori associati di chirurgia generale ed in Italia ve ne sono trecentoventisei (326). Pur non avendo la nostra facolta' nessuna necessita' di utilizzare il patrimonio di un punto intero di budget per un settore scientifico che ha ben quattro ordinari e dieci associati, trascurando e penalizzando altri settori chiaramente sofferenti e sottodimensionati, specie in area pre-clinica, almeno il sapere che con un concorso pubblico potrebbe avanzare di carriera il piu' capace, sulla base del merito, fra i professori associati di quel settore del nostro o di altro ateneo, in parte puo' confortare.

Ebbene, a quanto pare il nuovo stile della concorsopoli Calzolari-Stefoni non e' piu' quello di manovrare dopo che il bando e' scaduto, ma bensi' prima e durante. Volete sapere quanti fra i dieci professori associati di chirurgia generale della nostra facolta', e fra i rimanenti trecentosedici professori associati dello stesso settore degli altri atenei, hanno presentato domanda per concorrere in un concorso pubblico di reclutamento da professore ordinario di chirurgia generale presso la nostra prestigiosa universita'? Provate ad indovinare quante domande sono pervenute? Ebbene: una (1) sola! Credo proprio che sara' difficile scegliere il vincitore! Quale ars suadendi Stefoni abbia messo in opera per NON fare concorrere nessuno tranne il predestinato non ci e' concesso saperlo, certamente al confronto ci pare di vedere la figura di Maria Paola Landini come quella di una candida "verginella".

Finiamo col ricordare quanto, anche recentemente, la Corte Costituzionale ha voluto ribadire in materia di concorsi pubblici: "Il concorso pubblico - quale meccanismo imparziale di selezione tecnica e neutrale dei piu' capaci sulla base del criterio del merito - costituisce la forma generale e ordinaria di reclutamento per le pubbliche amministrazioni. Esso e' posto a presidio delle esigenze di imparzialita' e di efficienza dell'azione amministrativa. Le eccezioni a tale regola consentite dall'art. 97 Cost., purche' disposte con legge, debbono rispondere a 'peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico' (sentenza n. 81 del 2006). Altrimenti la deroga si risolverebbe in un privilegio a favore di categorie piu' o meno ampie di persone (sentenza n. 205 del 2006). Perche' sia assicurata la generalita' della regola del concorso pubblico disposta dall'art. 97 Cost., l'area delle eccezioni va, pertanto, delimitata in modo rigoroso"


venerdì 13 novembre 2009

Un discorso "incomprensibile"




Ieri mattina, la seduta del Consiglio di Facolta' si e' aperta con il discorso alla facolta' medica del nuovo Magnifico Rettore dell'Alma Mater, prof. Ivano Dionigi. Un discorso sicuramente di alto spessore, come ha sottolineato anche il nostro preside, prof. Sergio Stefoni.

Non e' nostra intenzione riassumere il contenuto delle parole di un uomo che ama e trasuda Accademia, semplicemente ci piace evidenziare i suoi richiami ai concetti di istituzione e cultura universitaria, al dovere e volere recuperare un codice accademico di comportamento ed al saper lavorare insieme. Infine, il sottolineato bisogno di una concreta autonomia ed autogoverno della facolta' medica, tutelata da indebite pressioni esterne, in un nuovo equilibrio di poteri e competenze nel rapporto con la regione. Parole forti e chiare, soprattutto per chi ancora crede che tramite Dionigi la regione possa spadroneggiare a medicina.

Ovviamente le parole non bastano e l'operato del Magnifico lo si valutera' sui fatti. Fatti e non parole sono comunque la non-nomina di un pro-rettore per l'area medica e la metodologia seguita per la nomina del nuovo Direttore Amministrativo dell'ateneo. Anche qui, probabilmente, dovrebbero fischiare le orecchie a chi prontamente aveva "assicurato" una sorta di commissariamento prorettorale della nostra facolta', ovviamente al servizio della regione.

I contenuti del discorso del prof. Dionigi fanno invece sicuramente a pugni con la logica vigente nella nostra facolta', di cui il recente caso delle malattie infettive ne e' un macroscopico epifenomeno. Si puo' lasciare veramente autonoma e libera di autogovernarsi una facolta' che non conosce minimamente alcun codice "etico" di comportamento accademico? La cosiddetta vicenda di "ricettopoli" appare quasi un peccato veniale (cosa che assolutamente non e') di fronte al modus operandi che ha caratterizzato il cosiddetto "caso Chiodo".

Se autonomia ed autogoverno significa permettere alla presidenza di una facolta' di ottenere il voto di approvazione e consenso mediante "truffa" e mediante operazioni di "minaccia" e "ricatto", allora non penso che un comportamento siffatto possa parametrarsi ad alcun codice accademico. La nostra impressione e' che il discorso del Magnifico sia stato per molti presenti, specialmente quelli seduti in prima fila, del tutto incomprensibile. Per fortuna molti di essi sono prossimi ai 70 anni e, con questo rettore, se ne andranno presto a casa. Amen.


domenica 8 novembre 2009

Falling Walls




Berlino, nov. 1989





Washington, nov. 2009



lunedì 2 novembre 2009

In memoria




Lucio Gullo

(1938 - 2009)



domenica 1 novembre 2009

Finalmente !



David Maria Turoldo


Oggi, primo novembre, festivita' di Tutti i Santi, si e' ufficialmente insediato, come Magnifico Rettore della nostra Universita', il prof. Ivano Dionigi

Riportiamo la lettera inviata dal prof. Dionigi agli studenti universitari. Ci fa particolare piacere che il nuovo Magnifico Rettore faccia riferimento ad una citazione di padre David Maria Turoldo (1916-1992), sacerdote, frate dei Servi di Maria, poeta e, soprattutto, "coscienza inquieta della Chiesa".

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Care studentesse, cari studenti,

all´inizio del mio mandato rettorale per il quadriennio 2009-2013, intendo rivolgere un saluto a tutti voi, in particolare a coloro che hanno iniziato quest´anno il loro percorso di studi all´Università di Bologna.
La nostra vuol essere l´Università dei Professori e degli Studenti: vale a dire il luogo dove i docenti hanno il dovere di esercitare, con competenza, rigore e passione, il loro magistero, e dove gli studenti hanno il diritto di esigere docenti bravi e disponibili; ma anche il dovere di applicarsi con pari rigore e passione: consapevoli che cultura, ricerca e competenze professionali sono arti faticose e severe, che la società richiede persone sempre più preparate e consapevoli, che gli oneri della formazione gravano non solo sulle famiglie ma anche sui contribuenti dell´intero Paese.
Di qui l´impegno coerente dell´Università in più direzioni, tutte finalizzate ad affermare la centralità dello studente: arruolare i professori migliori; responsabilizzare Comuni, Province, Regione e mondo dell´impresa perché sia riconosciuto il valore economico, culturale e civile della vostra presenza e della vostra persona; sollecitare il Governo a una reale politica del diritto allo studio; facilitare e incrementare i soggiorni all´estero; premiare il merito nel definire i contributi richiesti agli studenti. Sì, perché la meritocrazia - oltre ad essere un valore in sé - è l´alleata naturale della democrazia, come riconosce e richiede la Costituzione.
A fronte delle difficoltà economiche del Paese è richiesto a tutti un impegno in controtendenza, un supplemento di responsabilità: a chi governa l´Ateneo, il compito di non sacrificare, nel bilancio, il diritto allo studio; ai Professori, il compito migliorare la qualità dell´insegnamento; a voi, quello di studiare con convinzione ed entusiasmo.
La scommessa cui è chiamata tutta la comunità universitaria - professori, studenti, personale tecnico amministrativo - è di essere per la società un´autorità non solo scientifica e formativa ma anche morale.
A voi, che più delle generazioni precedenti scontate le incertezze e le contraddizioni del presente - dove i disagi psicologici non sono inferiori a quelli economici - voglio affidare, nel segno della speranza, le parole di un maestro e poeta attento ai ventenni, David Maria Turoldo: "Ogni mattina, quando si alza il sole, inizia un giorno che non ha mai vissuto nessuno".

Buon anno accademico.

Ivano Dionigi

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Malattie Infettive: bingo!




Tutto vero! Il pasticciaccio delle Malattie Infettive del Sant'Orsola e' andato esattamente come Meduni ha riportato e sostenuto in precedenza. Pubblichiamo il testo integrale della lettera inviata ieri dal prof. Francesco Chiodo ai docenti della Facolta' di Medicina e Chirurgia. Va letta attentamente:

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Bologna 31 /10/09

Cari Colleghi,

i recenti accadimenti relativi alla copertura della cattedra di Malattie Infettive, accadimenti che intendo stigmatizzare e che certo non lascerò cadere nel vuoto, impongono un mio commento o, meglio, alcune opportune precisazioni rese ancor più cogenti dal tono di alcuni interventi ascoltati nel corso dell’ultima assemblea di Facoltà .
Inizio con la mia decisione di anticipare di poco più di un anno il mio pensionamento.
Nell’ultima facoltà del maggio u.s., annunciai la mia intenzione ed accennai brevemente alle ragioni della mia scelta; ragioni che non erano ( e non sono ) motivate da opportunismi egoistici o disaffezione al ruolo bensì da profonde esigenze familiari. Lasciai con la consapevolezza di non incidere negativamente sulle giuste aspettative dei miei collaboratori, considerate le prospettive di lunghi tempi per la ripresa delle attività concorsuali; ripresa che si prospetta, ancor oggi , non certo prossima e sicuramente ben oltre la mia naturale scadenza tale da rendere inefficace un’eventuale mia permanenza in servizio per un anno ancora. I titoli acquisiti, come inoppugnabilmente documentato dall’indice d’impatto raggiunto dai miei, avrebbero fatto loro affrontare, con ottime prospettive di successo, le future prove concorsuali pur in mia “assenza”.
Torniamo ai fatti: ai primi d’agosto il preside mi comunica che la Regione, considerata l’importanza strategica ed il ruolo preminente delle Malattie Infettive in ambito regionale, preme perché venga coperto al più presto il ruolo da me lasciato vacante spendendo, nel contempo, parole di stima per l’efficacia della direzione dell’Associato facente f.. La chiamata si sarebbe concretizzata entro l’anno corrente! Nel contempo mi anticipa il nome del futurodirettore fortemente sostenuto dalla Regione ribadendo, con forza, che le voci delle presunte convenienze “parentali”( alle quali,in realtà, non avevo dato credito) erano offensiva spazzatura lesiva della sua integerrima figura di garante delle regole.
Ritornando per un attimo al “ruolo preminente “ delle Malattie infettive, non posso fare a meno di rallegrarmi per tale inconsueto e recentissimo riconoscimento, che giunge dopo anni ed anni di defatiganti richieste di un minimo ammodernamento per locali fatiscenti e non in regola con le direttive di leggi dedicate. Basti per tutte ricordare che nel maggio u.s. sono decaduti i termini del progetto per la ristrutturazione parziale imposta e finanziata dallo stato con 3 milioni di Euro, finalizzata alla riconversione del 50% delle stanze di degenza ,da due ad un letto…
Visto il seguito , torniamo alle capacità amministrativo-divinatorie del nostro!
Anticipare di ben tre mesi i termini del “regalo “ del rettore Uscente non è da tutti…
Ma il nostro, che certamente è un buono , per lenire il giusto risentimento della f.f., la convoca due volte in presidenza, blandendola con promesse che certo non potrà mantenere.
Non solo, nel pomeriggio inoltrato di lunedì 19, incassato il parere negativo del nostro( e suo) Dipartimento, convoca nuovamente la Prof. G. Verucchi allargando l’invito al sottoscritto:
All’incontro, che si svolge in nefrologia in un clima surreale di malcelata collera, partecipano anche i Dottori Cavina e Bongiovanni. La loro presenza serviva a sottolineare la convergenza e l’imprimatur della amministrazione ospedaliera oltre che a certificare la veridicità delle promesse in cambio del nostro placet…
Le mie puntuali e motivatee argomentazioni non hanno minimamente scalfito l’ arrogante sicumera che impregnava la piccola stanza ed alla fine, pur con l'amaro in bocca, l’incontro è servito a me per sciogliere i pur minimi residui rimpianti per aver lasciato in anticipo un mondo che non riconoscevo già da qualche tempo.
Il seguito vi è ben noto..
Consentitemi alcune considerazioni finali:
Non ho avuto la presunzione di lottare contro le leggi dell’appartenenza alternativa, ma nessuno può impedirmi di affermare che queste logiche non possono e non devono prevaricare o pregiudicare le regole della imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa.
Non c’è bisogno di doti divinatorie per affermare che la “mise en scene”, surrettiziamente giustificata dall’urgenza di ricoprire il Ruolo è finalizzata alla chiamata di un giovane, valente e personalmente stimato collega , individuato ( non in sedi istituzionali) e persino riportato sulle cronache cittadine di Repubblica, collega che per semplici ragioni anagrafiche, non ha ancora raggiunto quelle stigmate di eccellenza sottolineate dal rettore che porrebbero fine ad ogni discussione.
La richiesta è stata predisposta senza la pur minima comunicazione alla Facoltà invertendo il processo etico e legale necessario per la definizione delle necessità didattico scientifiche della Facoltà.
Essa è surrettiziamente ed incomprensibilmente eccezionale, sia per la congiuntura economica, sia per la carenza assoluta di ragioni di urgenza : per inciso ricordo che esistono ben 8 Discipline da tempo, ed a tutt’oggi, sorrette da professori associati e che di seguito elenco: 1) Chirurgia Gernerale (Poggioli) 2) Chirurgia Orale e Maxillo Facciale ( Marchetti) 3) Chirurgia Toracica (Aurea),4) Dermatologia Patrizi 5) Neurologia Pediatrica: Franzoni,6) Neurologia : Cirignotta, 7) Pediatria: Masi, 8 Cardiochirurgia Pediatrica: G. Gargiulo; rette da anni senza che mai nessuno, abbia mai sentito il dovere o la necessità di fare dirigere da un Professore Ordinario Proprio la situazione delle surriferite Discipline, non meno importanti di quella di Malattie Infettive, fa emergere lo stridio palpabile e assordante tra le indicate e insussistenti ragioni di urgenza, e la non necessità di altrettanta urgenza per le altre discipline che ho richiamato alla memoria
Per ultimo ma di importanza preminente, il voler sacrificare il già esiguo budget della Facoltà per la chiamata di un professore Ordinario, comporta un grave inpasse nello sviluppo delle linee programmatiche per il reclutamento di Ricercataori e per l’avanzamento di carriera del personale attualmente in forza alla Facoltà.
Di tutta questa triste e misera vicenda non so se mi ha fatto più male la delusione per non essere riuscito a sostenere le legittime aspirazioni dei miei validissimi collaboratori e a preservare un ambiente di lavoro da possibili, destabilizzanti influenze esterne, oppure la consapevolezza dell’aleatorietà dei valori dell’amicizia e del rispetto reciproco pur nel contesto di una Università che per storia e tradizione ha sempre ispirato i migliori sentimenti.
La “quadratura del cerchio” ( meglio sarebbe dire: “la quadratura del triangolo”) è ormai compiuta con buona pace anche degli insegnamenti di Don Luigi Giussani…
Un caro saluto a tutti..

Francesco Chiodo

"
Penso che la coraggiosa e puntuale testimonianza del prof. Chiodo si commenti da sola. Ci permettiamo solo alcune considerazioni:
1. Non sappiamo se in tutta la vicenda vi siano stati aspetti e condotte penalmente colpose o dolose, anche se il sospetto rimane e la magistratura dovrebbe indagare
2. Non sappiamo se in tutta la vicenda vi siano state manovre palesi o occulte della massoneria e/o della compagnia delle opere e, sostanzialmente, la cosa ci interessa non piu' di tanto, ed anche se il sospetto resta, l'azione di lobbying non e', di per se', un reato
3. Sappiamo, invece, che in tutta la vicenda vi e' stata una plateale presa in giro ed una palese offesa all'intelligenza di ciascun membro della facolta' medica, da parte del preside, che e' sotto gli occhi di tutti. Se le cose sono andate come da subito ha sostenuto Meduni, ed ora confermato dalla diretta testimonianza del prof. Chiodo, e' evidente che anche il voto di approvazione ottenuto dal Consiglio di Facolta' sia stato viziato da una condotta "truffaldina" del prof. Sergio Stefoni, nel descrivere e presentare l'intera vicenda.

Non credo che si possa o si debba prendere in giro la facolta'. Mi auguro che il tutto non vada a "buon" fine per lorsignori e che le palesi violazioni del rapporto fiduciario che deve esistere tra facolta' e preside conducano la massoneria e la compagnia delle opere a fare lobbying affinche' il signor preside concluda "onorevolmente" il suo mandato, ma abbia il buon senso e la carita' di non ricandidarsi per il prossimo. Come il suo maestro insegna, tre anni di presidenza sono sufficienti.