mercoledì 27 gennaio 2010

La giornata della memoria





Dresda - febbraio 1945






Hiroshima - agosto 1945


per una memoria non solo a senso unico


lunedì 25 gennaio 2010

La procura indaga





A parte il Cinzia-gate, che ha visto le dignitose dimissioni del sindaco di Bologna, Flavio Delbono, e l'apertura del nuovo fronte sul mitico CUP metropolitano, bisogna proprio dire che lo stile di vita del nostro Policlinico non permette certamente alla Procura della Repubblica di rimanere con le braccia conserte.

Oltre la nota vicenda-scontro Cavina-Roda, tuttora in pieno round-2 boomerang, oltre l'importante rinvio a giudizio degli attori di concorsopoli (Landini, Corinaldesi, Stanghellini, Vaira),  oltre il farma-gate del comparaggio che ha mietuto vittime soprattutto nell' Ematologia e nella Medicina Interna, due altre vicende sono ora sotto piena investigazione: il presunto gran-rifiuto fatto dal Policlinico al "grande" chirurgo Ignazio Marino ed il torbido modus operandi che ha caratterizzato la venuta a Bologna dell'infettivologo Pierluigi Viale.

Se da un lato ci auguriamo che l'indagine della procura non offra il pretesto per un ripensamento in favore di Marino, un chirurgo esterno di cui proprio non sentiamo il bisogno e la cui venuta penalizzerebbe ulteriormente i giovani chirurghi nostrani gia' sulla via di emigrare, ci auguriamo invece che la vicenda Chiodo-Viale possa fare giustizia di un modo di agire arrogante, illegale e delegittimante, e ricco di aspetti penalmente rilevanti.


mercoledì 20 gennaio 2010

Anche questo e' Sant'Orsola




Da alcuni giorni una clochard vive e dorme all'interno dell'area del nostro Policlinico.

Forse, invece di passare indifferenti e, semmai eventualmente, adoperarsi per una improbabile raccolta fondi per i terremotati haitiani, converrebbe aprire gli occhi su chi intorno a noi ha veramente bisogno. Vivere e dormire stentatamente, all'addiaccio, con temperature di -6 °C, non e' certamente facile.

Fermarsi un attimo, scambiare due parole, e contribuire con carita' diretta ci ripaghera' con uno sguardo penetrante ed un grazie dignitoso che stupisce e tocca il cuore.

Provare per credere.


lunedì 18 gennaio 2010

All'Universita' non compete...




... la ricerca e l'innovazione nel servizio sanitario della nostra regione.

Importante convegno organizzato oggi e domani, a Bologna, dal Servizio Sanitario Regionale sui temi della ricerca biomedica applicata e sull'innovazione in medicina, senza coinvolgere la Facolta' di Medicina del nostro ateneo.

Ne' il nostro signor preside, ne' altri medici universitari risultano coinvolti, in quanto tali, nel convegno. Unica eccezione, Luigi Bolondi, che partecipa pero' a nome dell'Azienda Ospedaliera e non dell'Universita'.

Sicuramente un bel risultato, meritato da tutti i nostri ordinari e dal nostro preside, sempre scodinzolanti dietro il divo Augusto. Questo e' l'esito inevitabile della loro riverenza.

Non puo' esistere integrazione sincera tra Facolta' ed Azienda, tra Universita' ed Ospedale, ma solo dei temporanei matrimoni d'interesse. E per ora, a quanto sembra, il SSR non ha interesse od utilita' ad integrare e condividere la ricerca e l'innovazione con la facolta' medica.

Saro' un trivo reazionario, ma ai tempi di Labo', Barbara, Possati e Gozzetti, nonostante Zanetti, mai e poi mai si sarebbe verificato a Bologna un fatto simile, con anche la presenza annunciata del ministro della sanita', Fazio.

Un'altra, ennesima decorazione per la nostra Facolta'.


venerdì 15 gennaio 2010

Waaiittiinngg list!




La relazione del Direttore Sanitario dell' AUSL di Bologna, dott. Massimo Annichiarico, sulla situazione "imbarazzante" delle liste d' attesa per le prestazioni sanitarie, nella felice oasi "rossa" della nostra provincia, ha richiamato l'attenzione, ancora una volta, sul fatto che, nonostante tutti gli sforzi, i percorsi, le linee guida, ecc., la situazione sia semplicemente e solamente peggiorata.

E' ovviamente "imbarazzante" che con il Servizio Sanitario Regionale, il CUP 2000, i programmi di screening, e tutte le altre diavolerie del "miglior sistema pubblico d'Italia", sia praticamente impossibile eseguire un esame diagnostico od una visita specialistica in tempi clinicamente "utili". Si tratta, senza mezzi termini, di un fallimento aziendale che coinvolge sia l'AUSL sia l'AOSP senza distinzioni e senza attenuanti. La cosa peggiore, pero', e' che, ancora una volta, non si vuole cercare di comprendere le vere cause e si propone come soluzione quella di aumentare l'offerta.

Di fronte ad una popolazione di eta' media sempre crescente e di nuclei familiari sempre piu' disaggregati, con una classe medica arroccata sulla medicina difensiva, e che ha abdicato quasi totalmente a prendere qualunque decisione "in scienza e coscienza", e' inevitabile che la domanda di prestazioni sanitarie aumenti in modo esponenziale. E non esiste nessun concreto aumento dell'offerta di prestazioni che possa ridurre nel medio termine le liste di attesa. Credo che sia facile capirlo.

Secondo noi, la politica sanitaria non puo' imperniarsi sull'aumento dell'offerta, ma, bensi', sulla razionalizzazione e riduzione della domanda. Bisogna smetterla di richiedere esami inutili. L'utilita' di un esame deriva dalla conoscenza personale del malato e del caso clinico, da un'attenta anamnesi e da un accurato esame obiettivo. Senza una politica imperniata sulla rivalorizzazione dell'esame laboratoristico e strumentale, solo nell'ambito di una seria ipotesi diagnostica suffragata dall'anamnesi e dall'esame obiettivo, non si puo' combattere la richiesta di esami inutili. Basterebbe rendere obbligatorio il quesito diagnostico, il perche' dell'esame, su ogni impegnativa rossa, per ridurre significativamente il numero degli esami richiesti inutilmente dai medici, sia di medicina generale sia specialisti.

Altro aspetto importante e' dato dall'intasamento degli esami erogabili dovuto alla miriade dei programmi di screening sulla popolazione generale. La prevenzione primaria non puo' competere con le stesse risorse utilizzate dalla prevenzione secondaria e dai pazienti sintomatici.

Ulteriore vulnus e' il lassismo del sistema nei confronti dell'operato degli utenti/pazienti. Il non presentarsi ad un esame laboratoristico e strumentale, senza averne dato disdetta, da parte di un paziente, non puo' essere concepito come una semplice dimenticanza, ma ha di per se' implicazioni etiche e giuridiche che andrebbero affrontate seriamente. Si tratta di interruzione di pubblico servizio, con conseguenze penali. Anche qui, senza dover escogitare chissa' quali trovate, basterebbe rendere obbligatorio il pagamento della prestazione al momento della prenotazione per ridurre di molto l'"assenteismo" della domanda.

Infine, un aspetto molto importante e critico, ma che va detto chiaramente: il Servizio Sanitario "pubblico", essendo contemporaneamente erogatore delle stesse prestazioni sia in regime "mutualistico", sia in regime libero professionale, vive in un perenne conflitto d'interesse. Non ha nessun interesse, infatti, a che si riduca la domanda degli esami, ne' la lunghezza delle liste d'attesa. L'aumento della domanda e la lunghezza delle liste non fa altro che accrescere le richieste in regime di libera professione intramuraria. Il vero bubbone da estirpare e' la libera professione intramoenia (la mitica ALP), che concorre malignamente con le prestazioni "pubbliche". Chi sostiene che l'ampliamento dell'offerta della libera professione intramuraria riduca le liste d'attesa o non ha una reale conoscenza dei meccanismi, o e' in malafede. Sistema pubblico e sistema privato devono correre parallelamente senza cross-links ne' inciuci. Solo dalla competizione fra sistemi si potrebbe ottenere un reale vantaggio per la salute del cittadino.

Ma al servizio sanitario regionale interessa veramente la salute del paziente?


mercoledì 13 gennaio 2010

Al Policlinico durante la notte...




... succede che, mentre i pazienti dormono, crolli loro addosso il soffitto della stanza di degenza!

Il tutto, la scorsa notte, in una stanza della degenza della Gastroenterologia, al quarto piano delle Nuove Patologie, Padiglione 5. E questo dopo che, alcuni giorni prima, era gia' crollato parte del soffitto del corridoio del reparto.

Non male, per l'eccellenza sbandierata dal nostro Direttore Generale!


venerdì 8 gennaio 2010

La posta in palio




Lo scontro giudiziario tra il Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant'Orsola-Malpighi, dott. Augusto Cavina, ed il Direttore dell'Unita' Operativa Complessa di Gastroenterologia, prof. Enrico Roda, che si protrae oramai da almeno un anno, non rappresenta un puro scontro personale, tra due persone "inconciliabili", ma bensi' un confronto ben piu' ampio tra due mondi diversi ed opposti. Due mondi che si basano su due modi diversi di concepire la gestione sanitaria e la clinical governance di un policlinico ospedaliero-universitario.

La vicenda e' nota ai piu', e l'intelligenza dei contendenti fa ben capire come gli oggetti del contendere giudiziario (timbrature o meno del cartellino, omissione o meno di atti d'ufficio, ecc...) rappresentino soltanto i pretesti utilizzati per colpire l'avversario, ma di certo il fine e' ben altro. Il fine e' la sconfitta del pensiero e dell'impostazione culturale dell'avversario, come precedente su cui basare il modo concreto di fare sanita'.

Cavina e' il direttore d'azienda, nominato dalla regione, per razionalizzare e normalizzare il Policlinico, con o senza il consenso dei clinici. Roda e' il docente universitario di lungo corso che crede che il risultato finale e globale di eccellenza si possa raggiungere solo ed esclusivamente con il coinvolgimento attivo e motivato dei clinici. Entrambi, a modo loro, hanno lo stesso fine, cioe' l'eccellenza nella "clinical care", mediante il miglioramento della qualita' dei servizi e la salvaguardia di elevati standard di cura, ma la concezione culturale, storica ed umanistica che sta alla base dei due metodi e' ben diversa.

Per Cavina le decisioni vengono prese in ambito direzionale centrale e da qui vanno imposte a pioggia su tutti i dipendenti, auspicando la massima condivisione, per Roda le decisioni derivano dal basso, dall' experience, dall' expertise e dalla skillness dei singoli clinici che, ponendosi quotidianamente in gioco ed in confronto, maturano le migliori metodologie da attuare per raggiungere l'eccellenza clinica. La clinical governance di Cavina e' il governo clinico sui clinici, per Roda e' il governo clinico dei clinici. E, permetteteci, non si tratta di una differenza da poco.

L'esempio concreto della diversita' di concezione, si evince anche, ovviamente, dagli stralci della corrente vicenda giudiziaria. Il Direttore Generale dell'Azienda, al di fuori ed al di sopra di ogni programmazione dipartimentale, decide che e' cosa buona e giusta attivare un modulo funzionale (unita' operativa semplice) nell'ambito della Gastroenterologia diretta da Enrico Roda. Il Direttore Sanitario, Vito Bongiovanni, in stretta intesa con l'aiuto del prof. Roda, Franco Bazzoli, organizzano il bando di concorso, con ovviamente il vincitore gia' predestinato, Vincenzo Cennamo. Il Direttore dell'Unita' Operativa Complessa, Enrico Roda, apprende a giochi apparentemente fatti che "altri" hanno deciso per lui in "casa sua". Per legge, pero', lui deve essere coinvolto nella commissione giudicatrice del concorso, da lui non voluto, e, nella valutazione dei documenti e titoli dei candidati, ritiene, in scienza e coscienza, che il predestinato, Vincenzo Cennamo, sia meno idoneo di un altro candidato, Giulio Cariani.

Prassi e rispetto vogliono che il giudizio del Direttore dell'Unita' Operativa sia quello preponderante e vincolante per l'esito di un concorso interno, in particolar modo quando questo giudizio appare motivato e supportato. Ma in questo caso, gli altri due componenti della commissione, Luigi Bolondi e Franco Bazzoli, ligi ai voleri della Direzione Generale e Sanitaria che vogliono Cennamo, danno un giudizio non in linea con quello del prof. Roda. La vicenda concorsuale si trascina, in modo del tutto inusuale, per mesi e si conclude con una sorta di strano patteggiamento, per cui il concorso ospedaliero in oggetto viene fatto vincere a Vincenzo Cennamo, a fronte della indizione di un ulteriore concorso per analogo modulo funzionale, che vedra' poi vincitore Giulio Cariani.

Tutta la vicenda pone degli importanti interrogativi:

- La programmazione dei ruoli, in questo caso si tratta di ruoli ospedalieri, puo' e deve avvenire al di fuori ed al di sopra della programmazione fatta dal Dipartimento e, per di piu', all'insaputa e contro il parere del Direttore dell' Unita' Operativa Complessa cui quel ruolo afferisce?

- E' questo l'esempio di condivisione dei clinici voluta dalla Direzione Generale?

- Dove stanno la Facolta' di Medicina ed il suo Preside di fronte alla vivisezione dei dipartimenti e delle unita' operative eseguita dalla direzione aziendale?

Esempi simili si potrebbero probabilmente trovare nella riorganizzazione delle pediatrie e delle ginecologie ed ostetricie, nelle abolizioni unilaterali di strutture universitarie-ospedaliere di tipo "allegato A" (qui gli esempi si sprecherebbero), nel mantenimento illegittimo ed illegale di posizioni di facenti funzione da oltre quattro anni, ecc...

E' evidente che ci troviamo di fronte ad una totale anarchia progettuale in cui si prosegue a vista secondo il volere ed il piacere di Cavina-Bongiovanni. Siccome la normativa da' loro ampi poteri, la nostra Facolta' ed il suo preside hanno visto bene di abbozzare un colossale inciucio con il "divo Augusto" in modo da spartirsi, alla meno peggio, le briciole della torta. E, bonta' sua, l'attuale preside crede e ritiene che ora, la Facolta' e la Presidenza di Medicina contino ben di piu' di prima nei confronti dell'Azienda. La stima che ho nell'intelligenza di Sergio Stefoni mi fa ritenere che menta spudoratamente, per poter ottenere, di tanto in tanto, il consenso di Cavina ad effettuare qualche operazione cara, volta alla massoneria, volta alla compagnia delle opere (vedi operazione Viale-Malattie Infettive).

Ma questo operato non fa altro che ridurre ulteriormente l'identita' e la dignita' della medicina universitaria, o meglio, della medicina "tout court". Lo strapotere della Direzione Aziendale non va a scapito solo della componente universitaria del Policlinico, ma va a scapito della dignita' ed identita' di tutti i Direttori e Primari, universitari od ospedalieri che siano, che come povere marionette vivono quotidianamente i doveri ed i rischi della professione clinica, senza avere nessun diritto organizzativo e programmatorio.

Simpatico o antipatico che sia, Enrico Roda, a meno di tre mesi dal compimento dei suoi settanta anni, sta combattendo contro la Direzione Generale dell'Azienda una battaglia sostanziale e per nulla personale. Una battaglia che dovrebbe essere di tutti i medici, universitari ed ospedalieri, del policlinico: raggiungere l'eccellenza clinica attraverso il governo clinico dei clinici per i clinici.

Un in bocca al lupo, Enrico, anche per tutti noi!


mercoledì 6 gennaio 2010

Epifania: tra verita' e iniziazione




6 gennaio, Epifania del Signore. Tra befane, statuine del presepe e pubblicita' dissacranti, il significato della "manifestazione" e "rivelazione" di Gesu' Cristo ai Magi persiani si perde alla comprensione e meditazione dei piu'. Eppure, l'epifania rappresenta, probabilmente, uno dei momenti di maggior significato di tutta la Rivelazione e, soprattutto, uno dei momenti di maggior significato "pratico".

Paolo, nel terzo capitolo della lettera agli Efesini, riassume il significato della manifestazione di Cristo ai "gentili" con parole inequivocabili: "i Gentili cioè sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo, e ad essere partecipi della promessa per mezzo del vangelo." Cristo, cioe' si rivela e manifesta a tutti gli uomini e popoli della terra, superando definitivamente il concetto di "popolo eletto". Questa vera rivoluzione, che portera' al disconoscimento del Cristo da parte del "popolo eletto", fino alla condanna sulla croce, si pone in linea con tutto il messaggio evangelico di rivelazione e manifestazione diretta del Cristo, figlio di Dio, all'uomo, senza bisogno di mediazioni o percorsi iniziatici.

Basta, in tal senso, richiamare le parole di Gesu' nel capitolo 14 del vangelo di Giovanni: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto" e nel capitolo 11 del vangelo di Matteo: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli", per capire come la Buona Novella del Figlio di Dio sia rivolta a tutti e da tutti comprensibile, per mezzo di lui. Paradigmatico e' poi l'elogio che Gesu' fa dei bambini nel capitolo 10 del vangelo di Marco: "Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso".

Che cosa c'entra questo ragionamento con la nostra Facolta' di Medicina? Apparentemente poco o niente. In realta', la semplicita' della mente e del cuore, necessaria per giungere a Dio attraverso la via, la verita' e la vita, rappresentate dal Cristo, figlio di Dio, sembrano cozzare con la mentalita' e la cultura dominante e razionalista che vede in un progressivo e difficile percorso iniziatico la possibilita' di ascendere alla verita'. In fondo sia il pensiero massonico, sia il pensiero di comunione e liberazione e della compagnia delle opere, concepiscono una appartenenza al "gruppo" ed una progressione "interna" basata sulla selezione indotta dal percorso iniziatico.

L'iniziazione accomuna gli iniziati e li differenzia dai profani, crea cioe' delle divisioni e delle barriere basate sulla diversita'. Da qui consegue la logica corporativista che porta direttamente o indirettamente a difendere, proteggere o promuovere chi appartiene al gruppo, alla corporazione. Il legame iniziatico e' poi certamente piu' intimo e profondo del legame che puo' instaurarsi in base ad una appartenenza ideologica o politica.

Non si vuole dare qui un giudizio di merito o qualitativo sull'appartenenza a gruppi che si basano su percorsi iniziatici e/o esoterici, ma semplicemente affermare che nel giorno dell'Epifania di nostro Signore suona un po' stridulo il fatto che logiche massoniche o cielline condizionino piu' o meno pesantemente l'operato della nostra Facolta'.

L'augurio e' ovviamente che ritroviamo tutti la nostra stella che ci porti a trovare la via, la verita' e la vita nella semplicita' dei piccoli e senza l'arroganza intellettuale dei sapienti e degli intelligenti.

Buona epifania a tutti!