lunedì 31 maggio 2010

Shame on Israel




Commandos di soldati della Marina dello Stato di Israele hanno assalito, in acque internazionali, una nave ONG, battente bandiera turca, con aiuti umanitari per i palestinesi della Striscia di Gaza. Almeno dieci passeggeri civili sono stati uccisi dai soldati israeliani, ed altri trenta gravemente feriti.

Vergogna per i continuati crimini compiuti dagli israeliani contro i diritti umani.

p.s.: Invitiamo a leggere il commento del noto ed esperto giornalista britannico Robert Fisk sull' Independent LINK


sabato 29 maggio 2010

Problemi tecnici di elezione




Tutti noi sappiamo che per l'elezione del Preside della Facolta' di Medicina e Chirurgia si dovrebbe votare il prossimo 17 giugno, come da comunicazione informale, non datata, del Decano, prof. Francesco Antonio Manzoli. Le elezioni del preside di una facolta' universitaria sono, pero', una cosa molto formale e piu' di una perplessita' sta sorgendo circa la correttezza formale ed il rispetto delle regole e dei principi che devono salvaguardare un momento democratico cosi' rilevante.

La normativa d'Ateneo e', al riguardo, molto precisa. Rimandiamo al LINK per i dettagli. Cosa c'e' , allora, che sembra non quadrare nel modo di procedere del nostro decano?

Innanzitutto, il Decreto di Indizione delle Elezioni del Preside di Facolta' non e' stato ancora emanato. Lo sara' dopo il 5 giugno prossimo. Da un punto di vista normativo, non puo' essere sostituito da alcun preavviso e, pertanto, tutto l'iter procedurale dovra' essere considerato a partire da quella data. Fermo restando questo punto di partenza, sorgono i dubbi circa il rispetto dei principi, delle regole e norme che un decreto, emanato il 5 giugno, possa fissare la data delle elezioni dopo solo dodici (12) giorni, il 17 giugno, appunto.

Al riguardo, la normativa d'Ateneo e' ben precisa: " Il decano deve convocare gli elettori in tempo congruo rispetto alla data che lui stesso avrà discrezionalmente fissato per la votazione nei limiti temporali di cui al punto d) (nei mesi di giugno e luglio) e tale comunque da consentire un tempo ragionevole per l'eventuale campagna elettorale degli interessati. "

Il problema che sorge evidente e' rappresentato dal fatto che dodici (12) giorni non possono essere ritenuti un tempo congruo tra la data di indizione delle elezioni e la data fissata per le votazioni, ne' un tempo ragionevole per la campagna elettorale. Per di piu', nel rispetto dell' art. 7 del regolamento di facolta', si e' sempre consentito un tempo di almeno 30 giorni tra il decreto di indizione e la data delle votazioni.

Alla luce di queste ovvie considerazioni normative, ci auguriamo che il prof. Francesco Antonio Manzoli, nel decreto ufficiale di indizione delle elezioni del preside di facolta', fissi una data successiva al 5 luglio prossimo, al fine di evitare inutili malumori, appelli al Rettore per la salvaguardia dei principi e delle regole della normativa elettorale d'Ateneo, ed anche ricorsi amministrativi.


sabato 22 maggio 2010

Concorsopoli ospedaliera e mancanza di leadership




Si e' svolto il concorso ospedaliero, del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi, per l' assunzione di tre dirigenti medici di Chirurgia Generale, riservato alla stabilizzazione del lavoro precario, svolto per anni, di medici con esperienze professionali maturate, in seno all'Azienda, con contratti di prestazione d'opera intellettuale e/o di collaborazione coordinata e continuativa. In sostanza una selezione interna per assumere, a tempo indeterminato, tre medici all'interno del Dipartimento Emergenza/Urgenza, Chirurgia Generale e dei Trapianti.

In un momento di ristrettezze economiche generali, e della pubblica amministrazione in particolare, l'assunzione di tre dirigenti medici a tempo indeterminato rappresenta sicuramente un momento importante, direi critico, per quei "giovani" colleghi che da anni dedicano mente e corpo al Policlinico nella speranza del "posto fisso". Per comprendere meglio la dinamica, questo tipo di concorso, come anche altre tipologie di selezioni, a fianco della scelta dei vincitori, tre in questo caso, puo' dichiarare l'idoneita' anche di altri concorrenti a ricoprire un posto fisso similare, qualora in futuro si liberino le risorse. In altri termini, tre medici vengono assunti subito, altri tre medici vengono dichiarati idonei e, se, nel giro in genere di altri due o tre anni, si liberano ulteriori posti, questi vengono ricoperti attingendo alla graduatoria degli idonei.

Sei dirigenti medici di chirurgia generale dichiarati idonei, di cui tre assunti a breve, significa, di fatto, procrastinare la possibilita' di una assunzione a tempo indeterminato di almeno altri tre anni per coloro non risultati idonei ora. D'altro canto, il numero degli idonei, oltre ai vincitori, non e' stabilito a priori dal bando e, pertanto, il numero di coloro da considerare idonei si presta ovviamente a contenziosi.

Scendendo nello specifico, come in tutti i concorsi a numeri limitati di dirigenti della pubblica amministrazione, il nome dei vincitori e' frutto di trattative che, spesso, poco hanno a che vedere con una obiettiva ed anonima valutazione dei titoli di merito e dei risultati delle prove concorsuali. D'altronde, quando dei valenti giovani colleghi professionisti si adoperano per anni in un ospedale, con risultati lusinghieri, e' obiettivamente difficile stabilire in modo strettamente meritocratico chi sia il migliore. Non ci troviamo di fronte al concorso in cui si e' voluto fare vincere il "figlio di" o l' "amante di", giovane, sprovveduto e con pochi titoli, a scapito di altri, obiettivamente migliori.

Similmente comprensibile e' che si sia voluto limitare il numero degli idonei al doppio dei vincitori (6 idonei, di cui 3 vincitori), questo per evitare che si creino delle lunghe graduatorie che, di fatto, immobilizzano le possibilita' di assunzione per lunghi anni.

La vicenda, invece, presenta diversi altri aspetti che meritano riflessione e che probabilmente non sono stati colti dai media in questi giorni (inviteremmo Ilaria Venturi, Marina Amaduzzi e Renata Ortolani ad approfondire un po' di piu' i loro temi) :

1. I Dipartimenti Ospedalieri, o Integrati, come li si vuol chiamare, sono delle strutture funzionali prive di autonomia ed indipendenza, spesso vittime di conflittualita' interne. Il loro Direttore appare un "puppet" nelle mani della Direzione Generale (rimando ad un nostro vecchio post sull'argomento LINK ). La selezione doveva essere fatta all'interno del Dipartimento Emergenza/Urgenza, Chirurgia Generale e dei Trapianti, con criteri e paletti voluti e condivisi dal Dipartimento stesso. Visto che i Dipartimenti Ospedalieri non hanno autonomia ed indipendenza, probabilmente si tratta di strutture pletoriche da ripensare, specie in ottica integrata.

2. Nessun Direttore e' piu' in grado di promettere e garantire la carriera a nessuno. Questo e' il risultato della progressiva svendita di identita', dignita' e legittimazione operata dai "nostri" direttori negli ultimi dieci anni, con pochissime eccezioni. Anche a questo riguardo rimando ad un nostro post precedente per approfondimenti LINK. Se il prof. Bruno Cola avesse le palle, si dimetterebbe da direttore del dipartimento, aprendo una profonda fase di revisione della leadership clinica del policlinico. Evidentemente...

3. La graduatoria del concorso ha indicato i rapporti di forza di lottizzazione, e di benevolenza da parte dell'Azienda, all'interno del dipartimento chirurgico: Pinna 3 posti, Minni 2 posti, Poggioli 1 posto, Cola e Taffurelli 0.

4. Se si trattava di un concorso che utilizza fondi regionali per la stabilizzazione del lavoro flessibile, non sembra molto logico che un dirigente medico, attualmente strutturato con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato in regione (Matteo Ravaioli), possa partecipare e vincere, togliendo risorse a chi e' ancora a spasso.  

5. La nomina del membro interno della commissione, esterno al Dipartimento in oggetto, ha rappresentato una ulteriore delegittimazione, da parte della Direzione Aziendale, della direzione dipartimentale. Credo che sia difficilmente accettabile e comprensibile, anche se, forse, tecnicamente possibile. Guarda caso e' stato scelto dalla Direzione Aziendale quel dott. Massimo Laus che si era dichiarato a favore del comportamento aziendale nella triste e nota vicenda Severini-Corrado, per il caso Lanzoni.

6. La creazione di dipartimenti molto omogenei, per aree medico-chirurgiche, finisce col raggruppare troppi galli in un pollaio, con la conseguente relativa carenza di... galline. I dipartimenti, se sono delle strutture complesse ed integrate, dovrebbero essere il risultato di un matrimonio fra diversita' e non fra omogeneita'.  Competenze ed intelligenze diverse si compensano e compenetrano in team multidisciplinari. Il futuro sta nei dipartimenti per aree funzionali miste medico-chirurgiche, con il superamento delle Unita' Operative Complesse e delle Strutture Semplici Dipartimentali.

Purtroppo le riforme le fanno gli uomini, quelli con sufficiente dignita', identita' e legittimita' da proporsi come leader. Purtroppo Bruno Cola, seppur critico nei confronti dell'Azienda, non ha saputo fare quel passo in piu' che permette alla comparsa di divenire protagonista.

Peccato.


mercoledì 19 maggio 2010

Elezioni del preside: si vota!




Con lettera ufficiale di questa mattina, il Decano della nostra Facolta' di Medicina e Chirurgia ha "aperto le danze" per l'elezione del Preside. Si vota giovedi' 17 giugno. I professori ordinari della facolta' che vogliono candidarsi hanno tempo fino a giovedi' 10 giugno per presentare la loro candidatura. Venerdi' 11 giugno vi sara' la Conferenza di Facolta', con la presentazione dei programmi dei candidati.

La grande novita' di queste elezioni e' che, per la prima volta, l'elettorato attivo comprende tutti i 174 ricercatori confermati (103 in piu' rispetto al passato), per un totale di circa 440 elettori. Sicuramente una bella prova di democrazia in quella che numericamente e storicamente rappresenta uno dei piloni portanti dell'Ateneo.

L'attuale preside, prof. Sergio Stefoni, ha concluso il suo triennio di presidenza e, da statuto, puo' essere rieletto per altri tre anni. Comunque sia e comunque vada, il nuovo consiglio di facolta' sara' diverso rispetto al passato. L'ingresso di tutti i ricercatori confermati, con pieno diritto di voto, cambia, almeno numericamente, gli equilibri. Il consiglio risulta composto da:

104 professori ordinari
164 professori associati
174 ricercatori confermati

Dal momento che le decisioni importanti che la facolta' prende a votazione necessitano la presenza del numero legale della maggioranza degli aventi diritto, un'astensione massiccia dei ricercatori rendera', di fatto, non approvabili delibere volute anche dall' 83% degli ordinari ed associati, messi insieme.

Di contro, questa nuova situazione rende possibili alleanze trasversali tra ricercatori ed associati, innanzitutto, ma anche tra ricercatori ed ordinari, che paradossalmente puo' permettere a diversi ordinari di essere piu' liberi e meno influenzabili e ricattabili dalla presidenza.

Il peso specifico del preside e' quindi destinato a diminuire e, di converso, ad aumentare quello della sana politica e del sano confronto universitario. Con questi nuovi equilibri, ad esempio, le sporche manovre che hanno portato all'arbitrario utilizzo di due interi punti di budget ordinario per la copertura, fuori programmazione, di due posti da professore ordinario (radiologia e malattie infettive), una addirittura contro il volere del Dipartimento di afferenza, avvalendosi di una presentazione dei fatti fraudolenta e truffaldina sia in consiglio dei direttori di dipartimento sia in consiglio di presidenza, non sarebbero probabilmente avvenute.

Su una di queste due vicende esiste, ancora aperto alla Procura della Repubblica, un fascicolo di indagine, affidato alla Guardia di Finanza, in cui si ipotizzano i reati, non solo e non tanto, di abuso d'ufficio e di falso ideologico, ma, anche e soprattutto, di truffa ai danni del personale docente della facolta'.

Crediamo che l'operato dell'attuale presidenza abbia di fatto delegittimato l'operato del consiglio di facolta' in piu' di una occasione e che, pertanto, non sia, a sua volta, piu' legittimato a condurlo. La disponibilita' di 174 ricercatori, potenzialmente disposti a votare un nuovo corso della facolta', puo' aprire, di fatto, possibilita' nuove alle candidature di ordinari che vogliano proporsi a guidare la facolta' piu' critica e complessa dell'Alma Mater.

Con ogni probabilita' Sergio Stefoni non correra' solo verso l'elezione. E' verosimile che compaiano dei candidati, anche se, allo stato attuale, i possibili candidati non sembrano potere impensierire una rielezione del preside. A meno che, la facolta', a maggioranza, non maturi la convinzione che la rielezione del prof. Sergio Stefoni rappresenti, in realta', un non-investimento per il futuro.

I prossimi 20 (venti) giorni ci diranno questo. I passati tre anni ci hanno detto che tutte, o quasi, le speranze che la facolta' aveva riposto su Sergio Stefoni sono andate deluse. Con tutto il rispetto, forse, Stefoni andava bene con Calzolari come Rettore, ma con l'attuale Rettore, Ivano Dionigi, il salto di qualita' generale sembra richiedere, invocare, urlare: dateci qualcuno di piu' e di meglio. Per favore!

Fiduciosi attendiamo la conferenza di facolta' dell' 11 giugno.


mercoledì 5 maggio 2010

Donazioni d'organo: problemi al Sant'Orsola




L'Azienda Ospedaliero-Universitaria, Policlinico Sant'Orsola Malpighi, di Bologna e' centro di riferimento regionale per i trapianti d'organo, in particolare cuore, fegato e reni. Il trapianto d'organo e' il punto di arrivo di un complesso processo interattivo e multidisciplinare, un ambito nel quale alla competenza professionale, alla qualità delle attrezzature e all’efficienza organizzativa, si somma la sensibilità umana e relazionale degli operatori sanitari coinvolti.

Il punto di partenza sta, ovviamente, nella volonta' a donare l'organo da parte del donatore e nella non opposizione formale dei parenti alla donazione degli organi del loro congiunto, una volta accertato lo stato di morte cerebrale. Tuttavia, non e' ancora possibile reperire organi donati sufficienti per le esigenze dei pazienti in lista di attesa per trapianto: il 6% dei pazienti in lista muore ogni anno nell'attesa del trapianto.

Prendendo ad esempio la situazione del trapianto di fegato, nel 2009 i pazienti in lista di attesa sono stati  210, 66 di questi sono stati trapiantati di fegato, dopo un' attesa media in lista di 16 mesi, a fronte di 12 pazienti morti, mentre attendevano in lista di ricevere l'organo, e di altri 14 pazienti usciti dalla lista per perdita dei criteri di idoneita' al trapianto. Un totale, quindi, di 26 pazienti non salvati nel 2009, per il solo trapianto di fegato.

Nel corso dello stesso anno, i centri di rianimazione e terapia intensiva della nostra regione hanno segnalato 204 donatori, con morte encefalica accertata, che si sono ridotti a 110 donatori realmente utilizzati, principalmente a causa di valutata non idoneita' o per patologia d'organo di ben 94 donatori. A questo riguardo, si potrebbe notare come 18 fegati, di provenienza sia regionale sia extra-regionale, non ritenuti utilizzabili dal nostro centro trapianto, siano poi stati utilizzati in trapianti presso altri centri.

Ma l'argomento che credo meriti maggiore approfondimento, a fronte, dicevamo, dei 26 pazienti in lista trapianto di fegato che non si e' potuto salvare nel 2009, e' l'effettiva volonta' e capacita' delle rianimazioni e delle terapie intensive di attivare la segnalazione delle donazioni, a morte encefalica accertata.

Innanzitutto, appare evidente come le unita' operative di rianimazione e terapia intensiva, che si trovano in ospedali in cui si effettuino interventi di neurochirurgia, sono ovviamente favorite nel potere individuare e trovare dei potenziali donatori. Ed in effetti, nel 2009, dal Nuovo Ospedale S. Agostino-Estense di Baggiovara, Modena, e dall' Ospedale Maggiore di Parma sono state segnalati, rispettivamente, 38 e 30 donatori. A Baggiovara e a Parma, su 68 donatori segnalati, 18 donazioni non sono potute proseguire per opposizioni di parenti o congiunti, ma delle restanti 50 donazioni ben 45 donazioni sono state utilizzate in trapianti.

Il confronto con l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna appare impietoso. Il nostro Policlinico effettua in un anno oltre 50.000 ricoveri e, seppure senza una unita' di neurochirurgia, e' dotato di almeno tre unita' di rianimazione e/o terapia intensiva. Sapete quante donazioni, complessive e non solo per il fegato, sono state utilizzate provenendo dalla nostra Azienda? Due (2) !!! Non e' uno scherzo, e' la semplice verita' dei numeri. Tutto il complesso Sant'Orsola-Malpighi ha saputo produrre, in un anno intero, due donazioni utilizzate. Se vogliamo guardare al numero delle donazioni inizialmente segnalate, la situazione non migliora di molto: 12, di cui due hanno trovato opposizione dei familiari o congiunti.

Interessante, e' quindi, poi anche, capire perche' delle restanti 10 donazioni utilizzabili ben 8 non siano state effettivamente utilizzate, per ritenuta non idoneita' del donatore post-anamnesi, la qual cosa pone il nostro Policlinico di gran lunga in testa alle percentuali regionali del totale di donazioni NON procurate.

Perche' oltre 50.000 ricoveri hanno prodotto solo 12 donazioni segnalate? Perche' di queste ne sono state utilizzate solo 2? Se, come dicevamo, il trapianto d'organo e' il punto di arrivo di un complesso processo interattivo e multidisciplinare, un ambito nel quale alla competenza professionale, alla qualità delle attrezzature e all’efficienza organizzativa, si somma la sensibilità umana e relazionale degli operatori sanitari coinvolti, dove stanno gli intoppi e gli inghippi? Esistono delle responsabilita' organizzative o personali in una condotta che potrebbe profilare aspetti omissivi importanti con risvolti colposi, altrettanto importanti, nei confronti dei pazienti deceduti in lista di attesa? Come si spiega che l' ospedale di Rimini, pur esso senza neurochirurgia, sia stato capace di segnalare ben 18 donatori, di cui 13 sono stati proficuamente utilizzati?

Un tema importante, un argomento di scienza e coscienza medica e di organizzazione aziendale che non puo' essere trascurato, e nemmeno oscurato, persino dai riflettori di Fox Life.


martedì 4 maggio 2010

Apoptosi confermata: dati CENSIS




Una recente messa a punto, scaturita in ambito di Commissione Didattica della nostra facolta' di medicina e chirurgia, ha fatto si' che venisse analizzata l'annuale classifica che il CENSIS fa delle universita' italiane e delle loro facolta'. La metodologia utilizzata, i parametri e gli indicatori considerati da Censis Servizi, per stilare il suo annuale ranking, possono essere visti al seguente LINK

A parte le singole graduatorie per singolo parametro considerato ( VEDI ), il dato complessivo che risulta e' che la Facolta' di Medicina e Chirurgia di Bologna si classifica 19° (diciannovesima) tra le 35 facolta' medico-chirurgiche italiane. Certamente una posizione non proprio lusinghiera.

Attingendo poi ai dati dell'archivio Censis, si conferma come l'apparente regressione della nostra facolta' negli ultimi anni trovi riscontro nei dati. Nel 2001 il rapporto Censis classificava la facolta' medica di Bologna al 22° posto. Poi una lenta ma decisa ascesa che permetteva di risalire la graduatoria sino al 18° posto nel 2004 ed al 12° nel 2006.

Negli ultimi tre anni, il nuovo tracollo dal 12° al 19° posto. Se stessimo giocando un campionato, probabilmente si dovrebbe pensare di esonerare l'allenatore.


lunedì 3 maggio 2010

Stefoni deve essere rieletto?




"Non possiamo sfiduciare l'attuale preside. E poi dove lo trovi un altro disposto a sobbarcarsi gli oneri della presidenza in un momento come questo?"

Sono queste le frasi che si sentono in giro alla domanda su un candidato alternativo a Sergio Stefoni alle prossime elezioni presidenziali. Eppure, se alla stessa domanda aggiungiamo: "Sei contento di quello che ha fatto Stefoni, da preside, in questi tre anni", la risposta e' spesso: "No".

E allora? A parte quei gruppi che si sentono forti grazie all'influenza che possono avere sull' attuale preside, come CL con il "controllore" Gaetano La Manna, o alcuni gruppi filo-massonici, che senso ha rieleggere Stefoni? Secondo noi il suo operato e' stato di basso profilo e privo di una visione strategica di facolta'. Ha giocato da politico di vecchio stampo, subito pronto ad inciuci con la controparte aziendale che non sembrano rispondere a disegni di alto livello.

In un momento di vacche magre ha saputo far liberare dei punti di budget ordinario ad personam per interessi clientelari, visto che non erano stati richiesti dalla facolta'. Come ci si puo' accontentare di questa gestione?

Probabilmente incapace di affrontare confronti e scontri diretti in facolta', ha saputo trasformare le adunanze dei consigli in barbosi monologhi di informative e di comunicazioni dei suoi "yes men", senza possibilita' di contraddittorio. E' forse incapace di affrontare un' assemblea senza che tutto sia stato filtrato e predigerito? Probabilmente a scuola era bravo quando lo interrogavano sui compiti fatti prima a casa, ma non me lo so vedere ad affrontare una interrogazione a sorpresa.

Portaborse per tanti anni, prima di Manzoli, poi di Bonomini, ha saputo aspettare, cartamente sopportando e trangugiando, ma senza mai emergere come personalita' forte capace di imporsi in scontri e confronti diretti. Non appare, in sintesi, un preside con i cosiddetti attributi.

Rimandiamo a nostri precedenti post di critiche piu' specifiche e dettagliate sull' operato dell' attuale preside. In questo momento non crediamo abbia molto senso aprire un processo a Stefoni, quanto porsi degli interrogativi di fondo sulla identita', la dignita' ed il destino della nostra facolta' di medicina e chirurgia. Senza timori e senza falsi pudori.

E allora? L'impressione e la convinzione che stiamo maturando e' che il prof. Sergio Stefoni verra' rieletto semplicemente perche' la nostra facolta' medica non e' in grado di esprimere niente di meglio

In fondo quello che serve non e' tanto un preside nuovo, ma una nuova facolta'. Peccato che la facolta' si giudichi anche dal suo preside.