sabato 7 maggio 2011

E la nave va ...




Rivoluzione storica a Medicina. Per la prima volta medici e chirurghi confluiranno negli stessi Dipartimenti Universitari. Da sempre sono esistiti la Clinica Medica e la Clinica Chirurgica, due o piu' istituti prima, e dipartimenti poi, in cui erano incardinati i docenti, i professori delle discipline mediche e chirurgiche. Per ricordare i decenni piu' recenti, vi era la Clinica Medica di Sotgiu, Labo', Barbara, e la Clinica Chirurgica di Placitelli, Possati, Gozzetti, due realta' distinte, basate sul diverso modo di approcciare la malattia ed il malato: il modo medico ed il modo chirurgico.

La riforma universitaria dovuta alla legge Gelmini, impone una riorganizzazione dei dipartimenti universitari che dovranno essere di consistenza numerosa (minimo 50 docenti, meglio un centinaio) ed in grado di attivare corsi di studio. In una febbrile ed apparentemente sterile conflittualita' dovuta alla necessita' di doversi accorpare, la Scuola di Medicina e Chirurgia del nostro Ateneo vedra' il nascere di due nuovi Dipartimenti Universitari composti non solo da medici, non solo da chirurghi e non solo da biomedici o preclinici, ma bensi' da medici, chirurghi e preclinici.

Si tratta di fare di necessita' virtu', ma questa volta si puo' affermare che la necessita' ha prodotto la virtu'. Concepire la scienza medica come un insieme di competenze integrate precliniche, mediche e chirurgiche e' quanto da sempre avviene nella formazione universitaria dei laureandi in medicina e chirurgia. Superare le divisioni tra medici e chirurghi e metterli insieme nello stesso dipartimento costituisce la concreta possibilita' di realizzare ricerca e didattica integrata con ripercussioni positive anche sul lato assistenziale.

Purtroppo la parcellizzazione e' una forte tentazione di chi si illude di poter comandare nel proprio orticello. Ma il destino e' oramai segnato e progetti alternativi e complementari, quali un dipartimento di diagnostica (onco-ematologico e radiologico) o di area materno-infantile (pediatria, ginecologia ed ostetricia) non sembrano avere la dignita' scientifica, di ricerca e di attivazione di corsi di studio, e politica sufficiente per potersi sostenere ed imporre. Ovviamente i giochi sono ancora aperti, in particolare la volonta' degli ematologi, oncologi universitari, patologi clinici e radiologi di mantenersi autonomi in un dipartimento e' ancora forte. Eppure e' un progetto che fallira'.

Nonostante o grazie alla legge n. 240, e grazie alla supervisione attiva degli organi accademici, gli attuali venti dipartimenti universitari si ridurranno a tre, uno extra-policlinico, e due intra-policlinico:

1. Dipartimento di Scienze Neuro-Senso-Motorie (IOR e Bellaria)

2. Dipartimento di Medicina Interna e Chirurgia Generale e dei Trapianti

3. Dipartimento di Medicina e Chirurgia Specialistica

E tutto cio' sara' un bene sia per la ricerca, sia per la didattica sia per l'assistenza al malato. Nonostante tutto, e apparentemente, quasi a dispetto di molti, la nave va. La storia quando chiama sa trovare chi risponde e non delude. Un grazie va sicuramente all'opera svolta dai ricercatori universitari ed alla comprensione dell'utilita' scientifica e politica di un passo innovativo manifestata dai chirurghi. A questo punto basta un piccolo soffio, veramente piccolo, ma nella direzione giusta e le tre barche possono salpare.

Chi dovra' dare questo ultimo soffio sta gia' inspirando l'aria.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Benissimo i nuovi dipartimenti. Ma, nomen-omen, non capisco la differenza tra neuro e senso, non bastava motorie. Vedo poi una forzatura inserire anche le materie sportive in un dipartimento medico. Non capisco cosa c'entrano, se non in via molto generale.

Anonimo ha detto...

Stefanino!! Ma è una cosa bellissima che tu abbia abrogato il tuo editto bulgaro in cui bandivi i commenti anonimi! Non vedo l'ora che tu pubblichi qualcosa su i temi caldi del nostro ospedale e della nostra facoltà!
TVB