lunedì 26 marzo 2012

Israel-loves-Iran, Iran-loves-Israel




Meduni aderisce alla campagna a favore della pace tra il popolo di Israele ed il popolo iraniano e contro ogni atto di guerra tra Israele ed Iran.


giovedì 15 marzo 2012

Mancanza di reputazione




Ancora una volta nessuna universita' italiana e' riuscita ad entrare fra le prime 200 (duecento!) universita' al mondo, secondo il piu' autorevole ranking internazionale (LINK). L' Alma Mater Studiorum si e' classificata oltre il 225° posto complessivo, non riuscendo ad entrare tra le prime 50 in nessuna categoria. Particolarmente sconsolante e' il risultato di 22/100 nella valutazione per la ricerca.

Forse, qualche riflessione operativa andrebbe fatta in Via Zamboni 33, invece di continuare a trastullarsi con gadget, cotillons ed amenita' varie come i recenti "sigilla magna" a Junker e Prodi o il rosario perpetuo di lauree honoris causa.


mercoledì 14 marzo 2012

Il grande mistero del dolore




In memoria dei ragazzi belgi morti in Svizzera


domenica 11 marzo 2012

Lettera aperta ai nostri due CT




Egregio Ivano Dionigi,
Egregio Sergio Venturi,

permettete la metafora calcistica di identificarvi nei commissari tecnici di quella squadra di calcio che e' il Policlinico Ospedaliero - Universitario Sant'Orsola - Malpighi. In fondo, la nomina dei direttori di unita' operativa o di struttura semplice dipartimentale, ovvero la convocazione in prima squadra, spetta a voi.

Ammettiamo che nel Bologna si infortuni un attaccante, ad esempio Di Vaio o Ramirez, e che Stefano Pioli metta in formazione al suo posto un difensore, ad esempio Morleo, voi cosa pensereste? Nessuno mette in discussione il valore di Morleo come giocatore e, probabilmente, piuttosto di rimanere in panchina, lo stesso Morleo potrebbe essere contento di giocare in attacco, ma la cosa in se' ha senso? La squadra nel suo complesso ne trarra' giovamento? Non credo.

Allora permettetemi di non capire che senso ha mettere Vincenzo Stanghellini a dirigere una unita' operativa di medicina interna, di medicina generale ad impronta cardiologica? Vincenzo Stanghellini e' uno dei maggiori esperti internazionali di motilita' intestinale, un uomo intorno al quale andrebbe costruito una struttura, un centro, un programma di motilita', in cui coinvolgere direttamente anche Roberto De Giorgio e Francesco Torresan. Ripeto, che senso ha mandarlo a dirigere una medicina interna ad indirizzo cardiologico? Probabilmente, lo stesso Vincenzo Stanghellini e' contento, finalmente, di andare a dirigere qualcosa, di andare a fare il "primario". Ma la cosa non ha obiettivamente molto senso. In una squadra di calcio di rilievo, una situazione similare, non potrebbe succedere.

E, d'altro canto, la rigida struttura delle unita' operative e delle strutture semplici dipartimentali, riflesso di una organizzazione medico-chirurgica antiquata ed ingessata, non permette di fatto molte alternative.

Il punto centrale e', probabilmente, la volonta' di modificare il sistema, di riconoscere le eccellenze, di livello nazionale ed internazionale che abbiamo in casa, e di costruire intorno a loro delle nuove forme organizzative di ricerca, didattica ed assistenza che superino le vecchie articolazioni strutturali. Il miglior esempio che siamo riusciti a produrre e' certamente il centro trapianti di fegato e multiviscerale diretto da Antonio Pinna. Una struttura finalizzata intorno ad un programma ben definito. Ma le unita' di medicina interna e di chirurgia generale a che servono? Servono a garantire la risposta assistenziale generalista, di buon livello, che il nostro Policlinico deve garantire alla domanda assistenziale che viene dal territorio. Sono i polmoni di smistamento di primo livello del pronto soccorso e della medicina d'urgenza. Il loro ruolo e' fondamentale ed insostituibile, ma non possono essere, al contempo, strutture organizzative specialistiche di secondo e terzo livello.

Le strutture specialistiche di secondo e terzo livello non possono rispecchiare l'articolazione ingessata delle unita' operative. E' finito il tempo delle unita' operative specialistiche, nate quando la specialistica era ben delimitabile e delimitata e la divisione tra ambito medico ed ambito chirurgico era netta. La maggioranza delle problematiche un tempo specialistiche, possono essere gestite in polmoni polifunzionali di medicina e chirurgia generale. Il passo successivo non puo' piu' essere quello di nuove unita' operative, ma di centri per lo studio e la cura, medica e chirurgica, di patologie d'organo o apparato. Ed in questi centri coinvolgere le eccellenze specialistiche che abbiamo in casa le quali, ovviamente, dovranno lasciare l'afferenza alle loro attuali strutture ed afferire ai nuovi centri.

Convogliare insieme esperti di patologie d'organo ed apparato permette di poter strutturare ed offrire alla comunita' locale e nazionale dei centri di studio, diagnosi, cura, ricerca, didattica ed assistenza di eccellenza. E nel contempo permette ai medici universitari ed ospedalieri, che si definiscono esperti di eccellenza, di dimostrare quotidianamente la loro eccellenza senza alcun alibi. Accorpare diagnosi e cura per patologie d'organo o di apparato, sia medica sia chirurgica, consentirebbe inoltre una profonda razionalizzazione delle risorse e la possibilita' per il paziente di trovare davanti a se' un percorso ben definito di eccellenza. E tali centri sarebbero polo di attrazione extraregionale, non solo dalle regioni a minor qualita' di cura, ma da tutte le regioni indistintamente.

I rettori ed i direttori generali passano. Di alcuni non si ricorda nulla, di altri qualcosa, di alcuni molto. Se i nostri due CT facessero sorgere al Sant'Orsola-Malpighi, ad esempio, un Centro Medico-Chirurgico per lo Studio e la Cura delle Malattie del Fegato, con al suo interno una sezione sulle epatiti virali, una sezione bilio-pancreatica, una sezione sull'epatocarcinoma, in cui afferissero, abbandonando le loro attuali unita' operative di appartenenza, esperti riconosciuti di tali patologie, la cosa rappresenterebbe il primo passo concreto verso una ristrutturazione del Policlinico che anticiperebbe cio' che fra 10 anni dovra' avvenire, molto probabilmente, se si vuole essere o tornare ad essere in un ambito di eccellenza.

E, fatto il primo passo, gli altri verrebbero di conseguenza.


giovedì 1 marzo 2012

In memoria di un grande bolognese




Lucio Dalla
(1943-2012)