lunedì 28 giugno 2010

Un'alternativa da delineare




Mancano dieci giorni al voto per l'elezione del preside di facolta' e la riconferma del prof. Sergio Stefoni appare, ai piu', molto probabile. Forte della sua posizione e degli intrecci tessuti nei tre anni di presidenza, obiettivamente ben voluto anche dalla direzione generale dell'Azienda Ospedaliera, forte anche del consenso manifestatogli da oltre venti ordinari nella recente conferenza di facolta', il nostro attuale preside sembra sempre piu' lanciato verso una riconferma.

Eppure il suo operato, sprezzante e delegittimante la Facolta', manifestato in tante occasioni, ma, soprattutto, nei concorsi "ad personam", che hanno tradito ogni programmazione ruoli, utilizzando punti di budget ordinari, patrimonio comune della intera facolta', basterebbe per alimentare una indignazione personale sufficiente a negargli la preferenza elettorale.

A questo si deve unire l'atteggiamento fatalistico dei ricercatori confermati che, entrati in massa in Consiglio di Facolta', si sentono esclusi ed estromessi dalle decisioni che contano e sembrano accettare l'attuale trantran come immodificabile. Eppure, l'8 luglio prossimo, giorno delle votazioni, ogni voto conta, ogni singolo voto conta, il mio voto conta! Non importa cio' che credo la maggioranza faccia, importa quello che io faccio!

Ma esiste un'alternativa credibile a Sergio Stefoni? Probabilmente ne esisterebbe piu' di una, ma per varie rispettabili ragioni non sono scese in campo. Allo stato attuale, l'unico sfidante ufficiale e' il prof. Raffaele Bugiardini, ordinario di cardiologia presso il nostro Ateneo. Gia' partecipe della passata tornata elettorale, in un momento di coagulo del consenso intorno a Stefoni, nonostante l'antagonismo di un peso da novanta come il prof. Mauro Bernardi, arrivo' secondo con circa 90 preferenze.

Ma Raffaele Bugiardini e' un'alternativa credibile e sufficientemente delineata? Il suo pensiero e' sicuramente chiaro, basta ricordare il suo precedente programma elettorale. E' schierato su posizioni nettamente piu' "universitarie" di Stefoni, appare molto critico verso la progressiva perdita di potere del mondo accademico nei confronti della massiccia "ospedalizzazione" della medicina universitaria. Appare, in sostanza, un paladino della identita' e dignita' dei medici universitari. Inoltre si e' sempre espresso a favore di un potenziamento dei settori pre-clinici.

Eppure, il suo operato lo ha portato a non ricevere il consenso delle porzioni piu' moderate e riflessive della facolta', che, numericamente, sono prevalente. Certo, i cento nuovi voti dei ricercatori sono un'incognita, ed in questo bacino potrebbe attingere molti consensi. Tuttavia, la sua posizione, il suo personaggio appare ancora troppo fumoso per poter contendere, concretamente, la maggioranza di ogni singolo voto.

Giovedi' prossimo, 1 luglio, alle ore 11, vi sara' la Conferenza di Facolta' in cui Raffaele Bugiardini presentera' il suo programma. Uomo incisivo, senza mezzi termini, ci si aspetta una presentazione coinvolgente. Ma non sara', di per se', sufficiente. Il programma di Bugiardini piace e piacera' sempre, ma per realizzarlo occorrono uomini ed alleanze. Non basta che giovedi' ci presenti il programma, ci dovra' presentare anche la sua squadra, il nome del vicepreside, il nome del segretario di facolta', il nome di uno o piu' membri del consiglio di presidenza.

Di fronte ad un programma che sappiamo gia' da ora ci piacera', se conosceremo anche i piloni portanti necessari per la realizzazione di quel programma, potremmo vedere una, al momento inattesa, convergenza di intenti e di voti verso l'ultimo tentativo possibile di baluardo contro la straripante potenza dell' Azienda Ospedaliera e del Sistema Sanitario Regionale.

A giovedi', prof. Raffaele Bugiardini.


domenica 13 giugno 2010

La Bella Addormentata ed il Principe Azzurro




Ognuno fa la guerra con i soldati che ha, e noi abbiamo Sergio Stefoni. Bisogna che ne prendiamo atto e ce ne facciamo una ragione. Non credo che comparira' nei prossimi giorni il principe azzurro, pronto a baciare la bella addormentata ed a risvegliarla da quel lungo torpore in cui giace da oramai troppi anni.

Seguo i Consigli di Facolta' da diversi anni e posso a ragione affermare che quelli gestiti dall'attuale presidenza sono i piu' noiosi e soporiferi di sempre. Lunghe note di comunicazioni ed informative, le giaculatorie interminabili degli Yes Men, il tutto precotto o, quasi, predigerito. Che barba, che noia.

Non e' un caso, ma e' l'espressione di quello che il nostro valente nefrologo pensa della facolta': un peso inutile, da non rendere compartecipe delle decisioni, ma solo da informare di quanto gia' fatto e deciso altrove. Il problema che pero' il soporifero preside non ha tenuto in conto e' che, volente o nolente, alcune decisioni devono essere prese con votazione a maggioranza in sede di consiglio di facolta'. Lo stabilisce la barbosa legge che Stefoni ha ripetutamente indicato di voler piegare al suo volere, ritenendola quasi inutile. Ma la legge esiste, ancora, e va osservata.

Adesso, con l'ingresso di oltre 100 nuovi membri in Consiglio, i ricercatori confermati, esiste l'obiettivo problema di raggiungere il numero legale, necessario e richiesto perche' le votazioni siano valide. Anche se fara' febbrili telefonate alla vigilia delle decisioni scottanti, gia' prese ma da dover confermare in aula, come avvenne il giorno prima dell'inciucio Viale, massima delegittimazione della facolta', non e' affatto scontato che riesca a portare in aula il numero legale dei votanti.

Basterebbe solo questa considerazione per ritenere indispensabile un principe azzurro che venga a baciare la facolta' medica per risvegliarla prima della battaglia che il tandem regionale Lusenti-Bianchi le sferrera' nei prossimi mesi. Ma, purtroppo, come detto, ognuno fa la guerra con i soldati che ha. E noi abbiamo Sergio Stefoni.


lunedì 7 giugno 2010

Elezioni del preside: nuova vittoria di Meduni




La "cricca" degli ordinari, messa con le spalle al muro, ha dovuto desistere dal suo ultimo tentativo di sopruso. Dopo aver cercato con ogni mezzo, lecito e illecito, di impedire che TUTTI i  ricercatori confermati entrassero, di diritto, in Consiglio di Facolta', e che TUTTI gli stessi potessero votare per l'elezione del preside, ha dovuto recedere dalla manipolazione ad arte delle date per le votazioni.

Questa mattina, finalmente, il neo decano, ha emanato formalmente il decreto, protocollato, di indizione delle votazioni per l'elezione del Preside della Facolta' di Medicina e Chirurgia del nostro Ateneo. Con figura barbina, dovendosi rimangiare quanto scritto solo tre giorni fa, dovendo rispettare la normativa d'Ateneo, ha fissato la data delle elezioni al prossimo 8 luglio, come evidenziato e richiesto formalmente da Meduni.

E' questo un segno chiaro che se ci si mobilita, in nome di quanto e' lecito, legale e giusto, per il bene di tutti e di ognuno, anche la Presidenza attuale e' tenuta a recedere ed ad ingoiare, obtorto collo. Se questo stesso spirito fosse stato comune e presente, di fronte ai possibili illeciti penali ed amministrativi perpetrati dal prof. Sergio Stefoni, in qualita' di preside, e per i quali e' sotto indagine dalla Procura della Repubblica, per mezzo della Guardia di Finanza, forse le cose sarebbero andate diversamente. Avremmo ancora a disposizione dei punti di budget per la programmazione ruoli voluta dalla Facolta', e non dai soliti noti della "cricca" masson-ciellina.

Adesso ci aspetta il compito piu' duro e difficile, ma fondamentale. Proporre un'alternativa seria e credibile a Sergio Stefoni, ed eleggerlo come nuovo Preside. Obiettivamente non nutro moltissime speranze, ma qualcuna si'. Se ognuno di noi si guardasse dentro, guardasse alla propria identita' e dignita' e votasse in scienza e coscienza, senza adeguarsi, allora anche questo difficilissimo obiettivo potrebbe essere raggiunto.

Vedremo. Per ora incassiamo questa nuova vittoria. Ad alcuni potra' sembrare poca cosa, ma il significato etico e politico e', a nostro avviso, grande.

 

domenica 6 giugno 2010

In memoria




Ecco i volti dei nove passeggeri civili, assassinati con colpi alla nuca dai soldati israeliani, durante l'assalto alla nave Mavi Marmara, della Freedom Flotilla, in acque internazionali, al largo della striscia di Gaza.

Si tratta di un ingegnere, un negoziante di elettrodomestici, un giornalista, un vigile del fuoco, ecc...

In loro memoria, riportiamo il seguente passo dell' Instrumentum Laboris, consegnato oggi dal Pontefice, Benedetto XVI, a Nicosia:

"L’occupazione israeliana dei territori Palestinesi rende difficile la vita quotidiana per la libertà di movimento, l’economia e la vita sociale e religiosa (accesso ai Luoghi Santi, condizionato da permessi militari accordati agli uni e rifiutati agli altri, per ragioni di sicurezza). Inoltre, alcuni gruppi fondamentalisti cristiani giustificano, basandosi sulle Sacre Scritture, l’ingiustizia politica imposta ai palestinesi, il che rende ancor più delicata la posizione dei cristiani arabi."


venerdì 4 giugno 2010

Perseverare autem diabolicum





Le elezioni del Preside della nostra Facolta' di Medicina e Chirurgia dell' Universita' degli Studi di Bologna continuano a caratterizzarsi per l'assoluta mancanza del rispetto della normativa dell' Alma Mater. E' cambiato il Decano, dopo le dimissioni del prof. Manzoli, eppure la "cricca" accademica della nostra facolta' sembra voler continuare ad agire al di sopra della legge.

Il nuovo decano, prof. Alessandro Ruggeri, invece di emanare un decreto di indizione delle elezioni del preside, ufficiale e protocollato, ha inviato a tutti i membri di facolta' una lettera, una comunicazione, che, seppur dettagliata, non si configura come decreto ufficiale di indizione delle elezioni, regolarmente protocollato. Si trattera', quindi, di una elezione per "passa parola". Il rilievo non appare capzioso: ad oggi non esiste un decreto, eppure, a quanto pare, si dovrebbe votare il prossimo 22 giugno.

Senza decreto non si puo' indire ufficialmente alcuna elezione. Si tratta di una delle piu' elementari norme amministrative.

Secondo punto essenziale e' che, come da Statuto d' Ateneo, DEVE intercorrere un "tempo congruo" tra la data del decreto di indizione e la data fissata per le votazioni. Da sempre, e nel rispetto del Regolamento di Facolta', questo tempo congruo e' stato di almeno 30 giorni.

Terzo punto, sempre da Statuto d' Ateneo, DEVE essere garantito un "tempo ragionevole" per la campagna elettorale degli interessati. Stando alla comunicazione del nuovo decano, questo tempo ragionevole e' ridotto a 4 (quattro) giorni lavorativi: il 17, 18, 19, e 21 giugno (!!!).

Perche' si vuole continuare ad agire nel disprezzo dei principi istituzionali e delle regole e norme che da essi discendono? Come, per le modalita' di elezione del Rettore, si dovette ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale, cosi', purtroppo si dovra' fare anche questa volta.

Di nuovo, la domanda: perche'? O meglio sarebbe dire: "cui prodest scelus, is fecit".