mercoledì 14 settembre 2011

Dipartimenti: la scadenza che non c'e'




E siamo giunti al 16 settembre (venerdi' prossimo per l'esattezza), la scadenza per afferire ai nuovi dipartimenti universitari. In realta', tale scadenza non esiste. Basta leggere con attenzione la rettorale del 28 luglio scorso e l'articolo 40 del nuovo Statuto d'Ateneo per capire come il 16 settembre sia una data raccomandata per fare ordine dei nascituri dipartimenti universitari e, possibilmente, identificare in anticipo chi vorra' farne parte.

Da un punto di vista normativo, in questa fase, come correttamente esplicita la rettorale, si puo' solamente parlare di "ipotesi di inquadramento" dei singoli docenti nei nascituri dipartimenti. Da un punto di vista pragmatico, l'art. 40 e' ben chiaro in merito al fatto che gli organi accademici (Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione) valutano e decidono le proposte di inquadramento dei docenti. A questo punto, pero', sorge una questione cui lo statuto non da' una risposta chiara: come fa il singolo docente, in modo libero e volontario, entro il 16 settembre, fare domanda di afferenza o inquadramento in un Dipartimento Universitario che ancora non e' costituito, ancora non esiste e di cui non e' possibile conoscere nel dettaglio la composizione?

E' evidente che i docenti che si ritengono, in gruppo, forza propositrice di un costituendo dipartimento possono sottoscrivere una proposta che sia al contempo di costituzione ed inquadramento, ma i singoli docenti che desiderano poter afferire dove si possano attuare le compatibilita' con l'assetto riformato d'Ateneo possono e devono attendere che i Dipartimenti Universitari siano costituiti e definiti nella loro specificita' didattica e di ricerca. Non si puo' chiedere ad alcuno di dover aderire a cio' di cui non si puo' ancora conoscere natura e specificita'.

Pertanto, tutti i docenti ancora indecisi possono attendere con fiducia che passi la data del 16 settembre, prendano finalmente forma i costituendi nuovi dipartimenti universitari, e poi decidere in scienza e coscienza, in modo libero e volontario, a quale dipartimento fare domanda di afferenza. Ovvio che la domanda di afferenza dovra' essere motivata ed ovvio anche che gli organi accademici possano ritenere tale domanda di afferenza non compatibile. Ma questo e' indipendente da prima o dopo il 16 settembre.


martedì 6 settembre 2011

La lectio magistralis del Blasco




Riportiamo dalla pagina Facebook di Vasco Rossi in data di oggi:

" Il dottor [...] ha tutta la mia stima per il mestiere che fa ogni giorno e che sicuramente svolge con impegno e competenza. Questo non gli concede pero' il diritto di imporre il comportamento che ritiene più opportuno (certamente a ragione) in situazioni che ognuno può e deve comprendere con e soprattutto sulla propria pelle.

Io rivendico il diritto di decidere a quali cure sottopormi e quali condizioni sopportare, Lui, se posso permettermi, cerchi di guarire più gente possibile rispettando anche chi non e' disposto a sopportare ogni dolore per tentare una guarigione che purtroppo in molti casi nessuno può garantire.

Vorrei essere sicuro che non si salga sul carro dei buoni maestri solo allo scopo di leggere il proprio nome sulla stampa, cosa non sempre utile a garantire l’avvenire dei ...miracoli.  V.R.
"
 
Nei tumori solidi, il grosso problema clinico, sociale ed etico degli effetti collaterali e degli eventi avversi sempre "certi" della terapia antineoplastica, verso la probabilita' di guarigione sempre "incerta", resta ancora oggi di estrema attualita', nonostante se ne parli oramai troppo poco e poco spesso.
 
Ringraziamo Vasco Rossi per essere stato ancora una volta stimolatore di un confronto e di una discussione oramai ingiustamente abbandonata e da riproporre nella comunita' medica senza preconcetti e pregiudizi.