venerdì 12 ottobre 2012

In memoria




Pier Ugo Calzolari

(1938 - 2012)


martedì 9 ottobre 2012

I letti in corridoio e l'omissione di cura a soggetto giudicato bisognevole di essa.




Con l'inizio della stagione autunnale e l'avvicinarsi dell'inverno, si ripropone l'annoso problema dell'eccesso di richieste di ricovero nei reparti da parte del Pronto Soccorso, a sua volta sovraccaricato da un aumento stagionale di domanda assistenziale. Ad aggravare la situazione, quest'anno si aggiunge il taglio dei posti letto voluto dalla "spending review" del governo Monti.

E' prevedibile un inverno di passione fra cittadini anziani, febbricitanti e scatarranti, che arrivano al P.S. scortati dagli angeli rossi del 118, i medici di turno del P.S. che devono, sempre piu' sommariamente, smistare i petulanti pazienti, ed i medici dei reparti di degenza con tutti i letti nelle camere occupati.

Ecco allora che scatta il perverso meccanismo del medico di P.S. che chiama il medico della Direzione Sanitaria che a sua volta si interfaccia con il medico di turno in reparto per vedere di trovare una soluzione alla situazione di "emergenza". Per definizione, una situazione di "emergenza" dovrebbe essere non pienamente prevedibile "a priori" e di breve durata. In realta', questa situazione si realizzera' quotidianamente da novembre a marzo. E' quindi ampiamente prevedibile e di non breve durata. Pertanto, non puo' essere una situazione di "emergenza".

L'escamotage che ne scaturisce e' quello dell'aumento "virtuale" della dotazione di posti letto nei reparti di degenza delle unita' operative. Ovvero, il P.S., tramite la direzione sanitaria, esercita pressioni affinche' vengano ricoverati nei reparti piu' pazienti rispetto alla dotazione dei posti letto disponibili. E spesso i medici di turno nei reparti acconsentono a questi ricoveri sovrannumerari.

Ma se non ci sono posti letto liberi nelle camere, dove vengono ricoverati i pazienti? I pazienti vengono ricoverati in letti aggiuntivi posizionati nei corridoi. Semplice. L'ospedale, o meglio il sistema di rete assistenziale territoriale, non puo' rifiutare il ricovero ospedaliero ad un paziente ritenuto bisognoso di cure in regime di ricovero da parte di un medico del Pronto Soccorso. Si verificherebbe altresi' omissione di cura a soggetto giudicato bisognevole di essa.

Ma il ricovero sovrannumerario in un letto di corridoio assolve alla missione di cura a soggetto giudicato bisognevole di essa? E' questo il punto su cui credo si debba riflettere.

La dotazione di medici di turno in reparto e' calibrata, spesso gia' per difetto, sul numero di pazienti ricoverati nei posti letto "fissi" nelle camere. Un numero significativo di ricoveri in piu' (non e' inusuale vedere anche cinque pazienti ricoverati nei letti in corridoio di un reparto) garantisce, qualitativamente e quantitativamente, i livelli standard assistenziali di cura da erogare? La significativa modificazione dell'ambiente di lavoro ed il sovraccarico assistenziale, dovuto ai ricoveri sovrannumerari, garantisce al medico di turno di operare in sicurezza per se e soprattutto per gli altri (pazienti)? Il ricovero in un letto di corridoio, senza privacy, senza il campanello per avvisare l'infermiere in caso di necessita', senza una sorgente elettrica vicina per l'utilizzo in emergenza di apparecchi medicali, senza fonte di ossigeno disponibile configura realmente la non omissione di cura a soggetto bisognevole di essa da parte della struttura ospedaliera? Ed e' possibile che i criteri di accreditamento e di certificazione della qualita' assistenziale possano essere cosi' consciamente ignorati per ben 5 mesi all'anno?

E se a seguito delle cure prestate in queste condizioni al paziente deriva un danno grave temporaneo o permanente o addirittura la morte, di chi e' la responsabilita'? E' essa imputabile solo al medico o anche alla struttura ed alla sua organizzazione? Al riguardo varrebbe la pena che le Direzioni Sanitarie ospedaliere rileggessero la sentenza della Corte di Cassazione n. 577 del 2008: “si può avere una responsabilità contrattuale della struttura verso il paziente danneggiato non solo per il fatto del personale medico dipendente, ma anche del personale ausiliario, nonché della struttura stessa (insufficiente o inidonea organizzazione)”

E' evidente che la situazione e' complessa e di non facile soluzione, ma e' altrettanto vero che per migliorare il sistema occorrono dei principi in cui credere e da ritenere irrinunciabili da applicare individualmente a valle. Solo cosi' l'onda benefica si potra' ripercuotere in senso anterogrado verso monte. Il punto cardine irrinunciabile deve essere che non si possono e non si devono ricoverare i pazienti nei letti in corridoio. Il medico di turno in reparto puo' opporsi, in scienza e coscienza, ad accogliere un paziente da Pronto Soccorso se non ha letti liberi nelle stanze di degenza. E' vero che la Direzione Sanitaria puo' imporre un ricovero anche in corridoio, ma questo deve avvenire mediante comunicazione scritta al medico di turno. Non e' sufficiente la comunicazione telefonica se il medico di reparto non e' d'accordo.

Ma i medici di reparto sono d'accordo sul fatto di opporsi ai ricoveri in corridoio? In teoria, e per diversi di essi anche in pratica, certamente si'. Spesso pero' l'opposizione si affievolisce a causa della volonta' del primario o direttore che non intende confrontarsi con la Direzione Sanitaria. I motivi sono vari, alcuni anche comprensibili, altri meno. Riporto una situazione che ho visto personalmente in un reparto del nostro Policlinico: un paziente era ricoverato scomodamente in corridoio, mentre in una stanza a due letti vi era un solo paziente ricoverato. Chiesi il perche' di cio'. Mi fu risposto che il paziente che singolarmente occupava una camera a due letti era una "marchetta" del direttore.

Ad maiora.

sabato 6 ottobre 2012

Eletto il Presidente del Consiglio della Scuola




Il Consiglio della Scuola di Medicina e Chirurgia ha eletto il Presidente, che restera' in carica tre anni. Si tratta del prof. Luigi Bolondi, ordinario di medicina interna del nostro ateneo con lungo curriculum di esperienza didattica, in particolare gia' presidente del corso di laurea in medicina e chirurgia.

Congratulazioni ed auguri!